Sette note in nero (1977)


Sette note in nero
Italia 1977 thriller/horror 1h35’
Regia: Lucio Fulci
Sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, Dardano Sacchetti
Fotografia: Sergio Salvati
Montaggio: Ornella Micheli
Musiche: Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Scenografia: Luciano Spadoni
Costumi: Massimo Lentini
Jennifer O’Neill: Virginia Ducci
Gianni Garko: Francesco Ducci
Evelyn Stewart: Gloria Ducci
Loredana Savelli: Giovanna Rospini
Veronica Michielini: sig.ra Casazza
Paolo Pacino: tenente
Elizabeth Turner: madre di Virginia
Luigi Diberti: giudice
Gabriele Ferzetti: prof. Emilio Rospini
Marc Porel: Luca
Jenny Tamburi: Paola
Fabrizio Jovine: commissario D’Elia
Riccardo Parisio Perrotti: avv. Merli
TRAMA: Fin da bambina Virginia ha avuto delle visioni: ha previsto per esempio il suicidio della madre. Ora, fresca sposa di Francesco Ducci, "vede" l’omicidio di una donna murata nella villa del marito. Questi finisce dapprima in carcere poi, scagionato, esce, ma l’omicidio previsto da Virginia deve ancora accadere
VOTO 6

Lucio Fulci fu tante cose: regista, sceneggiatore, attore e paroliere di canzoni di grande successo ma viene facilmente ricordato per un prolifico regista di cinema di genere, spesso dedicandosi a thriller di forte impatto, persino splatter come in questo caso. Tra i tanti film firmati, Una lucertola con la pelle di donna e Non si sevizia un paperino, entrambi con Florinda Bolkan.

Il soggetto e la conseguente sceneggiatura ebbero diverse modifiche e influenze, partendo da un romanzo del celebre cinefilo critico Vieri Razzini ma prendendo spunti anche da Profondo rosso e dal racconto Il gatto nero di Edgar Allan Poe. Il titolo fa riferimento alle note del carillon dell’orologio che viene regalato alla protagonista.
Virginia Ducci (Jennifer O’Neill), dotata fin da bambina di inquietanti capacità di chiaroveggenza, vive un nuovo episodio premonitore: vede una donna anziana assassinata e murata viva da un uomo zoppo. Sconvolta, racconta tutto allo psicologo Luca Fattori, che però non le crede. Mentre ristruttura una villa della famiglia del marito Francesco (Gianni Garko), Virginia ritrova proprio la stanza della visione e, scavando, scopre lo scheletro di Agnese Bignardi, amante scomparsa di Francesco, che diventa il primo sospettato. Decisa a scoprire la verità, Virginia segue gli indizi della sua premonizione: un taxi, una rivista, un quadro rubato, fino a individuare Emilio Rospini, direttore della pinacoteca, come possibile assassino. Una misteriosa donna, la signora Casazza, sostiene di avere prove dell’innocenza di Francesco, ma viene trovata morta. A quel punto Virginia capisce che la sua visione non riguardava il passato, bensì il futuro: sta prevedendo la propria morte. Rospini (Gabriele Ferzetti) confessa il furto del quadro e il coinvolgimento di Francesco, ma è proprio quest’ultimo, colto dal panico, a murare viva Virginia nella villa. Solo il carillon dell’orologio che lei portava con sé (le “sette note”) rivelerà alla polizia il luogo del delitto, smascherando definitivamente l’assassino.

Giallo dalla struttura classica con aspetti onirici e parapsicologici: un film efficacemente sinistro e disturbante. È Fulci in toto!




Commenti