Assassinio sull'Orient Express (2017)
- michemar

- 23 mar 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 10 gen

Assassinio sull'Orient Express
Murder on the Orient Express
USA UK Malta 2017 thriller 1h54’
Regia: Kenneth Branagh
Soggetto: Agatha Christie
Sceneggiatura: Michael Green
Fotografia: Haris Zambarloukos
Montaggio: Mick Audsley
Musiche: Patrick Doyle
Scenografia: Jim Clay
Costumi: Alexandra Byrne
Kenneth Branagh: Hercule Poirot
Tom Bateman: Bouc
Penélope Cruz: Pilar Estravados
Willem Dafoe: Gerhard Hardman
Judi Dench: Natalia Dragomiroff
Johnny Depp: Samuel Edward Ratchett / John Cassetti
Josh Gad: Hector MacQueen
Derek Jacobi: Edward Henry Masterman
Leslie Odom Jr.: dr. Arbuthnot
Michelle Pfeiffer: Caroline Hubbard
Daisy Ridley: Mary Debenham
Lucy Boynton: Helena Andrenyi
Serhij Polunin: Rudolph Andrenyi
Olivia Colman: Hildegard Schmidt
Marwan Kenzari: Pierre-Paul Michel
Manuel Garcia-Rulfo: Biniamino Marquez
TRAMA: Hercule Poirot, rinomato investigatore belga, cerca di far luce sull'assassinio di un ricco americano sull'Orient Express, il treno più famoso del mondo. Tra eccentrici passeggeri e situazioni al limite, scoprirà che a bordo del convoglio nessuno è chi dice di essere.
Voto 6 -

Rifare un piccolo capolavoro di Sidney Lumet tratto dalla scrittrice di gialli più frequentata dal cinema di tutti i tempi era azzardato ma Kenneth Branagh e difatti non si è rivelato all’altezza del precedente, entrambi interpretato da un lussuoso cast. Il protagonista Hercule Poirot è interpretato dallo stesso regista, affiancato da un cast corale che comprende tra i tanti Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley.


Chi uccide l’uomo d’affari Ratchett in una cabina letto chiusa dall’interno sul mitico treno Istanbul-Parigi in panne per una slavina? Il detective anglobelga HerculePoirot indaga su uno strano consesso di presunti colpevoli, ognuno con un motivo per delinquere. Per esporre i metodi, a volte bruschi, del protagonista Kenneth Branagh sceglie una strada a cavallo tra tradizione e modernità.


Qualche pecca il regista la commette, come per esempio alcuni punti chiave della trama sono tralasciati e non ci viene mai dato alcun indizio per scoprire da soli chi sia l'assassino, come invece avviene nel romanzo che segue lo schema del whodunit (lo ricordo, contrazione della frase anglosassone “who has done it?”, “chi l'ha fatto?”, che è un giallo deduttivo, cioè contenente le indicazioni di elementi per condurre lo spettatore alle medesime conclusioni logiche dell'investigatore). In più il regista non riesce ad alzare più di tanto la tensione e suspense.


Nel complesso però il film riesce ad interessare, sia perché la storia di base è avvincente, sia perché gli attori famosi presenti si divertono a vestire i panni dei vari estrosi personaggi e ciò si avverte sino alla platea. Il ritmo è quello che è, non si poteva attendere chissà che e ci vuole pazienza per seguire le intuizioni dell’investigatore e l’evolversi delle indagini, che fanno sospettare un po’ tutti, dato che – presupposto della bellezza dei racconti della scrittrice – ognuno avrebbe in teoria un motivo valido per commettere il crimine.

“Se fosse facile non sarei famoso” dice il detective a proposito della risoluzione del delitto, e ciò si potrebbe ripetere per l’impegno che si è assunto l’autore/attore. La sua interpretazione è divertentemente carica, realizzando un personaggio colorito e caratterizzato da un paio di baffi che sono diventati il simbolo del film.

Un semplice intrattenimento, che suona forse come un giudizio non eccelso, ma in effetti ci si poteva attendere di più: bisogna ammettere che il romanzo è sicuramente più bello e forse, leggendolo, ognuno si immagina una migliore riuscita, almeno come il bel film di Lumet.





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