I Tenenbaum (2001)
- michemar

- 16 giu
- Tempo di lettura: 3 min

I Tenenbaum
The Royal Tenenbaums
USA 2001 commedia 1h50’
Regia: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Owen Wilson
Fotografia: Robert D. Yeoman
Montaggio: Dylan Tichenor
Musiche: Mark Mothersbaugh
Scenografia: David Wasco
Costumi: Karen Patch
Gene Hackman: Royal Tenenbaum
Anjelica Huston: Etheline Tenenbaum
Gwyneth Paltrow: Margot Tenenbaum
Ben Stiller: Chas Tenenbaum
Luke Wilson: Richie Tenenbaum
Owen Wilson: Eli Cash
Danny Glover: Henry Sherman
Bill Murray: Raleigh St. Clair
Seymour Cassel: Dusty
Kumar Pallana: Pagoda
Grant Rosenmeyer: Ari Tenenbaum
Jonah Meyerson: Uzi Tenenbaum
TRAMA: Royal e Etheline Tenenbaum, newyorkesi dell’upper class, hanno avuto tre figli. Tre bambini prodigio: Chas, piccolo genio della finanza inventore di topi dalmata; Richie, giovane campione di tennis; e Margot, figlia adottiva drammaturga iperdepressa. Dopo anni di separazione i tre fratelli adulti si ritrovano a fare un tuffo nel passato della grande e colorata casa d’infanzia di Archer Avenue tra vecchi giochi in scatola e vinili impolverati. Royal li riunisce e va incontro a una serie di guai.
VOTO 7

Sicuramente una famiglia così non l’abbiamo mai vista, neanche nella fantasia più bizzarra. Solo Wes Anderson poteva immaginarla, come l’ennesima raccolta di figurine che solo lui può concepire e collezionare. Una famiglia scombinata in cui i genitori sono già divisi da tempo e i tre figli, precoci, a loro modo geniali e imprevedibili, sono un bel campionario: Richie, campione di tennis; Chas, genio della finanza; Margot (in realtà adottata), scrittrice che, come è stato scritto a suo tempo, “indossa la pelliccia come un accappatoio”. Anderson descrive i rapporti tra queste persone e ciò che succede nella trama con quello stile che (qui siamo ancora al suo terzo lungometraggio) lo distinguerà per tutta la vita e cioè raccontare i sentimenti umani senza mai prendersi sul serio, facendo credere allo spettatore che siamo in un melodramma ed invece è una commedia spesso nera, per lo meno divertente. Intelligentemente divertente.

New York, anni Settanta: la famiglia Tenenbaum è composta da Royal (Gene Hackman), avvocato brillante ma irresponsabile, da sua moglie Etheline (Anjelica Huston), archeologa, e dai loro tre figli prodigio. Chas (Ben Stiller) è un genio della finanza, Margot (Gwyneth Paltrow) una drammaturga adottata con talento precoce, Richie (Luke Wilson) un campione di tennis amato dal pubblico. Attorno a loro gravitano Pagoda (Kumar Pallana), il cameriere di fiducia, ed Eli Cash (Owen Wilson), vicino di casa e migliore amico di Richie. Il matrimonio tra Royal ed Etheline si sgretola a causa dei tradimenti di lui, e la famiglia si disperde. Ventidue anni dopo, i tre fratelli sono adulti ma in crisi: Richie ha abbandonato il tennis e vaga in mare aperto, Chas vive ossessionato dalla sicurezza dopo la morte della moglie, Margot nasconde segreti al marito Raleigh St. Clair.

Quando Henry Sherman (Danny Glover), contabile di Etheline, le chiede di sposarlo, Royal teme di essere tagliato fuori e finge di avere un cancro per tornare in famiglia. I figli, pur diffidenti, rientrano nella casa d’infanzia, e Royal tenta di riconquistare affetto e ruolo, soprattutto con i nipoti Ari e Uzi. La convivenza forzata fa emergere tensioni, vecchie ferite e verità taciute: l’amore segreto di Richie per Margot, la dipendenza di Eli, la fragilità emotiva di Chas. Quando l’inganno di Royal viene scoperto, la famiglia esplode, ma una serie di eventi drammatici e rivelatori costringe tutti a confrontarsi con ciò che sono diventati. Tra cadute, confessioni e riconciliazioni difficili, i Tenenbaum trovano un nuovo equilibrio, mentre Royal tenta un’ultima, sincera redenzione.
Gli attori si danno da fare moltissimo e sono convinto che si siano divertiti molto, ma Gene Hackman è a dir poco strepitoso.
Insomma, siamo sempre lì, come dai primi film dell’estroso regista, con personaggi a iosa, situazioni sempre imprevedibili, dialoghi spiazzanti, famiglie improbabili e poco tradizionali, scrivendo stavolta il film con uno dei suoi attori più fedeli, Owen Wilson, che ovviamente è nel numeroso cast anche come cosceneggiatore.
Credo che le opere di questo regista non siano sempre facili da spiegare, son più facili da guardare e godere, specialmente per i suoi innumerevoli fans.
E poi, che ci volete fare... i Tenenbaum sono fatti così!
Riconoscimenti
Oscar 2002
Candidatura miglior sceneggiatura originale
Golden Globe 2002
Miglior attore in un film commedia o musicale a Gene Hackman
BAFTA 2002
Candidatura migliore sceneggiatura originale






















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