Elizabeth (1998)


Elizabeth
UK 1998 biografico 2h4’
Regia: Shekhar Kapur
Sceneggiatura: Michael Hirst
Fotografia: Remi Adefarasin
Montaggio: Jill Bilcock
Musiche: David Hirschfelder
Scenografia: John Myhre
Costumi: Alexandra Byrne
Cate Blanchett: Elisabetta I d’Inghilterra
Geoffrey Rush: Francis Walsingham
Christopher Eccleston: Thomas Howard, IV duca di Norfolk
Joseph Fiennes: Robert Dudley
Richard Attenborough: William Cecil
Fanny Ardant: Maria di Guisa
Kathy Burke: Maria I d’Inghilterra
Éric Cantona: Monsieur de Foix
James Frain: Álvaro de la Quadra
Vincent Cassel: Enrico, duca d’Anjou
John Gielgud: Papa Pio V
Edward Hardwicke: Conte di Arundel
Emily Mortimer: Kat Ashley
Daniel Craig: John Ballard
Jamie Foreman: Duca di Essex
Kenny Doughty: Thomas Elyot
TRAMA: Inghilterra 1554. Quando la regina Maria muore, la giovane Elizabeth I Tudor sale al trono e come prima mossa fa tornare dall’esilio l’uomo che ama fin da piccola, Robert Dudley. Sir William Cecil, il capo della Segreteria, le consiglia di sposarsi per rafforzare il paese. Anche se Elizabeth ama solo Dudley capisce che, se vuole sopravvivere deve esercitare la sua autorità energicamente.
VOTO 7

Che fascino ispirano le figure reali della Storia! E che fascino le Regine d’Inghilterra! Superano di gran lunga l’interesse del cinema per ogni altro personaggio storico. Dai tempi di questa importante Elisabetta sino alla omonima che ha regnato nel XXI secolo. Storie anche romanzate, purché al centro delle vicende si intersechino trame di corte, amori proibiti, regnanti stranieri attratti a volte dalla bellezza ma sempre per creare alleanze strategiche per regni e imperi vieppiù grandi e potenti. Se poi si riesce a coniugare bellezza, potere e fascino leggendario di un personaggio come questo, be’, allora Hollywood ci va a nozze.

Qui, come tutte le altre volte, vi si racconta dell’ascesa al trono della regina Elisabetta I – la seconda donna ad assurgere a cotanto trono, dopo Maria di Tudor – e le sfide che ha affrontato durante i primi anni del suo regno. La trama si concentra sulle sue lotte politiche e personali, interpretata da una imperiosa Cate Blanchett, che offre una performance superlativa, rendendo il personaggio vivace e umano.

Nel 1558, l’Inghilterra è governata dalla regina cattolica Mary Tudor (Kathy Burke), malata e senza eredi, mentre la sorellastra Elizabeth (Cate Blanchett), protestante, è vista come una minaccia e ha già conosciuto la prigionia nella Torre di Londra. Quando la presunta gravidanza di Mary si rivela essere un tumore, i suoi consiglieri tentano di convincerla a condannare Elizabeth, ma la regina rifiuta e muore poco dopo. Elizabeth viene incoronata e si ritrova a guidare un regno fragile, schiacciato dai debiti e circondato da potenze ostili come Spagna, Francia e Stato Pontificio. All’interno della corte, il duca di Norfolk (Christopher Eccleston) trama per rovesciarla, mentre William Cecil (Richard Attenborough) la spinge a sposare un principe straniero per consolidare alleanze. Elizabeth, però, è segretamente innamorata di Robert Dudley (Joseph Fiennes) e rimanda ogni decisione matrimoniale. Intanto Marie de Guise (Fanny Ardant), sostenuta dalla Francia, prepara l’ascesa della figlia Mary Stuart, minacciando l’Inghilterra con le sue truppe in Scozia. La giovane regina, inesperta, ordina una controffensiva che si rivela disastrosa, costringendola a trattare con i francesi e ad accettare il corteggiamento di Enrico d’Anjou.

Elizabeth tenta di stabilizzare il regno proclamando l’Atto di Uniformità, riportando l’Anglicanesimo come religione ufficiale, provocando la reazione del Papa Pio V (John Gielgud) che invia infiltrati per favorire la cospirazione di Norfolk. Cecil le rivela che Dudley è già sposato e coinvolto in intrighi con spie spagnole, spezzando la fiducia della regina. Elizabeth interrompe le trattative con d’Anjou (Vincent Cassel) dopo aver scoperto le sue eccentricità e allontana Dudley dalla corte. Intanto Walsingham (Geoffrey Rush), suo fedele consigliere, elimina Marie de Guise e smantella la rete di cospiratori, portando all’esecuzione di Norfolk e dei suoi alleati. Sopravvive solo Dudley, che ammonisce Elizabeth a non lasciarsi guidare dai sentimenti. La regina, consapevole della fragilità del potere e della necessità di apparire invincibile, decide di non sposarsi mai. Si presenta come “Regina Vergine”, tingendo la pelle di bianco e adottando un’immagine sacrale, dichiarandosi simbolicamente sposata all’Inghilterra. In questo gesto nasce il mito che accompagnerà il suo lungo regno.

Nonostante alcune inesattezze storiche e una trama a volte contorta, il film riesce a intrattenere il pubblico con il suo melodramma storico. La regia di un regista spesso attratto da avventure di ogni tipo e da film in costume, Shekhar Kapur, non fa cose eccezionali ma sa come intrattenere un argomento come questo. La sua fortuna e merito è di aver ingaggiato un cast numeroso e di grandi nomi che danno prestigio alla lavorazione. In primis, sopra tutti, risalta la performance di Cate Blanchett che è straordinaria e diventa uno dei punti di forza del film, insieme a un cast di supporto di prim’ordine, tra cui Geoffrey Rush e Christopher Eccleston. Ma è impossibile non menzionare tutto il resto delle attrici e soprattutto degli attori: Joseph Fiennes, Richard Attenborough, Fanny Ardant, Éric Cantona, Vincent Cassel, John Gielgud, Emily Mortimer e persino un giovane Daniel Craig.

Nonostante il montaggio irregolare e un finale un po’ banale, che sono considerati grosso modo i punti deboli, l’opera ha molti punti di forza: la sfarzosità dell’allestimento, il gran cast numeroso e di qualità, gli abiti molto curati, una scenografia degna della gloria inglese, il continuo affacciarsi di vicende anche e soprattutto sotterranee, con il risultato che il film sa appassionare ed ebbe molto successo e anche tanti premi.
Ovviamente, visto il successo, arriva anche l’immancabile sequel, Elizabeth: The Golden Age.

Riconoscimenti
Oscar 1999
Miglior trucco
Candidatura miglior film
Candidatura miglior attrice protagonista a Cate Blanchett
Candidatura migliore fotografia
Candidatura migliore scenografia
Candidatura migliori costumi
Candidatura miglior colonna sonora
Golden Globe 1999
Miglior attrice in un film drammatico a Cate Blanchett
Candidatura miglior film drammatico
Candidatura migliore regia
BAFTA 1999
Miglior film britannico
Miglior attrice protagonista Cate Blanchett
Miglior attore non protagonista Geoffrey Rush
Migliore fotografia
Miglior trucco
Miglior colonna sonora
Candidatura miglior film
Candidatura migliore regia
Candidatura migliore sceneggiatura originale
Candidatura migliore scenografia
Candidatura migliori costumi
Candidatura miglior montaggio






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