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Codice d’onore (1992)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 1 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Codice d’onore

(A Few Good Men) USA 1992 thriller 2h18’

 

Regia: Rob Reiner

Soggetto: Aaron Sorkin (opera teatrale)

Sceneggiatura: Aaron Sorkin

Fotografia: Robert Richardson

Montaggio: Robert Leighton, Steven Nevius

Musiche: Marc Shaiman

Scenografia: J. Michael Riva

Costumi: Gloria Gresham

 

Tom Cruise: ten. Daniel Kaffee

Jack Nicholson: col. Nathan R. Jessep

Demi Moore: ten. com. JoAnne Galloway

Kevin Bacon: cap. Jack Ross

Kiefer Sutherland: ten. Jonathan Kendrick

Kevin Pollak: ten. Sam Weinberg

James Marshall: soldato scelto Louden Downey

Wolfgang Bodison: vice cpl. Harold W. Dawson

J. T. Walsh: ten. col. Matthew Andrew Markinson

Christopher Guest: dr. Stone

Michael DeLorenzo: soldato William T. Santiago

Noah Wyle: cpl. Jeffrey Barnes

J. A. Preston: Giudice colonnello Julius Alexander Randolph

Cuba Gooding Jr.: Caporale Carl Edward Hammaker

Matt Craven: L.t. Dave Spradling

Xander Berkeley: cap. Whitaker

 

TRAMA: Un soldato rimane ucciso vittima di una punizione esemplare nel campo militare di Guantanamo, a Cuba e due suoi commilitoni sono accusati di omicidio. Il tenente Kaffee, incaricato della difesa e considerato malleabile, si lascia convincere a poco a poco a indagare fino in fondo sulle responsabilità del comandante del campo, il colonnello Nathan R. Jessup.

 

VOTO 7



Film militare avvincente come pochi, anche considerando che non ci sono azioni di guerra e che si riduce nella parte essenziale in un tribunale militare, diventando così un dramma da corte marziale ed esplorazione del conflitto tra civiltà e barbarie nella difesa della giustizia in divisa. Una sorta di rivisitazione dell’ammutinamento del Caine in altre vesti, pur sempre militari, ma firmata da un grande della sceneggiatura: Aaron Sorkin. Diretto da Rob Reiner e basato un’opera teatrale di Broadway dello stesso sceneggiatore, il film vede protagonisti tre attori importanti come Tom Cruise, Jack Nicholson e Demi Moore.



Jack Nicholson esibisce il suo miglior repertorio esprimendo alterigia, presunzione, fanatismo militare interpretando il fanatico comandante di Guantanamo Bay, che ordina un “Codice Rosso” non autorizzato per mettere in riga un plotone di piantagrane, cioè una forma di nonnismo pesante e crudele. Molto duro. Ma accade l’imprevisto: uno degli uomini muore. Due giovani marines vengono accusati di omicidio e portati a Washington per essere processati.



Tom Cruise interpreta un avvocato della Marina che non vuole deludere la fama del padre, affiancato dalla determinata avvocatessa interpretata dalla tenace Demi Moore. Insieme, affrontano una battaglia in salita contro un formidabile procuratore, interpretato da Kevin Bacon. Hanno il compito di difendere i due accusati, che, come si intuisce ben presto, non hanno le colpe che vengono loro imputate. Lui, Daniel Kaffee, deve gestire il caso nonostante la sua scarsa esperienza nei processi ed è noto per i patteggiamenti rapidi, preparando la strategia difensiva, interrogando i testimoni e deve condurre l’arringa finale. Lei, JoAnne Galloway, è una legale con forte senso investigativo e difatti è la prima a sospettare che i due marines non siano colpevoli, ma vittime di un ordine non ufficiale.



Il compianto Rob Reiner dimostra ancora una volta la sua versatilità, attraversando nella sua bella carriera generi differenti con la medesima bravura. Dall’horror di Stephen King (Misery non deve morire) ad una delle commedie più belle dell’intero panorama cinematografico, l’indimenticabile Harry, ti presento Sally..., o al nostalgico Stand by Me - Ricordo di un’estate. Così come ha fatto da simpaticissimo attore.



La tensione è sempre alta e pur essendo un legal movie militare ha tutte le caratteristiche e gli elementi per essere un vero thriller, tenendo l’attenzione viva dal primo all’ultimo minuto, persino quando, nelle pause del tribunale, gli incaricati dell’accusa si rilassano, parlando, però, sempre della strategia da seguire perché l’accusato è molto più di un osso duro. È e si presenta come personaggio inscalfibile che non ha paura dei pericoli che corre, ritenendosi al di sopra di ogni accusa, sfidando il duello verbale indignato. Il suo monologo è storia del cinema, sia come scrittura (Aaron Sorkin è formidabile, come spesso gli accade) che come interpretazione del ruolo. Indimenticabile.



Infatti, la performance di Nicholson, che offre appunto una delle sue interpretazioni più memorabili, e la chimica tra i protagonisti furono la vera sorpresa del film, compreso la eccellente regia di Rob Reiner che gestisce la storia con precisione e potenza e l’abile montaggio, che in alcuni momenti conferisce il giusto tasso ansiogeno. Appassionante nello svolgimento ma il film merita di essere visto e rivisto almeno per quei minuti micidiali del grande Jack.



Riconoscimenti

Oscar 1993

Candidatura miglior film

Candidatura miglior attore non protagonista a Jack Nicholson

Candidatura miglior montaggio

Candidatura miglior sonoro

Golden Globe 1993

Candidatura miglior film drammatico

Candidatura migliore regia

Candidatura miglior attore in un film drammatico a Tom Cruise

Candidatura miglior attore non protagonista a Jack Nicholson

Candidatura migliore sceneggiatura

 


 
 
 

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