Rapimento e riscatto (2000)
- michemar

- 24 gen
- Tempo di lettura: 3 min

Rapimento e riscatto
Proof of Life
USA 2000 thriller 2h15’
Regia: Taylor Hackford
Soggetto: William Prochnau (articolo), Thomas Hargrove (libro)
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Fotografia: Sławomir Idziak
Montaggio: Sheldon Kahn, John Smith
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Bruno Rubeo
Costumi: Ruth Myers
Russell Crowe: Terrence “Terry” Thorne
Meg Ryan: Alice Bowman
David Morse: Peter Bowman
Pamela Reed: Janis Goodman
David Caruso: Dino
Anthony Heald: Ted Fellner
Gottfried John: Eric Kessler
Alun Armstrong: Wyatt
Michael Kitchen: Ian Havery
Margo Martindale: Ivy
Mario Ernesto Sanchez: Arturo Fernandez
Miguel Iza: membro dell'ELT
Tony Vazquez: Marco, il negoziatore
Zbigniew Zamachowski: autista di Terry
TRAMA: Una donna assume un negoziatore professionista per ottenere il rilascio del marito ingegnere, che è stato rapito dai guerriglieri antigovernativi in Sud America.
VOTO 6

Peter Bowman (David Morse), capo ingegnere che sta dirigendo i lavori per la costruzione di una diga a Tecala, in Sudamerica, viene sequestrato da un gruppo armato che lotta contro il governo centrale. Quando i rapitori scoprono la sua identità chiedono un riscatto di tre milioni di dollari. Alice (Meg Ryan), la moglie di Peter abbandonata a se stessa, deve chiedere aiuto a Terry (Russell Crowe), un uomo che di mestiere negozia il rilascio degli ostaggi. Ogni giorno che passa la situazione diventa sempre più complessa anche perché Alice scopre di provare qualcosa per Terry.

Discreto thriller che fece parlare molto, quasi come un battage pubblicitario, per via della storia affettiva che nacque tra i due protagonisti, forse addirittura oscurando l’opera in se stessa. Taylor Hackford dirige infatti un non disprezzabile film che dal titolo originale indica meglio le difficoltà che incontrano le indagini dell’uomo incaricato di risolvere il problema: la ricerca della prova che l’ostaggio sia vivo.

Perché, quindi, pagare il riscatto se non c’è una reale prova? L’ambiente difficile non aiuta e i guerriglieri sono spietati. Necessita anche fare in fretta, il tempo stringe.

Il problema principale del film risiede nel fatto che cerca di essere troppe cose contemporaneamente. La sceneggiatura non riesce a decidere fino a che punto sviluppare la relazione tra Alice e Thorne, compromettendo seriamente gran parte della tensione narrativa legata al tema del salvataggio. Inoltre, eccetto alcuni indizi criptici in una discussione all’inizio del film, manca il contesto per capire bene il matrimonio dei Bowman. Non è chiaro se il matrimonio sia teso, portando Alice a rivolgersi facilmente a Thorne, o se invece sia solido, rendendo l’attrazione verso l’uomo più proibita.

Hackford alterna frenetiche sequenze d’azione a lunghi periodi di negoziazione. Sebbene le scene d’azione siano efficaci, esse appaiono improvvise e sembrano esistere solo per avanzare la trama. Nel complesso, risulta standardizzato e non riesce a catturare pienamente l’attenzione dello spettatore.

Russell Crowe offre come sempre una prestazione imponente, come anche David Caruso. David Morse, solitamente dominante, qui è visibilmente cambiato sia fisicamente che mentalmente. Nonostante la sua versatilità, rimane un attore sottovalutato. Crowe mostra la sua caratteristica rabbia trattenuta, rendendo le sue minacce credibili. Meg Ryan non convince molto nel ruolo della moglie preoccupata, passando da indipendente a indifesa, non coerente con il suo personaggio.
In ogni caso, il giudizio è sufficiente e l’interesse si mantiene e livelli buoni.






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