Il coraggio della verità (2018)


Il coraggio della verità (2018)
The Hate U Give
USA 2018 dramma 2h13’
Regia: George Tillman Jr.
Soggetto: Angie Thomas (romanzo)
Sceneggiatura: Audrey Wells
Fotografia: Mihai Malaimare Jr.
Montaggio: Alex Blatt, Craig Hayes
Musiche: Dustin O’Halloran
Scenografia: William Arnold
Costumi: Frank L. Fleming
Amandla Stenberg: Starr Carter
Regina Hall: Lisa Carter
Russell Hornsby: Maverick Carter
Algee Smith: Khalil Harris
Lamar Johnson: Seven Carter
Issa Rae: April Ofrah
K.J. Apa: Chris Bryant
Common: Carlos
Anthony Mackie: King
Dominique Fishback: Kenya
Sabrina Carpenter: Hailey Grant
TRAMA: Starr assiste ad una sparatoria, che è fatale per il suo migliore amico d’infanzia Khalil per mano di un agente di polizia. Ora, affrontando pressioni da tutti i lati della comunità (gang e polizia), deve trovare il coraggio e difendere ciò che è giusto.
VOTO 6,5

Il progetto nasce da un tragico fatto realmente accaduto e narrato dal libro “The Hate U Give - Il coraggio della verità’” del 2017 scritto da Angie Thomas: l’uccisione ingiustificata di un ragazzo nero ad opera di un poliziotto durante un controllo di routine. Impossibile non far riferimento agli ultimi drammatici avvenimenti dopo l’uccisione di George Floyd avvenuta il 25 maggio del 2020 nella città di Minneapolis, in Minnesota, che ha poi fatto scaturire il movimento BLM in tutti gli Stati Uniti e nel resto del mondo. La storia si ripete. E si è ripetuta ancora con i recenti brutali avvenimenti americani. E nella stessa città!

La protagonista è un’adolescente, Starr Carter, 16 anni, appassionata di basket, Harry Potter e sneakers, che continua a ripetersi di cambiare attitudine e modo di parlare a seconda di dove ci si trovi: a casa, nel quartiere nero di Garden Heights, o al liceo privato (e bianchissimo) che frequenta, la Williamson Prep School. E anche di ricordarsi esattamente quali gesti ti hanno insegnato a fare se vieni fermata dalla polizia. Sì, perché quelli sono momenti molto pericolosi.
Starr, tra l’altro amica della vittima, è l’unica testimone oculare del fatto, ed essendo in possesso della scottante verità, finisce nel mirino della stampa, delle autorità e della comunità black, mentre nel quartiere sta per scoppiare il putiferio. La sua vita cambia radicalmente quando assiste alla morte del suo migliore amico durante un controllo di polizia, evento che la costringe a confrontarsi con la propria identità, con la giustizia e con il peso di far sentire la propria voce.
Starr è un’adolescente che ogni giorno si muove tra due realtà opposte: la comunità di Garden Heights, dove vive, e la scuola d’élite che frequenta, dove cerca di non attirare l’attenzione. Un episodio traumatico la pone improvvisamente al centro di un caso mediatico che scuote l’intera città. Mentre la tensione cresce, deve decidere se restare invisibile o esporsi, rischiando di mettere in pericolo sé stessa e la sua famiglia. Le pressioni arrivano da più fronti: la comunità che chiede giustizia, gli amici che non comprendono la sua posizione, la scuola che preferirebbe evitare conflitti, e un ambiente familiare che cerca di proteggerla ma anche di sostenerla. Starr scopre quanto sia difficile mantenere un equilibrio quando la verità diventa una responsabilità.
Il film segue il suo percorso emotivo e morale, mostrando come la scelta di parlare possa trasformarsi in un atto di coraggio. È una storia di crescita, identità e consapevolezza, che mette al centro la forza di una ragazza chiamata a diventare simbolo di qualcosa più grande di lei.
Pur rimanendo un film sulla reale durissima formazione, è una ulteriore dimostrazione della insopportabile normalità del razzismo americano. L’odio che tu dai (dice il titolo originale) te lo ritrovi sicuramente ritorto e diventa una spirale senza fine. E pur essendo un film rivolto ai giovani, tratta di un argomento che deve far riflettere soprattutto gli adulti che decidono i comportamenti e le leggi: ne risulta un’opera che ha saputo attirare l’attenzione dei riconoscimenti, per via dei suoi 22 premi e 38 candidature.

L’unico lato negativo è che è troppo lungo: per essere più efficace, il regista George Tillman Jr. – costantemente rivolto a storie che riguardano i neri – doveva saper essere più conciso. La giovane attrice protagonista Amandla Stenberg è molto brava, da annotare.






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