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Elizabeth (1998)

Immagine del redattore: michemar
michemar
28 ago
Tempo di lettura: 4 min

Elizabeth

UK 1998 biografico 2h4’

 

Regia: Shekhar Kapur

Sceneggiatura: Michael Hirst

Fotografia: Remi Adefarasin

Montaggio: Jill Bilcock

Musiche: David Hirschfelder

Scenografia: John Myhre

Costumi: Alexandra Byrne

 

Cate Blanchett: Elisabetta I d’Inghilterra

Geoffrey Rush: Francis Walsingham

Christopher Eccleston: Thomas Howard, IV duca di Norfolk

Joseph Fiennes: Robert Dudley

Richard Attenborough: William Cecil

Fanny Ardant: Maria di Guisa

Kathy Burke: Maria I d’Inghilterra

Éric Cantona: Monsieur de Foix

James Frain: Álvaro de la Quadra

Vincent Cassel: Enrico, duca d’Anjou

John Gielgud: Papa Pio V

Edward Hardwicke: Conte di Arundel

Emily Mortimer: Kat Ashley

Daniel Craig: John Ballard

Jamie Foreman: Duca di Essex

Kenny Doughty: Thomas Elyot

 

TRAMA: Inghilterra 1554. Quando la regina Maria muore, la giovane Elizabeth I Tudor sale al trono e come prima mossa fa tornare dall’esilio l’uomo che ama fin da piccola, Robert Dudley. Sir William Cecil, il capo della Segreteria, le consiglia di sposarsi per rafforzare il paese. Anche se Elizabeth ama solo Dudley capisce che, se vuole sopravvivere deve esercitare la sua autorità energicamente.

 

VOTO 7

 

 

Che fascino ispirano le figure reali della Storia! E che fascino le Regine d’Inghilterra! Superano di gran lunga l’interesse del cinema per ogni altro personaggio storico. Dai tempi di questa importante Elisabetta sino alla omonima che ha regnato nel XXI secolo. Storie anche romanzate, purché al centro delle vicende si intersechino trame di corte, amori proibiti, regnanti stranieri attratti a volte dalla bellezza ma sempre per creare alleanze strategiche per regni e imperi vieppiù grandi e potenti. Se poi si riesce a coniugare bellezza, potere e fascino leggendario di un personaggio come questo, be’, allora Hollywood ci va a nozze.

 

 

Qui, come tutte le altre volte, vi si racconta dell’ascesa al trono della regina Elisabetta I – la seconda donna ad assurgere a cotanto trono, dopo Maria di Tudor – e le sfide che ha affrontato durante i primi anni del suo regno. La trama si concentra sulle sue lotte politiche e personali, interpretata da una imperiosa Cate Blanchett, che offre una performance superlativa, rendendo il personaggio vivace e umano.

 

 

Nel 1558, l’Inghilterra è governata dalla regina cattolica Mary Tudor (Kathy Burke), malata e senza eredi, mentre la sorellastra Elizabeth (Cate Blanchett), protestante, è vista come una minaccia e ha già conosciuto la prigionia nella Torre di Londra. Quando la presunta gravidanza di Mary si rivela essere un tumore, i suoi consiglieri tentano di convincerla a condannare Elizabeth, ma la regina rifiuta e muore poco dopo. Elizabeth viene incoronata e si ritrova a guidare un regno fragile, schiacciato dai debiti e circondato da potenze ostili come Spagna, Francia e Stato Pontificio. All’interno della corte, il duca di Norfolk (Christopher Eccleston) trama per rovesciarla, mentre William Cecil (Richard Attenborough) la spinge a sposare un principe straniero per consolidare alleanze. Elizabeth, però, è segretamente innamorata di Robert Dudley (Joseph Fiennes) e rimanda ogni decisione matrimoniale. Intanto Marie de Guise (Fanny Ardant), sostenuta dalla Francia, prepara l’ascesa della figlia Mary Stuart, minacciando l’Inghilterra con le sue truppe in Scozia. La giovane regina, inesperta, ordina una controffensiva che si rivela disastrosa, costringendola a trattare con i francesi e ad accettare il corteggiamento di Enrico d’Anjou.

 

 

Elizabeth tenta di stabilizzare il regno proclamando l’Atto di Uniformità, riportando l’Anglicanesimo come religione ufficiale, provocando la reazione del Papa Pio V (John Gielgud) che invia infiltrati per favorire la cospirazione di Norfolk. Cecil le rivela che Dudley è già sposato e coinvolto in intrighi con spie spagnole, spezzando la fiducia della regina. Elizabeth interrompe le trattative con d’Anjou (Vincent Cassel) dopo aver scoperto le sue eccentricità e allontana Dudley dalla corte. Intanto Walsingham (Geoffrey Rush), suo fedele consigliere, elimina Marie de Guise e smantella la rete di cospiratori, portando all’esecuzione di Norfolk e dei suoi alleati. Sopravvive solo Dudley, che ammonisce Elizabeth a non lasciarsi guidare dai sentimenti. La regina, consapevole della fragilità del potere e della necessità di apparire invincibile, decide di non sposarsi mai. Si presenta come “Regina Vergine”, tingendo la pelle di bianco e adottando un’immagine sacrale, dichiarandosi simbolicamente sposata all’Inghilterra. In questo gesto nasce il mito che accompagnerà il suo lungo regno.

 

 

Nonostante alcune inesattezze storiche e una trama a volte contorta, il film riesce a intrattenere il pubblico con il suo melodramma storico. La regia di un regista spesso attratto da avventure di ogni tipo e da film in costume, Shekhar Kapur, non fa cose eccezionali ma sa come intrattenere un argomento come questo. La sua fortuna e merito è di aver ingaggiato un cast numeroso e di grandi nomi che danno prestigio alla lavorazione. In primis, sopra tutti, risalta la performance di Cate Blanchett che è straordinaria e diventa uno dei punti di forza del film, insieme a un cast di supporto di prim’ordine, tra cui Geoffrey Rush e Christopher Eccleston. Ma è impossibile non menzionare tutto il resto delle attrici e soprattutto degli attori: Joseph Fiennes, Richard Attenborough, Fanny Ardant, Éric Cantona, Vincent Cassel, John Gielgud, Emily Mortimer e persino un giovane Daniel Craig.

 

 

Nonostante il montaggio irregolare e un finale un po’ banale, che sono considerati grosso modo i punti deboli, l’opera ha molti punti di forza: la sfarzosità dell’allestimento, il gran cast numeroso e di qualità, gli abiti molto curati, una scenografia degna della gloria inglese, il continuo affacciarsi di vicende anche e soprattutto sotterranee, con il risultato che il film sa appassionare ed ebbe molto successo e anche tanti premi.

Ovviamente, visto il successo, arriva anche l’immancabile sequel, Elizabeth: The Golden Age.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 1999

Miglior trucco

Candidatura miglior film

Candidatura miglior attrice protagonista a Cate Blanchett

Candidatura migliore fotografia

Candidatura migliore scenografia

Candidatura migliori costumi

Candidatura miglior colonna sonora

Golden Globe 1999

Miglior attrice in un film drammatico a Cate Blanchett

Candidatura miglior film drammatico

Candidatura migliore regia

BAFTA 1999

Miglior film britannico

Miglior attrice protagonista Cate Blanchett

Miglior attore non protagonista Geoffrey Rush

Migliore fotografia

Miglior trucco

Miglior colonna sonora

Candidatura miglior film

Candidatura migliore regia

Candidatura migliore sceneggiatura originale

Candidatura migliore scenografia

Candidatura migliori costumi

Candidatura miglior montaggio

 


 
 
 

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