top of page

Titolo grande

Avenir Light una delle font preferite dai designer. Facile da leggere, viene utilizzata per titoli e paragrafi.

Mamma, ho perso l’aereo (1990)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 1 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Mamma, ho perso l’aereo

Home Alone

USA 1990 commedia 1h43’

 

Regia: Chris Columbus

Sceneggiatura: John Hughes

Fotografia: Julio Macat

Montaggio: Raja Gosnell

Musiche: John Williams

Scenografia: John Muto

Costumi: Jay Hurley

 

Macaulay Culkin: Kevin McCallister

Joe Pesci: Harry Lime

Daniel Stern: Marv Merchants

Catherine O’Hara: Kate McCallister

John Heard: Peter McCallister

Roberts Blossom: Marley

Angela Goethals: Linnie McCallister

Devin Ratray: Buzz McCallister

Gerry Bamman: Frank McCallister

Hillary Wolf: Megan McCallister

Larry Hankin: Larry Balzak

 

TRAMA: Due famiglie di parenti, con numerosi figli, sono in partenza per Parigi dove trascorreranno le vacanze di Natale. Nella frenesia e nella confusione degli ultimi minuti viene dimenticato a casa il piccolo Kevin, considerato il più scavezzacollo di tutti i bambini. La madre cerca invano di mettersi in contatto con lui o di tornare indietro, ma il ragazzo deve arrangiarsi da solo. Lo fa egregiamente: con petardi, pece e altre diavolerie mette in fuga due ladruncoli che si sono introdotti in casa.

 

VOTO 7

 

 

È ancora recensibile un film di tale successo? Non varrebbe la pena, lo conosciamo tutti, ma ci provo.

Rivedendolo, mi sorprende sempre quanto questo film del 1990 riesca a conservare una freschezza che molti titoli natalizi più recenti hanno perso per strada. A distanza di decenni, continuo a percepirlo come un perfetto equilibrio tra ritmo, invenzione comica e un’idea di infanzia raccontata con una sincerità che oggi sembra quasi disarmante.

 

 

Quello che mi colpisce, ogni volta, è la precisione con cui il film orchestra il suo immaginario: la casa-bomboniera del Midwest, la colonna sonora di John Williams che trasforma ogni gesto in un piccolo rito natalizio e quella regia di Chris Columbus che non ha paura di essere sentimentale ma non scivola mai nel melenso. È un film che conosce benissimo il proprio pubblico, ma non lo tratta con sufficienza.

 

 

Anche all’estero, molte recensioni dell’epoca hanno riconosciuto questa qualità. C’è stato chi parlava di un film “costruito con un’energia quasi cartoonesca ma sorprendentemente disciplinata”, mentre il altri sottolineavano la capacità dello sceneggiatore John Hughes di “catturare la fantasia infantile senza perdere di vista l’emozione autentica”. Sono giudizi che condivido: al di là della comicità slapstick, c’è un’idea di cinema popolare fatta con cura artigianale, con una struttura narrativa che non lascia nulla al caso.

 

 

Personalmente, lo considero un esempio raro di commedia familiare che non invecchia perché non si appoggia solo sulla nostalgia, anche se lo conosciamo a memoria. Funziona ancora oggi perché è costruito con una logica quasi meccanica, dove ogni elemento - dalla musica alle gag, dal montaggio al ritmo - è calibrato per generare un piacere immediato e ripetibile. È un film che non pretende di essere altro da ciò che è, e proprio per questo continua a essere irresistibile.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 1991

Candidatura miglior colonna sonora

Candidatura miglior canzone (Somewhere in My Memory)

Golden Globe 1991

Candidatura miglior film commedia o musicale

Candidatura miglior attore in un film commedia o musicale a Macaulay Culkin

 


 
 
 

Commenti


Il Cinema secondo me,

michemar

cinefilo da bambino

bottom of page