La bella di Roma (1955)


La bella di Roma
Italia Francia 1955 commedia 1h39’
Regia: Luigi Comencini
Sceneggiatura: Edoardo Anton, Ettore Maria Margadonna, Luigi Comencini, Massimo Patrizi
Fotografia: Arturo Gallea
Montaggio: Nino Baragli
Musiche: Nino Rota
Scenografia: Luigi Ricci
Costumi: Marilù Carteny
Alberto Sordi: Gracco Marcelli
Silvana Pampanini: Nannina
Paolo Stoppa: Oreste
Antonio Cifariello: Mario Rossi
Luisella Beghi: Ines
Betty Foà: suor Celeste
Sergio Tofano: Agostino
Bice Valori: suor Serafina
Lina Volonghi: Tina
Ciccio Barbi: parroco
Giulio Calì: tranviere
Mario Meniconi: fruttivendolo
Francesco Patrizi: commissario
Carlo Picchiotti: Gigetto
Gigi Reder: Luigi
TRAMA: Una popolana romana fa promesse all’anziano gestore di un bar e ad un fabbricante di poltrone, ma poi ritorna dal suo fidanzato, un pugile bello e squattrinato.
VOTO 6

Luigi Comencini firma un film appartiene alla fase più leggera e sentimentale del regista, quella successiva ai successi di Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia: un cinema che mescola ironia, costume e un tocco di moralità, osservando con affetto le dinamiche tra uomini e donne nell’Italia del dopoguerra. Ambientato in una Roma vivace e quasi da cartolina, il film racconta il percorso di Nannina, giovane donna che cerca di costruirsi un futuro mentre attorno a lei si intrecciano corteggiamenti, tentazioni e fragili equilibri emotivi.

Nannina (Silvana Pampanini), giovane popolana romana, vede il suo fidanzato Mario (Antonio Cifariello) finire in carcere dopo una rissa e, rimasta sola, accetta un lavoro come cassiera nel bar del vedovo Oreste (Paolo Stoppa), che si innamora di lei mentre la cognata lo osserva con sospetto. La bellezza di Nannina attira anche Gracco (Alberto Sordi), tappezziere e dongiovanni che tenta di corteggiarla sfuggendo ai doveri familiari. Il sogno della ragazza è aprire una trattoria, e quando trova un locale gestito da un istituto di suore sembra finalmente vicina a realizzarlo: Oreste vorrebbe finanziarla ma teme di rendersi ridicolo, mentre Gracco prova a subentrare per conquistarla. La scomparsa del figlio di Gracco lo spinge a un voto di ravvedimento, che però gli impedisce di proseguire i suoi tentativi di seduzione finché il sacerdote non lo scioglie dall’impegno. Quando corre da Nannina, la trova però a recitare il rosario con le suore, e la moglie lo sorprende proprio mentre partecipa alla preghiera, ristabilendo così la pace familiare. Nannina, intanto, riuscirà a coronare i suoi progetti, sia sentimentali sia professionali.

Commedia che vive della grazia tipica del primo Comencini: tenera, garbata, attraversata da un sorriso che non diventa mai satira feroce. Il regista sposta la sua attenzione dalla provincia all’urbanità romana, costruendo un piccolo mondo di personaggi che si muovono tra desideri, compromessi e differenze sociali. Al centro c’è Nannina, interpretata con naturalezza da Silvana Pampanini, sospesa tra l’amore impulsivo per Mario e le attenzioni più ambigue di Oreste e Gracco.

Comencini osserva questi rapporti con una finezza che sfiora a tratti il dramma, ma senza mai abbandonare la luminosità del tono. Il film accenna a dilemmi morali – la convenienza, la tentazione, la fragilità dei sentimenti – e li risolve con una leggerezza che appartiene a un’epoca in cui la commedia italiana non aveva ancora indossato i suoi abiti più corrosivi.

Spicca Alberto Sordi, sorprendentemente umano e vulnerabile, capace di trasformare un personaggio vanesio in una figura quasi commovente. È lui a regalare al film i momenti più intensi, ribaltando con un soffio la dinamica tra seduttore e sedotto.

Il risultato è un’opera piacevole, non fondamentale ma sincera: una commedia di costume che scorre con fluidità, sostenuta da un cast brillante e da uno sguardo affettuoso sulle contraddizioni dell’amore e della vita quotidiana nella Roma degli anni Cinquanta.
Film disponibile su YouTube




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