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Cake (2014)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 10 apr 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 11 lug

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Cake

USA 2014 dramma 1h42’


Regia: Daniel Barnz

Sceneggiatura: Patrick Tobin

Fotografia: Rachel Morrison

Montaggio: Kristina Boden, Michelle Harrison

Musiche: Christophe Beck

Scenografia: Joseph T. Garrity

Costumi: Karyn Wagner


Jennifer Aniston: Claire Bennett

Adriana Barraza: Silvana

Anna Kendrick: Nina Collins

Sam Worthington: Roy Collins

Mamie Gummer: Bonnie

Felicity Huffman: Annette

William H. Macy: Leonard

Chris Messina: Jason Bennett

Lucy Punch: infermiera Gayle

Britt Robertson: Becky

Paula Cale: Carol

Ashley Crow: Stephanie

Manuel Garcia-Rulfo: Arturo

Camille Guaty: Tina


TRAMA: Il dolore fisico di Claire Bennett è evidente nelle cicatrici che le riempiono il corpo e nel modo in cui cammina. Non è nemmeno brava a nascondere il suo dolore emotivo, rifiutando ogni tipo di interazione e allontanando da sé chi le vuole bene. L'unica persona rimasta accanto a lei è la governate Silvana, che tollera a malapena i suoi bisogni di alcol e farmaci. Il suicidio di Nina, una delle donne che frequentano lo stesso gruppo di sostegno del dolore, genera ulteriori conseguenze.


Voto 6,5


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Quando accadono cose orribili, spesso scatta quel meccanismo per cui ci si chiude totalmente agli altri, ci si isola per crogiolarsi nel dolore e la depressione piomba inesorabile. Se non ci si sforza di uscirne, l’orizzonte non si vede e anche l’amarezza interna pare infinita. Osserviamo Claire, che soffre di dolore cronico e le sue cicatrici, visibili ma non deturpanti, indicano che ha avuto un grave incidente, che ha portato come conseguenze sulla sua capacità di camminare, sedersi, dormire o fare qualsiasi cosa in generale. In quel maledetto incidente è morto il figlio e al dolore fisico si è aggiunto quello mentale, sicuramente ancora più insormontabile.


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Sopravvive con farmaci antidolorifici e alcol, mentre frequenta un gruppo di supporto e fisioterapia senza alcun giovamento. Dai modi spesso spiccioli e talvolta offensivi, Claire sfoga la sua rabbia nei confronti di coloro che le stanno accanto, tanto che marito e amici hanno preso le distanze da lei e ora vive con Silvana che è molto più di una governante: è sorella, è amica, è la confidente fedele che cerca di sostenerla e non solo fisicamente, oltre ad essere diventata la sua autista. Tremendo sono le sequenze in cui Claire si siede in auto, nella quale non c’è mai una posizione che non la faccia soffrire.


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Quando una del gruppo che frequenta, Nina, si toglie la vita, le cose, se era possibile, precipitano ancor di più, tanto che le sue reazioni, che appaiono subito negative per il lavoro psicologico sulle altre, causano il suo allontanamento da parte della responsabile. Claire reagisce recandosi nella casa del marito della donna stabilendo con lui, ignaro, uno strano e pericoloso rapporto, ma semplicemente perché lei è alla ricerca di un appiglio, un appoggio, una ciambella di salvataggio. Nonostante conoscesse a malapena la donna e i motivi che l’hanno spinta ad un gesto così estremo, lei si interroga sul confine tra la vita e morte, l'abbandono e la sofferenza, il pericolo e la salvezza. Tutto ciò mentre inizia lentamente ad avvicinarsi e a trovare conforto nel vedovo.


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Anche se la regia dell’evidentemente inesperto Daniel Barnz non fa molto per il film, il cast è notevole e tra Sam Worthington, Mamie Gummer, Felicity Huffman, William H. Macy, Chris Messina, chi emerge come una gigante è Jennifer Aniston, mai vista così impegnata in un ruolo drammatico e non facile. È su di lei, e sulla bravissima Adriana Barraza nel ruolo della governante Silvana, che il film regge tutta la sua drammaticità: una interpretazione memorabile che alza la qualità dell’intera opera. Brava anche a mitigare la tragedia con alcune espressioni e battute fulminanti e ironiche. Jennifer Aniston si allontana dagli abituali personaggi frivoli per consegnarci una protagonista in implosione di rabbia e dolore, costantemente sul ciglio del baratro in un continuo dialogo con il proprio istinto di sopravvivenza. Interpretazione superba!


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Riconoscimenti

Golden Globe 2015

Candidatura miglior attrice in un film drammatico a Jennifer Aniston



 
 
 

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cinefilo da bambino

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