top of page

Titolo grande

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

Viva la libertà (2013)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 13 set 2019
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 16 mag 2023


Viva la libertà Italia 2013 commedia 1h34'


Regia: Roberto Andò Soggetto: Roberto Andò Sceneggiatura: Roberto Andò, Angelo Pasquini Fotografia: Maurizio Calvesi Montaggio: Clelio Benevento Musiche: Marco Betta Scenografia: Gianni Carluccio Costumi: Lina Nerli Taviani


Toni Servillo: Enrico Oliveri/Giovanni Ernani Valerio Mastandrea: Andrea Bottini Valeria Bruni Tedeschi: Danielle Michela Cescon: Anna Anna Bonaiuto: Evelina Pileggi Andrea Renzi: De Bellis


TRAMA: Enrico Oliveri è uomo di sinistra e segretario del principale partito dell'opposizione. Contestato durante un congresso e sconfitto da un recente sondaggio, decide di concedersi una pausa e di lasciarsi alle spalle moglie, casa, paese e partito. Esule a Parigi, dove lo accoglie Danielle, amante di un'estate a Cannes e segretaria di edizione nel cinema, Enrico è paralizzato e confuso sulla vita condotta e quella ancora da condurre. Intanto a Roma Andrea Bottini, fedele collaboratore, prova a riparare al danno chiamando il fratello Giovanni, gemello del politico, appena dimesso da una clinica psichiatrica. Giovanni non si fa certo pregare e divertito indossa gli scomodi panni del fratello, sorprendendo molto presto giornalisti, opinione pubblica e membri del partito.


Voto 6,5

Da sempre il cinema si è occupato di politica, spesso mettendo alla berlina i personaggi più noti o nascondendoli sotto false spoglie di caimani e divi. Questa volta il regista Roberto Andò, trasformando in immagini il suo romanzo Il trono vuoto, Premio Campiello Opera Prima, usa una leggerezza e una sottile ironia che poche volte si era vista. Ne viene fuori un cinema garbato ma nello stesso tempo intenso, che spiazza e che fa sorridere, anche se amaramente. Se normalmente ci viene mostrato il mondo politico come un regno di nani e ballerine, gossip e glamour, Andò si smarca dal cliché che va appunto di moda oggi per mostrare che un altro mondo e un altro modo è possibile, complici dei fattori che hanno fatto la fortuna di questo film: l’idea (non nuova certo) nella trama dello scambio di persona e un Toni Servillo che fornisce ancora una volta una prova che sbalordisce.

I suoi discorsi disarmanti ai cittadini sempre più sorpresi, il suo sorriso inaspettato e il suo baciamano con conseguente ballo con una ipotetica Angela Merkel sono non solo gli spunti più divertenti del film, ma sono anche gli elementi che lo pongono alla pari della miglior commedia francese, che tanto è giustamente apprezzata. Anzi, diciamo pure che questa è l’unica commedia italiana degli ultimi anni che può degnamente competere con quella francese.

Merito anche e soprattutto del regista, che nel suo carniere ha diversi film interessanti e che hanno tutti alcuni punti in comune, prima di tutto la particolarità delle storie raccontate, e sempre con una punta di thriller, come per volerci sorprendere.

Film intelligente e ironico, quindi, che sa scoprire anche il lato più intimo e umano del potente di turno, con un Toni Servillo da antologia e un bravissimo Valerio Mastandrea nel ruolo del suo braccio destro fidatissimo che gli calza a pennello. E non sono i soli ad essere bravi, perché il film è composto anche da un ottimo cast femminile.

David di Donatello 2013

Migliore sceneggiatura

Miglior attore non protagonista a Valerio Mastandrea

Candidatura miglior film

Candidatura miglior produttore

Candidatura miglior attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi

Candidatura miglior attore protagonista a Toni Servillo

Candidatura miglior attrice non protagonista a Anna Bonaiuto

Candidatura miglior trucco

Candidatura migliori acconciature

Candidatura miglior montaggio

Candidatura migliore sonoro

Candidatura migliori effetti speciali visivi

Nastro d'argento 2013

Nastro d'argento speciale a Toni Servillo

Migliore sceneggiatura


 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

bottom of page