Calendar Girls (2003)
- michemar

- 29 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Calendar Girls
UK, USA 2003 commedia 1h48’
Regia: Nigel Cole
Sceneggiatura: Tim Firth, Juliette Towhidi
Fotografia: Ashley Rowe
Montaggio: Michael Parker
Musiche: Patrick Doyle
Scenografia: Martin Childs
Costumi: Frances Tempest
Helen Mirren: Chris Harper
Julie Walters: Annie Clarke
John Alderton: John Clarke
Linda Bassett: Cora
Annette Crosbie: Jessie
Philip Glenister: Lawrence Sertain
Ciarán Hinds: Rod Harper
Celia Imrie: Celia
Geraldine James: Marie
Penelope Wilton: Ruth
George Costigan: Eddie
TRAMA: Chris e Annie sono membri di un istituto di beneficenza. Quando il marito di Annie muore di leucemia, le amiche decidono di posare nude per un calendario per raccogliere fondi per un ospedale locale.
VOTO 6,5

Chi ha detto che la rivoluzione deve essere giovane, rumorosa e agitata? Questo film ci dimostra il contrario: qui le rivoluzionarie sono donne di mezza età, con accenti dello Yorkshire, tè caldo in mano e una voglia matta di sfidare le convenzioni. Il lungometraggio, ispirato a una storia vera, racconta di un gruppo di signore della Women’s Institute che decide di posare nude - sì, nude - per un calendario benefico, rompendo tabù e facendo il botto mediatico.


Se prendi un gruppo di attrici britanniche in gamba e affidi loro ruoli di donne spigliate, decise e intraprendenti, poi le gestisci in un film spiazzante e divertente, ecco qui che pare che il piano sia pronto. Se aggiungi anche un regista capace per organizzare una commedia brillante come Nigel Cole, già autore del simpaticissimo L’erba di Grace, beh, allora il gioco non può che essere riuscito.


Si narra di due amiche intime, Annie Clarke (Julie Walters) e Chris Harper (Helen Mirren), che vivono nel villaggio di Knapely, nello Yorkshire, dove trascorrono molto tempo presso il locale Women’s Institute e tra loro. Quando al marito di Annie, John (John Alderton), viene diagnosticata una leucemia terminale, Chris li visita regolarmente in ospedale, scoprendo quanto sia scomodo il divano nella sala d’attesa. Dopo aver notato un calendario “per uomini” in un’officina locale, le viene l’idea di come raccogliere fondi per acquistare un nuovo divano: propone infatti di produrre un calendario con le donne della filiale Knapely dell’Istituto che posano discretamente nude mentre sono impegnate in attività quotidiane come la cucina e il lavoro a maglia. La proposta inizialmente viene accolta con scetticismo, ma alla fine convince Annie e altre nove donne a partecipare al progetto e arruolano Lawrence (Philip Glenister), un operatore ospedaliero e fotografo amatoriale.


Nonostante le difficoltà prevedibili dell’ambiente - dove tutto è immobile: prati, colline, conferenze sui broccoli e su altri dilemmi domestici – che non reagisce bene alla detonante iniziativa, la tiratura iniziale di 500 copie si esaurisce rapidamente e guadagna l’attenzione dei media nazionali e internazionali. Le donne sono invitate, addirittura, con tutte le spese pagate, negli Stati Uniti per apparire al The Tonight Show di Jay Leno a Los Angeles. Il risultato è un successo strepitoso e gli incassi stratosferici.


La regia di Nigel Cole mantiene un tono leggero e affettuoso, senza mai scadere nel sentimentalismo facile e lo rende una celebrazione della solidarietà femminile, dell’umorismo come arma contro il dolore e della bellezza che non ha bisogno del famigerato e abusato Photoshop. Helen Mirren e Julie Walters guidano il cast con una chimica irresistibile: sono ironiche, vulnerabili, e assolutamente credibili.

Si badi che non è il caso di scene audaci o provocatorie: la nudità qui è più suggerita che mostrata, giocata con tazze di tè, mazzi di fiori e strumenti da cucina. Il calendario diventa un simbolo di libertà, non solo per raccogliere fondi contro la leucemia, ma per rivendicare il diritto di essere viste, ascoltate, amate, anche dopo i 50. La nudità, ok, ma con classe! Pare un Full Monty al femminile.


Il film brilla nei dialoghi, poi è condito di battute secche, situazioni imbarazzanti e quel tipico umorismo inglese che sa essere pungente ma mai crudele. Anzi, succede che questa sceneggiatura bilancia con intelligenza sia il tono comico sia quello drammatico con cui inizia, evitando stereotipi e offrendo momenti di autentica commozione. Una comicità british ma con cuore. I brani che accompagnano la vitalità femminile sono corroboranti come la musica blues che colora ogni sequenza, dando ritmo dondolante alle decisioni rivoluzionarie di queste donne più vicine ai 60 che ai 50, alcune sono ancora piacenti (Julie Walters su tutte).

È una commedia che fa sorridere, riflettere e, perché no, commuovere. È un inno alla resilienza femminile, alla bellezza dell’imperfezione, e alla forza che nasce quando si osa, anche solo per una foto. Non è solo un film carino: è una piccola rivoluzione in grembiule floreale. Perché Nigel Cole è adatto e il cast, anche maschile ma al servizio del gentil sesso (è una festa al femminile, ovviamente), è molto bravo e godibile. Ed Helen Mirren e Julie Walters sono una potenza.

Da notare. Il film è stato ispirato dalla storia vera derivante dalla morte del marito di Angela Baker, John Richard Baker, morto di linfoma non-Hodgkin nel 1998. Durante la sua malattia, gli amici di Baker hanno iniziato a raccogliere fondi, inizialmente con l’obiettivo di acquistare un divano per la sala visitatori nell’ospedale dove John era stato curato. Con la realizzazione del calendario e delle altre opere derivate hanno raccolto oltre 3 milioni di sterline per Leukaemia & Lymphoma Research (ora Blood Cancer UK), la principale organizzazione di beneficenza per i tumori del sangue del Regno Unito.
Se vi sembra poco.





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