The Family Man (2000)
- michemar

- 16 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min

The Family Man
USA 2000 commedia fantasy 2h5’
Regia: Brett Ratner
Sceneggiatura: David Diamond, David Weissman
Fotografia: Dante Spinotti
Montaggio: Mark Helfrich
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Kristi Zea
Costumi: Betsy Heimann
Nicolas Cage: Jack Campbell
Téa Leoni: Kate Reynolds
Don Cheadle: Cash
Jeremy Piven: Arnie
Saul Rubinek: Alan Mintz
Josef Sommer: Peter Lassiter
Makenzie Vega: Annie Campbell
Jake Milkovich: Josh Campbell
Ryan Milkovich: Josh Campbell
Harve Presnell: Ed Reynolds
Lisa Thornhill: Evelyn Thompson
Amber Valletta: Paula
Mary Beth Hurt: Adelle
Francine York: Lorraine Reynolds
Ken Leung: Sam Wong
Kate Walsh: Jeannie
TRAMA: Jack ha lasciato Londra tredici anni fa per fare pratica presso una prestigiosa società americana. Al momento della sua partenza aveva promesso alla fidanzata Kate che sarebbe tornato dopo solo un anno. Ora siamo alla Vigilia di Natale e Jack è un single con un buon stile di vita che lavora a Wall Street e che non ricorda la ragazza. Al riparo delle mura domestiche l’uomo si addormenta e si risveglia accanto a Kate più vecchia di tredici anni.
VOTO 6

Una commedia, per voler essere più originale, può trasformarsi in un incubo, un horror (si fa per dire!) quando ti accorgi di vivere un’altra vita? Sì, può succedere, specie se l’attore protagonista è Nicolas Cage con la sua nota e sfruttata faccia stravolta.

Ma cosa gli è accaduto? Che una mattina, Jack Campbell, il duro single capo d’azienda, si sveglia nel suo letto e si rende conto che non è affatto il suo letto. Piuttosto, l’affermato broker di New York si ritrova come un qualunque padre di famiglia, magari mediamente indebitato e con un reddito piuttosto moderato, con moglie a carico, Kate (Téa Leoni), due piccoli figli piagnucolosi e l’immancabile cane, in un insediamento suburbano del New Jersey. Non solo il Jack Campbell di prima è sparito, ma la sua nuova esistenza manca anche di qualsiasi fascino della noiosa ricchezza e agiatezza, a parte una moglie ragionevolmente bella.

Ok, ma che vita è, se non la conosce? Ora si sente un pesce fuor d’acqua. Si trova nella situazione che deve venire a patti con una qualsiasi esistenza di padre di famiglia, dando origine a situazioni abbastanza divertenti, sia quando, completamente inesperto, deve improvvisamente cambiare i pannolini o vendere le gomme dell’auto, sia quando, abituato alle carte di credito di platino e agli abiti firmati e su misura, si vede costretto a soppesare ogni dollaro nei grandi magazzini. Fino a quando incontra quello che una volta, nell’altra vita, era il suo capo, trovando così l’occasione per dimostrare quello che era e che valeva. Ma i guai non sono finiti perché, quando è ritornato nella vita abbandonata, si accorge che ora rimpiange l’altra!

Insomma, Jack pensava di avere tutto finché il suo passato bussa alla porta e la sorte gli mostra quale uomo avrebbe potuto essere se solo quella volta avesse scelto lei.

Morale: a cosa si rinuncia quando si cambia completamente vita? Cosa conta principalmente nella vita personale e familiare? Ci vorrebbe l’angelo de “La vita è meravigliosa” di Frank Capra che ci consigliasse tutte le volte che serve e che ci facesse riflettere.

In molti hanno storto la bocca, giudicandolo mediocre: a me è piaciuto il giusto, senza infamia e senza lode, ma il protagonista mi ha fatto tanta tenerezza.
Ottimi i brani musicali di gran successo che danno atmosfera e ritmo!




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