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La febbre del sabato sera (1977)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 7 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 13 mar

La febbre del sabato sera

Saturday Night Fever

USA 1977 commedia/musicale 1h58’

 

Regia: John Badham

Soggetto: Nik Cohn (art. “Tribal Rites of the New Saturday Night”)

Sceneggiatura: Norman Wexler

Fotografia: Ralf D. Bode

Montaggio: David Rawlins

Musiche: Bee Gees

Scenografia: Charles Bailey

Costumi: Patrizia von Brandenstein

 

John Travolta: Anthony “Tony” Manero

Karen Lynn Gorney: Stephanie Mangano

Barry Miller: Bobby C.

Joseph Cali: Joey

Paul Pape: Double J.

Bruce Ornstein: Gus

Donna Pescow: Annette

Val Bisoglio: Frank Manero

Julie Bovasso: Flo Manero

Martin Shakar: Frank Manero Jr.

Nina Hansen: nonna Manero

Lisa Peluso: Linda Manero

Denny Dillon: Doreen

Sam Coppola: Dan Fusco

Fran Drescher: Connie

 

TRAMA: Tony Manero è un giovane di Brooklyn che lavora in un negozio di vernici. La sua vera passione è il ballo: ogni sabato sera si trasforma nel re della pista da ballo del locale 2001 Odyssey. Quando partecipa a un concorso di danza con Stephanie, una ragazza più matura e ambiziosa, la sua vita prende una nuova direzione. Tra sogni, delusioni e momenti difficili, Tony cerca di dare un senso alla sua esistenza.

 

VOTO 6,5



Vero fenomeno cinematografico, che nacque sulla base di un articolo di una rivista. Tony Manero (John Travolta), il protagonista italoamericano del film, lavora come commesso in un negozio, ma la sua vera passione è la discoteca, dove è un idolo per gli amici e un oggetto del desiderio per le ragazze. In palestra incontra una partner con cui vincerà una gara di ballo, ma la vita gli riserverà altre sorprese.



John Travolta, che in precedenza era stato un personaggio secondario di una serie televisiva che trattava grosso modo lo stesso argomento del film, dopo aver vestito i panni di questo personaggio leggendario, divenne una sorta di mito. Sostenuto dalla travolgente musica dei Bee Gees, il film impose definitivamente la disco music come genere alla moda. I passi di danza a cui l’attore dedicò molto tempo, che convinsero il regista John Badham a riprendere da lontano anziché in maniera ravvicinata, sono stati da allora copiate su molte piste da ballo.



I punti di forza sono senz’altro l’atmosfera autentica, perché il film cattura perfettamente lo spirito degli anni ‘70 e l’esplosione della disco music; la colonna sonora iconica, in cui i celeberrimi Bee Gees dominano con brani indimenticabili, in modo tale che la loro musica diventa il cuore pulsante del film; lo stile visivo con l’uso della steadicam e il contrasto tra le strade grigie di Brooklyn e le luci colorate della discoteca creano un forte impatto. Discorso a parte, come detto prima, è la presenza scenica di John Travolta. La sua performance fisica e il talento nel ballo sono magnetici. Anche se la recitazione non è sempre perfetta, il suo carisma è innegabile.



L’identità giovanile, la voglia di riscatto, le tensioni familiari e sociali, e anche temi delicati come il razzismo e la violenza fanno non solo da contorno ma da sfondo vero e proprio che riflette il contesto dell’epoca. Non è comunque, anche per questi motivi, solo un film sulla disco music ma un ritratto sincero di una generazione in cerca di sé stessa. Nonostante alcune imperfezioni, resta un’opera significativa e coinvolgente, capace di emozionare e far riflettere.



Sarebbe davvero il caso di dire che questo irresistibile film aprì una nuova pista, un nuovo sottogenere che dominò le scene per alcuni anni.



Riconoscimenti

Oscar 1978

Candidatura migliore attore protagonista a John Travolta

Golden Globe 1978

Candidatura miglior film commedia o musicale

Candidatura miglior attore in un film commedia o musicale a John Travolta

Candidatura migliore colonna sonora originale

Candidatura migliore canzone originale (How Deep Is Your Love?)

BAFTA 1979

Candidatura miglior colonna sonora

Candidatura miglior sonoro

 


 
 
 

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