Ti amerò… fino ad ammazzarti (1990)
- michemar

- 1 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Ti amerò… fino ad ammazzarti
I Love You to Death
USA 1990 commedia 1h37’
Regia: Lawrence Kasdan
Sceneggiatura: John Kostmayer
Fotografia: Owen Roizman
Montaggio: Anne V. Coates
Musiche: James Horner
Scenografia: Lilly Kilvert,
Costumi: Aggie Guerard Rodgers
Kevin Kline: Joey Boca
Tracey Ullman: Rosalie Boca
Joan Plowright: Nadja
River Phoenix: Devo Nod
William Hurt: Harlan James
Keanu Reeves: Marlon James
James Gammon: ten. Larry Schooner
Jack Kehler: serg. Carlos Wiley
Victoria Jackson: Lacey
Miriam Margolyes: madre di Joey
Kathleen York: Dewey Brown
Alisan Porter: Carla Boca
Jon Kasdan: Dominic Boca
Heather Graham: Bridget
Michelle Joyner: Donna Joy
John Kostmayer: Benny
Phoebe Cates: ragazza al bar
TRAMA: A parte numerose quanto sistematiche scappatelle, Joey Boca ama sua moglie Rosalie. Ignara di tutto, la donna pensa sempre che lui sia al lavoro in pizzeria. Poi un giorno scopre un suo flirt e decide di farlo assassinare e assolda due killer temibili quanto pasticcioni.
VOTO 6,5

Lawrence Kasdan, dopo i successi dei primi quattro film, iniziati con l’hard boiled bellissimo Brivido caldo, l’altrettanto bello e nostalgico Il grande freddo, un western come Silverado e un dramma autentico come Turista per caso, richiama alcuni dei suoi attori preferiti (vedi Kevin Kline e Wiliam Hurt), inserisce nel cast di questa commedia brillante due attrici (Tracey Ullman e Joan Plowright, quest’ultima dedita normalmente ai drammi) e vi aggiunge un paio di divi giovanili come River Phoenix e Keanu Reeves e li trasforma tutti in personaggi assurdi per portare a termine un film spiazzante e davvero divertente.
Joey Boca (Kevin Kline), proprietario di una pizzeria a Tacoma, conduce una vita apparentemente tranquilla con la moglie Rosalie (Tracey Ullman), che lo adora e non sospetta nulla. In realtà Joey passa le giornate a tradirla con una serie di amanti, convinto di poter gestire tutto senza conseguenze. Quando Rosalie scopre per caso una delle sue scappatelle, il dolore si trasforma in furia: prima tenta di togliersi la vita, poi decide che l’unica soluzione è eliminare il marito. Con l’aiuto della madre, mette in atto una serie di piani sempre più assurdi: un’aggressione con una mazza, un ordigno piazzato nell’auto, un’overdose di sonniferi.
Joey, incredibilmente, sopravvive a tutto. Rosalie coinvolge allora Devo (River Phoenix), un giovane innamorato di lei, che però non riesce a ucciderlo e finisce per assoldare due criminali incapaci. Anche il loro intervento fallisce a metà: Joey viene ferito ma continua a vivere, ignaro di essere stato avvelenato e colpito da più proiettili. Quando la verità viene a galla, la polizia arresta tutti. Joey, però, decide di perdonare Rosalie e gli altri, convinto che il suo comportamento abbia provocato tutto. Alla fine, la coppia si ritrova, paradossalmente più unita di prima.
Una commedia nera americana, quindi, ispirata a un caso reale avvenuto in Pennsylvania negli anni ’80, in cui una donna tentò più volte di uccidere il marito infedele. La produzione si basa su una sceneggiatura che mescola umorismo grottesco e cronaca, mantenendo molti dettagli autentici della vicenda. Al botteghino il film ottenne risultati modesti, mentre la critica si divise: alcune recensioni apprezzarono l’energia degli interpreti e il tono surreale, altre giudicarono il ritmo irregolare.
A me piace tantissimo e trovo che funzioni soprattutto quando abbraccia senza esitazioni il suo lato più assurdo: la ripetizione dei tentativi di omicidio, l’improbabile resistenza del marito, l’entrata in scena di personaggi sempre più sgangherati. È una commedia che vive di contrasti: da un lato la regia elegante di Kasdan, dall’altro una storia volutamente scomposta e sopra le righe. Questa frizione crea un tono particolare, a metà tra il teatro dell’assurdo e la farsa domestica.

Pur non essendo un film perfetto, ha una sua coerenza interna: non cerca realismo, ma un umorismo che nasce dall’insistenza, dalla reiterazione, dall’improbabile, dal gesticolare comico degli americani quando vogliono imitare i mediterranei. E in questo senso, quando si lascia andare, diventa sorprendentemente godibile.






















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