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I ragazzi della 56ª strada (1983)

Immagine del redattore: michemar
michemar
29 lug
Tempo di lettura: 3 min

I ragazzi della 56ª strada

The Outsiders

USA Francia 1983 dramma 1h31’

 

Regia: Francis Ford Coppola

Soggetto: S.E. Hinton (romanzo)

Sceneggiatura: Kathleen Rowell

Fotografia: Stephen H. Burum

Montaggio: Anne Goursaud

Musiche: Carmine Coppola

Scenografia: Dean Tavoularis

Costumi: Marjorie Bowers

 

C. Thomas Howell: Ponyboy Curtis

Ralph Macchio: Johnny Cade

Matt Dillon: Dallas Winston

Patrick Swayze: Darrel Curtis

Rob Lowe: Sodapop Curtis

Emilio Estevez: Keith “Two-Bit” Matthews

Tom Cruise: Steve Randle

Glenn Withrow: Tim Shepard

Diane Lane: Sherrie “Cherry” Valance

Leif Garrett: Bob Sheldon

Darren Dalton: Randy Anderson

Michelle Meyrink: Marcia

Gailard Sartain: Jerry

Tom Waits: Buck Merrill

 

TRAMA: La vita dei ragazzi della 56esima strada, quelli che arrivano dalla zona operaia della città, sono il rock’n’roll, le ragazze e la violenza urbana. I loro nemici giurati sono i “Socials”, figli della borghesia-bene, impettiti ma non meno violenti, e sempre pronti allo scontro. Un duello con i coltelli e l’incendio di una chiesa innescheranno la tragedia.

 

VOTO 7

 

 

Francis Ford Coppola realizza uno dei pochi film di Hollywood che tratta realisticamente ragazzi dalla parte sbagliata della città rappresentando obiettivamente i bambini i cui genitori li avevano abusati, trascurati o in altro modo delusi: lo spaccato della vita urbana violenta e realistica di quegli anni ’60.

 

 

È un racconto di formazione ambientato a Tulsa, una cittadina dell’Oklahoma negli anni Sessanta, dove due gruppi di adolescenti vivono in conflitto costante: i Greasers, ragazzi della classe operaia, e i Socs (Socials), giovani benestanti che dominano la scena sociale. Al centro della storia c’è Ponyboy Curtis (C. Thomas Howell), un ragazzo sensibile che osserva il mondo con uno sguardo più profondo rispetto ai coetanei, diviso tra il senso di appartenenza al suo gruppo e il desiderio di qualcosa di diverso.

 

 

La trama segue le sue giornate, le amicizie, le tensioni crescenti tra le bande e il modo in cui questi contrasti influenzano la sua identità. L’incontro con una ragazza dei Socs gli mostra che le differenze sociali non sono così nette come sembrano, ma la pressione del contesto rende difficile ogni tentativo di dialogo. Un evento improvviso e drammatico costringe Ponyboy e il suo amico Johnny (Ralph Macchio) a confrontarsi con le conseguenze delle loro scelte, portandoli lontano da casa e dentro una dimensione più adulta. Il film esplora la fragilità dell’adolescenza, la ricerca di un posto nel mondo e la scoperta che il coraggio può assumere forme inattese. Senza rivelare i dettagli, la storia procede verso una presa di coscienza che cambierà per sempre i protagonisti.

 

 

Al momento dell’uscita, il film ricevette reazioni contrastanti da parte della critica statunitense. Molti recensori apprezzarono la cura visiva di Francis Ford Coppola, la fotografia elegante e l’attenzione al tono emotivo del romanzo originale di S.E. Hinton, sottolineando come il film riuscisse a restituire l’atmosfera malinconica e la sensibilità dei personaggi. Alcuni critici misero in evidenza la forza del cast giovane, notando che diverse interpretazioni anticipavano carriere importanti. Tuttavia, altre recensioni giudicarono la narrazione troppo melodrammatica o stilizzata, sostenendo che l’approccio estetico di Coppola talvolta attenuasse la crudezza sociale del materiale di partenza.

 

 

Nonostante queste riserve, il film trovò un pubblico affezionato, soprattutto tra gli adolescenti, che riconobbero nella storia un ritratto autentico delle insicurezze e dei conflitti generazionali. Con il tempo, è stato rivalutato come un’opera significativa nel percorso del regista, capace di fondere classicismo visivo e racconto popolare. La sua ricezione critica, inizialmente divisa, è oggi considerata parte integrante della sua identità culturale.

 

 

Dopo il fallimento commerciale del suo film precedente, Un sogno lungo un giorno (il regista ogni tanto è incappato in opere finanziariamente fallimentari), Coppola sceglie di dedicarsi a progetti più contenuti, adattando due romanzi di S. E. Hinton. Questo viene affrontato con una regia più classica, in contrasto con l’approccio stilizzato del successivo Rusty il selvaggio. La storia di Ponyboy Curtis attraversa un’esperienza traumatica destinata a segnare la fine della sua innocenza. Il film richiama archetipi del cinema giovanile americano, evocando opere che hanno raccontato tensioni sociali e conflitti tra bande. La messa in scena, solida e controllata, punta a un racconto emotivo sulla gioventù costretta a confrontarsi con le divisioni di classe e con una violenza che nasce dall’incapacità di esprimere il proprio disagio.

 

 

Una delle intuizioni più felici del regista è la scelta del cast: un gruppo di giovani interpreti destinati a diventare volti importanti del cinema statunitense. L’opera si avvale inoltre della collaborazione dei suoi storici collaboratori, dalla musica di Carmine Coppola ai set di Dean Tavoularis, arricchita da piccoli ruoli affidati a figure come Tom Waits e alla giovanissima Sofia Coppola. Il risultato è un film che, pur nella sua apparente semplicità, costruisce un ritratto sensibile e malinconico dell’adolescenza in lotta con il mondo che la circonda.

Quasi un film parallelo a Gioventù bruciata.

 


 
 
 

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