Ragione e sentimento (1995)


Ragione e sentimento
Sense and Sensibility
USA UK 1995 dramma 2h16’
Regia: Ang Lee
Soggetto: Jane Austen (romanzo)
Sceneggiatura: Emma Thompson
Fotografia: Michael Coulter
Montaggio: Tim Squyres
Musiche: Patrick Doyle
Scenografia: Luciana Arrighi
Costumi: Jenny Beavan, John Bright
Emma Thompson: Elinor Dashwood
Kate Winslet: Marianne Dashwood
Alan Rickman: colonnello Brandon
Hugh Grant: Edward Ferrars
Greg Wise: John Willoughby
Gemma Jones: Mrs. Dashwood
Emilie François: Margaret Dashwood
Tom Wilkinson: Mr. Dashwood
Elizabeth Spriggs: Mrs. Jennings
Robert Hardy: Sir John Middleton
James Fleet: John Dashwood
Harriet Walter: Fanny Dashwood
Imelda Staunton: Charlotte Jennings Palmer
Hugh Laurie: Mr. Palmer
Imogen Stubbs: Lucy Steele
Richard Lumsden: Robert Ferrars
Lone Vidahl: Mrs, Grey
TRAMA: Elinor e Marianne sono due sorelle appartenenti al ramo povero della famiglia Dashwood. La prima, orgogliosa e riservata, cerca di mandare avanti la famiglia mentre deve reprimere l’amore per Edward, un parente ricco. La seconda, più romantica e istintiva, si abbandona alla passione senza remore.
VOTO 7

Senza dubbio, questo film è uno dei più eleganti adattamenti da Jane Austen, un film che nel 1995 ha confermato la sensibilità registica di Ang Lee e la straordinaria capacità di Emma Thompson di trasformare la letteratura in cinema vivo. Con un cast impeccabile – lei stessa, Kate Winslet, Alan Rickman, Hugh Grant – il film racconta con grazia e misura il difficile equilibrio tra ciò che sentiamo e ciò che dobbiamo fare.

Dopo la morte del signor Dashwood, la sua seconda moglie e le tre figlie – Elinor (Emma Thompson), Marianne (Kate Winslet) e la piccola Margaret (Emilie François) – si ritrovano improvvisamente senza una vera casa. L’eredità passa infatti al figlio del primo matrimonio, John (Greg Wise), che, influenzato dalla moglie Fanny (Harriet Walter), decide di non aiutare la matrigna e le sorellastre. Le Dashwood sono così costrette a lasciare la loro tenuta e a trasferirsi in un cottage modesto, ospiti di un parente generoso ma invadente.

In questo nuovo ambiente, Elinor, riservata, pratica, sempre attenta alle convenienze, cerca di mantenere la famiglia unita, mentre vive in silenzio un sentimento nascente per Edward Ferrars (Hugh Grant), un uomo gentile ma vincolato da obblighi familiari. Marianne, invece, segue l’impeto del cuore: si innamora perdutamente di John Willoughby, affascinante e impulsivo, che sembra incarnare tutto ciò che lei desidera. Tra incontri, equivoci, rivelazioni e scelte difficili, le due sorelle imparano che l’amore può essere travolgente ma anche fragile, e che la felicità spesso richiede un equilibrio tra emozione e prudenza.

Il film segue il loro percorso di crescita, mostrando come entrambe, attraverso esperienze diverse, arrivino a comprendere meglio se stesse e il mondo che le circonda. Ang Lee costruisce un racconto che parla di educazione sentimentale, di ruoli sociali e di scelte morali senza mai appesantire la narrazione. Il film è attraversato da una tensione costante tra ciò che si desidera e ciò che è possibile, tra la libertà del cuore e le regole della società.

La forza del film sta nella delicatezza con cui mostra la crescita delle protagoniste: Elinor impara a concedersi un sentimento che aveva sempre controllato, Marianne scopre che l’amore romantico non basta a sostenere la vita reale. Il tono è sempre misurato, elegante, con momenti di autentica emozione ma senza forzature melodrammatiche. È un film che scorre con naturalezza, lasciando allo spettatore il tempo di affezionarsi ai personaggi e di riconoscere, in loro, fragilità molto contemporanee.

Ang Lee dirige con una sensibilità quasi musicale: ogni scena è calibrata, ogni gesto è significativo. La sua regia non invade mai il racconto, ma lo accompagna con pudore e precisione. La fotografia di Michael Coulter è morbida, luminosa, perfetta nel restituire gli ambienti rurali e gli interni dell’epoca. I costumi di Jenny Beavan e John Bright, premiati e celebrati, danno al film un’eleganza naturale, mai troppo decorativa. Anche il montaggio e la scenografia sono notevoli, mentre la colonna sonora di Patrick Doyle aggiunge un tocco emotivo senza mai sovrastare le immagini. Insomma, l’intero cast tecnico mantiene alto il valore e la qualità del film, senza perdere lo stile dell’atmosfera di quei tempi.

Emma Thompson è il cuore del film: trattenuta, intensa, capace di far vivere Elinor con uno sguardo o un silenzio. Kate Winslet porta in Marianne una vitalità contagiosa, rendendo credibile ogni slancio romantico e ogni fragilità. Alan Rickman offre un Brandon di rara dolcezza, mentre Hugh Grant dà a Edward Ferrars una timidezza affettuosa che funziona perfettamente nel contesto. Il cast secondario, dalle esperte Gemma Jones a Imelda Staunton, completa un ensemble solido, credibile, armonioso. Il film, come è stato osservato da gran parte della critica e che mi trova d’accordo, è soprattutto un racconto di maturazione emotiva, un percorso, cioè, in cui le protagoniste imparano che la felicità non nasce solo dall’impeto, ma dalla capacità di ascoltare se stessi e gli altri.

Resta così un’opera che parla di equilibrio, di responsabilità, di amore come scelta consapevole. Un film che, pur nella sua classicità, continua a emozionare perché racconta qualcosa di universale: il momento in cui capiamo che crescere significa imparare a sentire, ma anche a capire.

Riconoscimenti
Oscar 1996
Miglior sceneggiatura non originale
Candidatura miglior film
Candidatura miglior attrice protagonista a Emma Thompson
Candidatura miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
Candidatura migliori costumi
Candidatura miglior fotografia
Candidatura miglior colonna sonora
Golden Globe 1996
Miglior film drammatico
Migliore sceneggiatura
Candidatura miglior regia
Candidatura miglior attrice in un film drammatico a Emma Thompson
Candidatura miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
Candidatura miglior colonna sonora
BAFTA 1996
Miglior film
Miglior attrice protagonista a Emma Thompson
Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
Candidatura miglior regia
Candidatura miglior attore non protagonista a Alan Rickman
Candidatura miglior attrice non protagonista a Elizabeth Spriggs
Candidatura miglior sceneggiatura non originale
Candidatura migliori costumi
Candidatura miglior fotografia
Candidatura miglior scenografia
Candidatura miglior trucco
Candidatura miglior colonna sonora
Festival internazionale del cinema di Berlino 1996
Orso d'Oro






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