Cuori in Atlantide (2001)
- michemar

- 8 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Cuori in Atlantide
Hearts in Atlantis
USA 2001 dramma 1h41’
Regia: Scott Hicks
Soggetto: Stephen King (racconto)
Sceneggiatura: William Goldman
Fotografia: Piotr Sobociński
Montaggio: Pip Karmel
Musiche: Mychael Danna
Scenografia: Barbara Ling
Costumi: Julie Weiss
Anthony Hopkins: Ted Brautigan
Anton Yelchin: Bobby Garfield
Hope Davis: Liz Garfield
Mika Boorem: Carol Gerber
David Morse: Bobby Garfield adulto
Alan Tudyk: Monte Man
Celia Weston: Alana Files
TRAMA: Un misterioso uomo, che possiede una strana abilità, entra nella vita di una vedova e di suo figlio.
VOTO 6

Tratto dal racconto “Uomini bassi in soprabito giallo” di Stephen King, incluso nell’omonima raccolta di racconti, il film ripercorre le atmosfere e il tema che avevano decretato il successo di Stand By Me - Ricordo di un’estate, di cui mantiene la stessa atmosfera.
Ambientato negli anni ‘60, il film segue Bobby Garfield (Anton Yelchin), un ragazzino che vive con la madre vedova Liz. La sua estate prende una piega inattesa quando al piano di sopra arriva Ted Brautigan (Anthony Hopkins), un uomo misterioso che porta con sé un dono inquieto e straordinario. Ted diventa una figura paterna per Bobby e gli chiede aiuto: deve avvertirlo se compaiono strani “uomini bassi in cappotti gialli”, che lo stanno cercando. Bobby vive anche un’amicizia profonda con Carol (Mika Boorem), una coetanea gentile e coraggiosa. Quando Carol viene picchiata da alcuni bulli, Ted la aiuta, ma Liz (Hope Davis) fraintende la situazione e lo caccia. Intanto gli uomini in giallo si avvicinano sempre di più. Bobby tenta di proteggere Ted, ma alla fine l’uomo viene catturato.
Molti anni dopo, Bobby adulto torna nella sua città natale per un funerale e ritrova Carol, sopravvissuta ma segnata dalla vita. Riceve anche un ultimo messaggio da Ted, che, come un padre putativo, gli ricorda il valore dell’infanzia e del coraggio, il segreto per affrontare senza paura la vita adulta.
Si tratta quindi di un racconto nostalgico che riguarda il passaggio nell’età matura, che avviene durante un’estate dove l’aria è carica di sensazioni tumultuose e di misteri. Il rapporto tra l’anziano sensitivo e il suo giovane amico, al quale per un attimo regala la possibilità di provare il suo dono, è descritto aderendo fedelmente all’atmosfera creata dallo scrittore, che ogni tanto, sappiamo, ama allontanarsi un po’ dai consueti sentieri dell’horror.
Peccato per la timida regia di Scott Hicks che non azzarda più di tanto, nonostante la magica presenza dell’ineguagliabile Anthony Hopkins.






















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