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La regola del gioco (2014)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 9 apr
  • Tempo di lettura: 4 min

La regola del gioco

Kill the Messenger

USA 2014 thriller biografico 1h52’

 

Regia: Michael Cuesta

Soggetto: Nick Schou (Kill the Messenger), Gary Webb (Dark Alliance)

Sceneggiatura: Peter Landesman

Fotografia: Sean Bobbitt

Montaggio: Brian A. Kates

Musiche: Nathan Johnson

Scenografia: John Paino

Costumi: Kimberly Adams-Galligan, Doug Hall

 

Jeremy Renner: Gary Webb

Rosemarie DeWitt: Susan Webb

Ray Liotta: John Cullen

Barry Pepper: Russell Dodson

Mary Elizabeth Winstead: Anna Simons

Tim Blake Nelson: Alan Fenster

Paz Vega: Coral Baca

Oliver Platt: Jerry Ceppos

Michael Sheen: Fred Weil

Richard Schiff: Walter Pincus

Andy García: Norwin Meneses

Robert Patrick: Ronny Quail

Michael K. Williams: “Freeway” Rick Ross

Yul Vazquez: Danilo Blandón

Lucas Hedges: Ian Webb

 

TRAMA: Il giornalista Gary Webb inizia a indagare sul ruolo della CIA negli anni ‘80 nel traffico di cocaina nei quartieri degli afroamericani per finanziare i Contras, i ribelli del Nicaragua.

 

VOTO 6,5

 

 

Thriller politico e biografico che ricostruisce l’inchiesta del giornalista Gary Webb, reporter di un quotidiano mattutino di San Jose, in California, che negli anni ’90 portò alla luce un intreccio esplosivo: il coinvolgimento indiretto della CIA nel traffico di cocaina proveniente dal Nicaragua, destinato a finanziare i Contras. Il film di Michael Cuesta, interpretato da un intenso Jeremy Renner, si colloca nella tradizione del cinema civile americano, raccontando la solitudine di chi cerca la verità in un sistema che tende a proteggere se stesso. È un’opera che unisce tensione, ricostruzione storica e dramma personale, mostrando come un’inchiesta possa trasformarsi in un boomerang mediatico e umano.

 

 

Gary Webb (Jeremy Renner), giornalista del San Jose Mercury News, si imbatte casualmente in una testimonianza che denuncia un uso distorto della confisca dei beni da parte del governo. Da quell’incontro nasce un filo che lo conduce a una donna misteriosa, Coral Baca (Paz Vega), in possesso di documenti giudiziari riservati che collegano un trafficante di droga nicaraguense alla CIA. Indagando più a fondo, scopre che Danilo Blandón (Yul Vazquez), figura chiave del narcotraffico, è un informatore pagato dal governo. Attraverso testimonianze, atti processuali e viaggi fino alle prigioni del Nicaragua, il giornalista ricostruisce un sistema in cui i proventi della vendita di cocaina negli Stati Uniti venivano utilizzati per finanziare i Contras, l’esercito ribelle anti-sandinista.

 

 

Nonostante gli avvertimenti di avvocati, agenti federali e funzionari dell’intelligence, Webb decide di pubblicare la serie di articoli, Dark Alliance, che diventa immediatamente un caso nazionale. Ma il successo iniziale si trasforma presto in un contrattacco: i grandi quotidiani americani mettono in discussione la sua credibilità, scavano nella sua vita privata e lo isolano professionalmente. Trasferito in una sede periferica del giornale, Webb continua a cercare conferme e nuove fonti, mentre la pressione mediatica e istituzionale cresce. La sua battaglia per la verità diventa anche una lotta per proteggere la propria famiglia e la propria integrità, in un crescendo di tensione che lo porta a confrontarsi con i limiti del giornalismo investigativo e con il prezzo personale della ricerca della verità.

 

 

Il film si inserisce nel solco del cinema d’inchiesta americano, ma lo fa con un taglio più intimo e disilluso rispetto ai modelli classici come Tutti gli uomini del presidente. Michael Cuesta costruisce un film asciutto, privo di enfasi, che privilegia la dimensione umana del protagonista rispetto al puro meccanismo investigativo. La regia è solida, quasi invisibile, e accompagna la vicenda con un ritmo costante, senza ricorrere a virtuosismi: un approccio coerente con la natura civile del racconto. 

 

 

Uno dei migliori Jeremy Renner che io abbia mai visto offre una delle sue interpretazioni più complete: il suo Gary Webb è determinato, vulnerabile, idealista ma non ingenuo. Riesce a restituire la complessità di un uomo che non cerca l’eroismo, ma semplicemente fa il proprio lavoro fino alle estreme conseguenze. Accanto a lui, Rosemarie DeWitt dà spessore al ruolo della moglie, mentre Mary Elizabeth Winstead e Oliver Platt incarnano con misura le ambiguità e le pressioni interne al mondo dell’editoria. Il montaggio di Brian A. Kates è funzionale e pulito: alterna con equilibrio le fasi investigative, le dinamiche familiari e le sequenze più tese, mantenendo sempre chiara la progressione narrativa. La fotografia di Sean Bobbitt, con toni freddi e realistici, contribuisce a creare un’atmosfera di costante minaccia, come se ogni scena fosse attraversata da un’ombra invisibile. 

 

 

Il film trova la sua forza nella capacità di mostrare come un’inchiesta possa essere strumentalizzata, distorta o soffocata non solo dai poteri istituzionali, ma anche dai meccanismi interni al giornalismo stesso. Non è un’opera spettacolare, e volutamente non lo vuole essere: Cuesta preferisce un approccio antispettacolare, quasi televisivo, che però restituisce autenticità e credibilità. Se c’è un limite, è forse la mancanza di un approfondimento più ampio sul contesto geopolitico, che rimane sullo sfondo. Ma la scelta di concentrarsi sul percorso personale di Webb rende il film più emotivo e accessibile, trasformando una vicenda complessa in un racconto di integrità, solitudine e resistenza morale.

 

 

Film necessario, che ricorda quanto fragile possa essere la verità quando si scontra con interessi politici, mediatici e istituzionali. Non è un thriller adrenalinico, ma un’opera di denuncia che trova la sua forza nella misura, nella coerenza e nella qualità delle interpretazioni. È un ritratto amaro del giornalismo investigativo e, allo stesso tempo, un omaggio a chi continua a cercare la verità anche quando il prezzo da pagare è altissimo. Lo dimostra quanto sia stata ostacolata la pubblicità dell’uscita del film nelle sale americane.

 


 
 
 

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