Extreme Measures - Soluzioni estreme (1996)
- michemar

- 16 mag
- Tempo di lettura: 2 min

Extreme Measures - Soluzioni estreme
Extreme Measures
UK USA Canada 1996 thriller 1h58’
Regia: Michael Apted
Soggetto: Michael Palmer (romanzo)
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Fotografia: John Bailey
Montaggio: Rick Shaine
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Doug Kraner
Costumi: Susan Lyall
Hugh Grant: dr. Guy Luthan
Gene Hackman: dr. Lawrence Myrick
Sarah Jessica Parker: Jodie Trammel
David Morse: agente Frank Hare
Bill Nunn: det. Bob Burke
John Toles-Bey: Bobby
Paul Guilfoyle: dr. Jeffrey Manko
Debra Monk: dr. Judith Gruszynski
J.K. Simmons: dr. Mingus
Diana Zimmer: Helen
Peter Appel: det. Stone
TRAMA: La misteriosa morte di un senzatetto porta un medico a mettersi sulle tracce di un folle maniaco che compie esperimenti su cavie umane.
VOTO 6

Solo il giovane dottore Guy Luthan sembra interessarsi alla sorte di un homeless che muore nel Pronto Soccorso di un ospedale di New York. A colpire la sua attenzione è stato uno strano cinturino, simile a quelli che vengono utilizzati in ospedale. Guy scopre che dietro al morto potrebbe esserci un piano di ricerche private che prevede anche l’utilizzo di cavie umane e nel quale sarebbe coinvolto Lawrence Myrick, uno dei più apprezzati e stimati primari americani. A quel punto, Guy inizia a correre seri rischi.

La trama, più esattamente, ci parla di un Hugh Grant lontano dai suoi soliti ruoli con cui ha avuto sempre a che fare e che gli hanno riservato successo. Questa volta è addirittura un giovane e promettente medico in procinto di sfruttare una prestigiosa borsa di studio in neurologia presso la New York University, il dottor Guy Luthan, quando un uomo nudo e apparentemente senza fissa dimora in estrema difficoltà viene portato al pronto soccorso mostrando un complesso di sintomi bizzarri e apparentemente illogici. Prima che Guy possa capire cosa c’è che non va nell’uomo, questi muore.

Guy cerca di seguire il caso, chiedendo di vedere l’autopsia, ma il corpo scompare. Le cose iniziano a sembrare piuttosto sospette. Quello che sappiamo, ma che il dottorino apprende solo più tardi, è che il senzatetto era fuggito con un altro da un istituto medico dove erano stati sottoposti a esperimenti contro la loro volontà.

Il regista Michael Apted si muove tra la carriera del protagonista e i movimenti di un agente dell’FBI rinnegato (David Morse) e di un agente di polizia di New York City (Bill Nunn) che vogliono trovare l’altro senzatetto e porre fine alla scomoda curiosità di Guy. Lentamente, lo script di Tony Gilroy – che sfrutta con la sua abilità di esperto sceneggiatore di thriller il libro preso a soggetto del film – rivela che queste persone stanno cospirando per sostenere un progetto di ricerca segreto gestito dal famoso neurologo Lawrence Myrick (Gene Hackman) per aiutare le vittime di lesioni del midollo spinale a ritrovare la loro mobilità. Quest’ultimo afferma che gli mancano solo… pochi homeless per terminare gli esperimenti e aiutare le persone in sedia a rotelle a camminare di nuovo. Agghiacciante, direi!

In effetti, il film invita al dibattito su quanto sia efficace la professione medica di certi dottori, che dà credibilità al punto di vista offrendo un argomento del tipo “il fine giustifica i mezzi”.





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