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Compagni di scuola (1988)

Immagine del redattore: michemar
michemar
26 lug
Tempo di lettura: 3 min

Compagni di scuola

Italia 1988 commedia 1h55’

 

Regia: Carlo Verdone

Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone

Fotografia: Danilo Desideri

Montaggio: Antonio Siciliano

Musiche: Fabio Liberatori

Scenografia: Giovanni Natalucci

Costumi: Luca Sabatelli

 

Carlo Verdone: Piero Ruffolo

Nancy Brilli: Federica Polidori

Christian De Sica: Bruno Ciardulli

Angelo Bernabucci: Walter Finocchiaro

Massimo Ghini: Mauro Valenzani

Eleonora Giorgi: Valeria Donati

Athina Cenci: Maria Rita Amoroso

Natasha Hovey: Cristina

Maurizio Ferrini: Armando Lepore

Alessandro Benvenuti: Lino Santolamazza

Fabio Traversa: Piermaria Fabris

Luigi Petrucci: Ottavio Postiglione

Piero Natoli: Luca Guglielmi

Luisa Maneri: Gloria Montanari

Isa Gallinelli: Jolanda Scarpellini

Giusi Cataldo: Margherita Serafini

Gianluca Favilla: il marito di Margherita

Giovanni Vettorazzo: Francesco Toscani

Carmela Vincenti: Gioia Savastano

Silvio Vannucci: Giulio Attenni

Gianni Musy: il suocero di Piero

Serena Bennato: Cinzia, moglie di Piero

 

TRAMA: A quindici anni dalla licenza liceale un gruppo di ex studenti della stessa classe si trova nuovamente insieme. L’occasione è ghiotta per fare un bilancio del passato, con qualche voce in attivo, parecchi rimpianti, alcuni fallimenti clamorosi. La classe naturalmente è assai eterogenea e davvero c’è di tutto: dal politicante vecchia Repubblica, tutto maneggi e auto con tanto di autista, alla divorzianda che senza nostalgie è disposta ad abbandonare la ricca casa del suo partner. Nella compagnia c’è anche il professorino tutto inibizioni e complessi. In realtà è proprio quest’ultimo ad aver mantenuto, pur fra tante contraddizioni, una propria coerenza.

 

VOTO 7

 

 

Carlo Verdone al meglio, sempre con gli argomenti malinconici e i tic della sua generazione, ma molto divertente e forse nella maniera più incisiva del solito. Un film che, ovviamente, fa sorridere più i boomer che la gioventù di oggi che non può capire l’atmosfera e l’aria che tirava in quegli anni. E poi, che bel cast!

 

 

È uno di quei film che ti accolgono con il sorriso e ti salutano con un nodo alla gola, infatti. Carlo Verdone costruisce una storia che sembra leggera, quasi una festa tra vecchi amici, ma sotto la superficie scorre una malinconia che arriva dritta allo spettatore. Il ritrovo dopo quindici anni diventa un piccolo teatro umano: ognuno porta con sé una maschera, un successo esagerato, un fallimento nascosto, un amore mai risolto. La forza del film sta proprio nel modo in cui questi personaggi, così diversi e così imperfetti, si muovono nella stessa stanza cercando di sembrare migliori di ciò che sono.

 

 

Verdone osserva tutto con ironia, ma non giudica. Si limita a mostrare quanto sia fragile l’immagine che costruiamo di noi stessi. Nancy Brilli porta una luminosità che spezza la tensione, mentre Alessandro Benvenuti incarna perfettamente quel tipo di adulto che non ha mai smesso di sentirsi fuori posto. La festa, che dovrebbe essere un momento di nostalgia felice, si trasforma lentamente in un confronto con il tempo: chi siamo diventati? cosa abbiamo perso? cosa non abbiamo mai avuto il coraggio di dire? Il film scorre con ritmo naturale, senza forzature, e proprio per questo riesce a essere credibile e vicino alla vita reale.

 

 

Non è una commedia “da risate”, ma una commedia che fa pensare, che ti lascia addosso la sensazione di aver guardato dentro le persone. Alla fine, è un ritratto affettuoso e un po’ amaro dell’età adulta, di quelle serate in cui il passato torna a bussare e ci costringe a guardarci allo specchio. 

Un film che resta, perché parla di tutti noi. Almeno di chi ci si ritrova.

 

 

Riconoscimenti

David di Donatello 1989

Migliore attrice non protagonista a Athina Cenci

Candidatura alla migliore sceneggiatura

Candidatura al migliore attore protagonista a Carlo Verdone

Ciak d’oro 1989

Migliore sonoro in presa diretta

Candidatura migliore attore non protagonista a Angelo Bernabucci

Candidatura migliore sceneggiatura

 


 
 
 

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