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Caccia spietata (2006)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 10 apr 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 8 feb

Caccia spietata

Seraphim Falls

USA 2006 western 1h55’


Regia: David Von Ancken

Sceneggiatura: David Von Ancken, Abby Everett Jaques

Fotografia: John Toll

Montaggio: Conrad Buff IV

Musiche: Harry Gregson-Williams

Scenografia: Michael Z. Hanan

Costumi: Deborah Lynn Scott


Liam Neeson: Carver

Pierce Brosnan: Gideon

Michael Wincott: Hayes

Xander Berkeley: Railroad Foreman

Ed Lauter: Parsons

Tom Noonan: ministro Abraham

Kevin J. O'Connor: Henry

John Robinson: Kid

Anjelica Huston: madame Louise

Wes Studi: Caronte

Angie Harmon: Rose


TRAMA: Gideon viaggia in solitario tra le montagne rocciose a ridosso della Guerra civile americana. Ferito e braccato da un gruppo di uomini guidati da Carver, sfugge ai suoi inseguitori con abilità, dando luogo a una caccia all'uomo tra deserti e praterie. Vecchi rancori e storie del passato esplodono nell'inevitabile faccia a faccia tra Gideon e Carver.


Voto 6,5



Sul finire della Guerra Civile Americana, il colonnello Carver insegue Gideon attraverso le Montagne Rocciose e il deserto per portare a termine la sua ultima missione: vendicarsi di un torto subito durante la guerra. Ma cosa era successo per causare tutto ciò?



Il film comincia in montagna, d'inverno, prima della conquista del West, subito dopo la fine della guerra, quando le armi, nonostante tutto, non tacciono per niente, anche perché l'odio non è ancora seppellito sotto la coltre di neve. Due uomini (Pierce Brosnan e Liam Neeson, entrambi guarda caso irlandesi), uno contro l'altro, uno scortato da un drappello, l'altro solo e ferito, si inseguono, si annusano, si sfidano: non per motivi politici ma per un fatto personale, accaduto in tempo di guerra a Seraphim Falls, da cui il titolo originale. Nessuno dimentica, a quanto pare, ed è difficile dire chi è tra loro due il buono e chi il cattivo.



È una storia piacevolmente semplice dello scrittore e qui regista David Von Ancken, che evita non poco il dialogo a favore dell’azione, continua e viscerale. Lo dimostra il fatto che l’inizio è già fulminante: il fuggitivo ed inseguito Gideon, dopo la prima mezz’ora, è ormai colpito e ferito, in netto svantaggio di cinque contro di lui, in fuga sotto la neve, senza cavallo né acqua, sanguinante e armato solo della sua astuzia e di un coltello di cui è un abile maneggiatore. Il motivo di questa caccia, come si diceva, sono sconosciuti e non saranno sicuramente di buon auspicio se si osserva la rabbia che emanano gli occhi del rivale. Che tra l’altro vuole assolutamente che venga catturato vivo dai suoi uomini per riservarsi la soddisfazione della vendetta personale.




I presupposti per un film che non faccia sconti ci sono tutti e l’inventiva del regista fa sì che ogni volta che la trama pare stia volgendo al culmine e quindi alla soluzione ecco che si inventa una svolta tramite nuovi eventi o personaggi, ridando ossigeno alla narrazione. Regista che, sorretto dalla sua stessa sceneggiatura e di Abby Everett Jaques, mostra chiaramente la sua passione per il western, mediante una regia classica e le belle inquadrature degli scenari innevati che contrastano con quelle del deserto ben ripresi da una bella fotografia che ne esalta i colori.



Curiosando nell’eccellente cast scopriamo che uno degli interpreti, Xander Berkeley, è un americano che interpreta un irlandese, mentre Liam Neeson e Pierce Brosnan sono irlandesi ed interpretano degli americani. Dal canto suo la tosta Anjelica Huston ha vissuto in Irlanda per gran parte della sua giovinezza e tiene molto alla cittadinanza irlandese.



 
 
 

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