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Giù al nord (2008)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 13 feb 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 19 apr 2023


Giù al nord

(Bienvenue chez les Ch'tis) Francia 2008 commedia 1h46’


Regia: Dany Boon

Sceneggiatura: Dany Boon, Alexandre Charlot, Franck Magnier

Fotografia: Pierre Aïm

Montaggio: Luc Barnier, Julie Delord

Musiche: Philippe Rombi

Scenografia: Alain Veyssier

Costumi: Florence Sadaune


Kad Merad: Philippe Abrams

Dany Boon: Antoine Bailleul

Zoé Félix: Julie Abrams

Anne Marivin: Annabelle Deconninck

Line Renaud: madre di Antoine Bailleul

Stéphane Freiss: Jean Fénin

Philippe Duquesne: Fabrice Canoli

Guy Lecluyse: Yann Vandernoout

Lorenzo Ausilia-Foret: Raphaël Abrams

Michel Galabru: prozio di Julie

Patrick Bosso: gendarme


TRAMA: Costretto a lasciare la famiglia a causa di un trasferimento-punizione verso il nord della Francia, Philippe parte con lo spirito di un condannato a morte e con l'idea che la sua destinazione sia un luogo terribilmente freddo, abitato da campagnoli disoccupati e ubriachi, che parlano un incomprensibile dialetto.


Voto 6,5

Pur conducendo una piacevole esistenza in Salon de Provence, una graziosa cittadina nel sud della Francia, Julie deve fare i conti con una strisciante e costante depressione. Per farle piacere, il marito Philippe, dirigente di un ufficio postale, si dà da fare in tutti i modi pur di ottenere un trasferimento in una cittadina più vivace sulla costa, ma viene scoperto da un ispettore e immediatamente trasferito nella remota e sconosciuta cittadina di Bergues, nel profondo nord della Francia.

Sembra un paradosso, eppure se in Italia il sud è ritenuto arretrato e non vivibile per convinzioni discutibili, in Francia accade il contrario. E se qualcuno si è divertito con Benvenuto al Sud di Luca Miniero forse non sa che è un remake di questo film, più che mai spassoso, che affronta il medesimo argomento. Bisogna partire da come si dialoga al proposito sin dall’incipit tra il protagonista e il suo superiore: “No, non ti hanno licenziato, peggio”. “Come peggio?” “Sì, ti hanno trasferito... su al nord”. “Al nord?! Tipo Lione?” “No no, non Lione, più su”. “Non Parigi spero!” “No no, più su, più su!”.

Questo capita al povero Philippe, dislocato più su, nel Nord-Pas-de-Calais dove parlano il piccardo, che pronuncia la "c" (foneticamente come la nostra "s") "ch", con effetti esilaranti, perché ad esempio c'est toi (sei tu) diventa chez toi (da te, a casa tua). Per questo in Francia chiamano i piccardi "Ch'tis" e li prendono in giro manco fossero i peggiori barbari. Philippe, invece, scoprirà che non sono poi così male, tanto da fare di tutto affinché la moglie non lo raggiunga in esilio.

E il razzismo in patria è servito, con buona pace per i tanti pregiudizi che si trascinano per vocazione popolare. Il successo del film fu tale che gli incassi stabilirono quasi un record (al tempo, secondo solo a Titanic) e il merito è tutto del simpaticissimo e travolgente Dany Boon che recita, scrive e dirige. In una coppia esplosiva con Kad Merad sempre in perfetta sintonia.



 
 
 

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