The Imitation Game (2014)
- michemar

- 12 feb 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 24 ott 2025

The Imitation Game UK, USA 2014 dramma biografico 1h54'
Regia: Morten Tyldum Soggetto: Andrew Hodges ((Alan Turing: The Enigma) Sceneggiatura: Graham Moore Fotografia: Oscar Faura Montaggio: William Goldenberg Musiche: Alexandre Desplat Scenografia: Maria Durkovic Costumi: Sammy Sheldon
Benedict Cumberbatch: Alan Turing Keira Knightley: Joan Clarke Matthew Goode: Hugh Alexander Charles Dance: Comandante Alastair Denniston Mark Strong: Stewart Menzies Rory Kinnear: Detective Nock Allen Leech: John Cairncross Matthew Beard: Peter Hilton
TRAMA: Manchester, primi anni '50. Alan Turing, brillante matematico ed esperto di crittografia, viene interrogato dall'agente di polizia che lo ha arrestato per atti osceni. Turing inizia a raccontare la sua storia partendo dall'episodio di maggiore rilevanza pubblica: il periodo, durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui fu affidato a lui e ad un piccolo gruppo di cervelloni, fra cui un campione di scacchi e un'esperta di enigmistica, il compito di decrittare il codice Enigma, ideato dai Nazisti per comunicare le loro operazioni militari in forma segreta. E' il primo di una serie di flashback che scandaglieranno la vita dello scienziato morto suicida a 41 anni e considerato oggi uno dei padri dell'informatica in quanto ideatore di una macchina progenitrice del computer.
Voto 6,5

Che il regista Morten Tyldum sia cresciuto professionalmente lavorando più per la televisione che per il cinema lo si capisce subito, sin dalle prime sequenze, ma che lo sceneggiatore Graham Moore abbia già scritto soprattutto per la TV è ancora più evidente. La bellissima fotografia di un esperto direttore come Oscar Faura, già ammirata in film come Agora, Transsiberian, L’uomo senza sonno, risulta così sprecata per un’opera che sembra più fiction che cinema. Dopo un inizio promettente, si avverte che il film stenta a decollare e viene poi totalmente sommerso e direi affogato da dialoghi che sembrano scritti apposta per aver successo in quelle pagine facebook create apposta per casalinghe romantiche e disperatamente sole. La solennità poi con cui vengono pronunciati, complice ovviamente anche il doppiaggio, che spesso in Italia fa più danni che altro, rendono maggiormente solenni quelle frasi pompose.

Per fortuna il film viene nobilitato da una grande interpretazione di Benedict Cumberbatch, attualmente l’attore ideale per questo genere di ruoli, sia per la sua bravura sia per la sua innegabile predisposizione a interpretare personaggi in qualche modo equivoci (non perché gay come in questo caso, ovviamente). Inoltre il film migliora vistosamente nell’ultima parte, quando il ritmo aumenta e con esso la tensione allorquando l’infernale e strana macchina, una sorta di embrione del futuro computer, si mette inaspettatamente a dare i primi risultati positivi. Ecco, volendo, la protagonista del film, senza naturalmente minimizzare la figura di Alan Turing, è appunto l’invenzione e la fissazione del matematico inglese: fin quando questi non riesce ad intuire la chiave di lettura dei messaggi cifrati dei tedeschi, Enigma è una macchina costosa e inutile, ma una volta messa in condizione di dare i risultati sperati i venti di guerra (mondiale) girano a favore degli alleati e finalmente il nemico nazista viene definitivamente sconfitto e in anticipo, con il risparmio di milioni di morti, come viene ricordato prima dei titoli di coda.

L’altro film dedicato a queste importanti vicende fu appunto Enigma, di Michael Apted, ed aveva una impronta da tv movie, questo per buona parte pare una vera e propria fiction, raggiungendo uno dei punti più bassi allorché Alan Turing pronuncia con solennità pomposa: “Ero davvero Dio? No, perché non fu Dio a vincere la guerra, ma noi!”.

Oltre alla bellissima fotografia come sopra detto, il grande merito del film, va riconosciuto, è quello di aver chiarito e messo in risalto l’ingiusto trattamento subito dal professore matematico a causa delle sue tendenze sessuali in quella società britannica bigotta e sessista. Il personaggio, riabilitato alla memoria solo anni dopo il suo suicidio, meritava di essere più conosciuto e apprezzato dalla gente nella stessa maniera in cui meritava di essere riconosciuto il suo testardo lavoro, osteggiato fino all’inverosimile all’inizio, ma nel contempo meritava anche un film meglio scritto e meglio girato.

Riconoscimenti
Premio Oscar 2015
Migliore sceneggiatura non originale
Candidatura miglior film
Candidatura miglior regista
Candidatura miglior attore protagonista a Benedict Cumberbatch
Candidatura miglior attrice non protagonista a Keira Knightley
Candidatura migliore colonna sonora
Candidatura migliore scenografia
Candidatura miglior montaggio
Golden Globe 2015
Candidatura miglior film drammatico
Candidatura miglior attore in un film drammatico a Benedict Cumberbatch
Candidatura migliore attrice non protagonista a Keira Knightley
Candidatura migliore sceneggiatura
Candidatura migliore colonna sonora originale





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