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Suffragette (2015)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 4 lug
  • Tempo di lettura: 3 min
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Suffragette

UK/Francia 2015 dramma storico 1h46’

 

Regia: Sarah Gavron

Sceneggiatura: Abi Morgan

Fotografia: Eduard Grau

Montaggio: Barney Pilling

Musiche: Alexandre Desplat

Scenografia: Alice Normington

Costumi: Jane Petrie

 

Carey Mulligan: Maud Watts

Helena Bonham Carter: Edith Ellyn

Brendan Gleeson: Steed

Anne-Marie Duff: Violet Miller

Ben Whishaw: Sonny Watts

Romola Garai: Alice Haughton

Meryl Streep: Emmeline Pankhurst

Finbar Lynch: Hugh Ellyn

Natalie Press: Emily Davison

Samuel West: Benedict

Geoff Bell: Norman Taylor

 

TRAMA: Nel 1912 a Londra, una giovane madre lavoratrice è in prima linea nell’attivismo politico radicale a sostegno del diritto di voto delle donne ed è disposta ad affrontare la violenza con la violenza per raggiungere questo scopo.

 

Voto 6,5


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Un dramma che ripercorre la storia delle fiere combattenti del primo momento del movimento femminista, donne costrette a lottare in clandestinità per inseguire il loro agognato e pericoloso sogno verso uno Stato ed uno status quo sempre più brutale. Queste donne non provenivano principalmente dalle classi colte e benestanti, ma erano lavoratrici che avevano visto le proteste pacifiche non ottenere alcun risultato. Radicalizzate e una volta capito che l’unica strada contro la violenza erano le maniere forti, erano disposte a perdere tutto nella loro lotta per l’uguaglianza: il lavoro, la casa, i figli, perfino la vita. Maud era una di queste donne battagliere. La storia della sua lotta per la dignità è avvincente e viscerale come un qualsiasi thriller, ma è anche commovente per la dedizione e il sacrificio.



Maud (Carey Mulligan) è una di loro, passate alla storia con il termine di suffragette e come tale, nel film, fa parte di quel movimento femminista impegnato a reclamare per le donne gli stessi diritti degli uomini contro uno Stato sempre più brutale.



Siamo nel 1912 e le donne lavorano il doppio degli uomini per la metà del salario, non possono votare, sono oggetto di soprusi quotidiani, come si può osservare in una delle prime sequenze. La intraprendente protagonista lavora in una lavanderia londinese da quando è piccola, nel calore umido e ustionante del vapore e dei ferri da stiro, come era successo a sua madre. In lei si sveglia una coscienza che prima non esisteva e si chiede se un’altra vita è possibile, almeno con maggiori diritti.



La bravissima Carey Mulligan riesce a trasmettere la sua inquietudine e il senso di ingiustizia che prova allo spettatore: è per questo che si assiste con partecipazione alla rivoluzione sociale che la protagonista riuscirà a mettere in campo. Sarà la nascita del movimento femminista inglese e del fenomeno delle suffragette, coraggiose e determinate paladine dei diritti.



I loro tentativi sono stati negli anni oppressi ma le donne non si sono demoralizzate, anzi hanno aumentato i loro sforzi, arrivando a sfidare la sempre più violenta polizia con atti pubblici di disobbedienza civile.



Un film sulle donne e delle donne, e giustamente buona parte del cast tecnico è femminile. Inevitabile che lo sia soprattutto quello artistico, costituito da un gruppo di attrici molto adatte, che arriva sino alla presenza importante, tra le tante altre, di Meryl Streep. Notevole il contributo della Mulligan, tanto fragile fisicamente quanto grintosa e battagliera nel portamento, un contrasto che risulta vincente, a testimonianza della bravura sempre dimostrata della formidabile attrice.



È il primo film della storia ad essere stato girato all’interno del Palazzo di Westminster.


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Riconoscimenti

EFA 2016

Miglior scenografia



 
 
 

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