top of page

Titolo grande

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

La strada per il paradiso (1991)

Immagine del redattore: michemar
michemar
8 ago
Tempo di lettura: 2 min

La strada per il paradiso

Paradise

USA 1991 dramma 1h51’

 

Regia: Mary Agnes Donoghue

Sceneggiatura: Mary Agnes Donoghue

Fotografia: Jerzy Zielinski

Montaggio: Éva Gárdos, Debra McDermott

Musiche: David Newman

Scenografia: Marcia Hinds, Evelyn Sakash

Costumi: Linda Donahue

 

Melanie Griffith: Lily Reed

Don Johnson: Ben Reed

Elijah Wood: Willard Young

Thora Birch: Billie Pike

Sheila McCarthy: Sally Pike

Eve Gordon: Rosemary Young

Louise Latham: Catherine Reston Lee

 

TRAMA: Lily e Ben Reed sono una giovane coppia lacerata da una tragedia familiare. Ci vorrebbe un miracolo per riaccendere il loro amore e un miracolo arriva sotto forma di un ospite estivo: Willard.

 

VOTO 6

 

 

Trovo che sia uno di quei film che nascono da un’idea semplice: mettere insieme un bambino spaesato e una coppia spezzata dal dolore, sperando che la vicinanza forzata produca una qualche forma di guarigione. Willard (Elijah Wood), dieci anni, viene spedito dalla madre in crisi matrimoniale a Paradise, una cittadina sul mare dove vivono Lily e Ben Reed. Lui teme che i genitori stiano per separarsi; loro convivono con un lutto che li ha paralizzati, incapaci persino di parlarsi dopo la morte accidentale del figlio.

 

 

Mary Agnes Donoghue, che qui debutta alla regia adattando Innocenza e malizia di Jean-Loup Hubert, smussa ogni asperità del modello francese e confeziona un film che ha il sapore dei “speciali pomeridiani” americani: educati, rassicuranti, pronti a offrire ai più giovani un dilemma morale da metabolizzare tra una pubblicità e l’altra.

 

 

Il rapporto tra Willard e Billie (Thora Birch), la coetanea maschiaccio che lo prende sotto la sua ala, è costruito secondo la tradizione dei “bambini prodigio” del cinema: parlano come adulti, analizzano le emozioni con una lucidità che non appartiene alla loro età.

 

 

A salvare il film dal sentimentalismo sono Melanie Griffith e Don Johnson, qui lontani dai ruoli glamour che li hanno resi celebri (ma già sposati nella vita).

Il titolo italiano è fuorviante perché Paradise è proprio il nome della località dove viene portato Willard.

 


 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

bottom of page