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L’ottava nota - Boychoir (2014)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 22 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

L’ottava nota - Boychoir

(Boychoir) USA, Canada 2014 dramma 1h43’

 

Regia: François Girard

Sceneggiatura: Ben Ripley

Fotografia: David Franco

Montaggio: Gaetan Huot

Musiche: Brian Byrne

Scenografia: Jane Musky

Costumi: Yoona Kwak

 

Dustin Hoffman: Anton Carvelle

Garrett Wareing: Stetson “Stet” Tate

Kathy Bates: direttrice

Eddie Izzard: Drake

Kevin McHale: Wooly

Josh Lucas: Gerard

Debra Winger: Mrs. Steel

River Alexander: Rafael “Raffi” Abrams

Joe West: Devon

 

TRAMA: Dopo la morte della madre single, un ragazzo con una voce eccellente viene mandato in una prestigiosa scuola di canto e ha difficoltà ad adattarsi alla cultura della scuola.

 

VOTO 6



Stet, un problematico dodicenne di Odessa, in Texas, vive con la madre dipendente dall’alcol. Dotato di un naturale talento per il canto (tanto da essere notato dalla preside della sua scuola), è nato dalla relazione con un facoltoso uomo sposato con figli, determinato a mantenere il segreto. Quando la donna trova la morte in un incidente stradale, il padre lo fa entrare alla National Boychoir Academy, un’accademia di musica d’élite specializzata nelle voci bianche.



Completamente fuori dal suo elemento, Stet si ritrova in una battaglia di volontà con l’esigente maestro Carvelle del coro dell’accademia, che riconosce nel ragazzino un talento unico e lo spinge a trovare l’anima creativa della musica, favorendo il suo ricongiungimento con il padre.



Il film, diretto da François Girard, che si è più volte interessato a trame attinenti la musica (vedi The Song of Names - La musica della memoria, migliore di questo film), ci mostra quanto sia talentuoso il ragazzino e le difficoltà che incontra nella vita sociale a causa del carattere e del comportamento problematico, dovute al contesto certamente non ideale per la crescita e l’educazione, soprattutto nell’ambito dell’accademia dove è stato inviato dal padre biologico.



E, come spesso accade, i problemi non sono semplici da superare osservando la difficile situazione di partenza: in costante difficoltà a scuola, il ragazzo tornava a casa ogni giorno sapendo di trovarvi una madre alcolizzata e le faccende domestiche da svolgere. E siccome i guai non vengono mai da soli, deve affrontare altri eventi, come la tragica morte della madre, dopo la quale si ritrova riluttante davanti all’audizione privata con un importante maestro che lui non conosce.



La sceneggiatura scontata ed una regia innocua e convenzionale, che punta all’emotività, vengono per fortuna bilanciate dalla buona performance degli attori principali (Dustin Hoffman e Kathy Bates nobilitano la pellicola) e dalla qualità della musica eseguita dall’American Boychoir.

Film accettabile.

 


 
 
 

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