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I tre moschettieri - D’Artagnan (2023)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 16 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

I tre moschettieri - D’Artagnan

Les trois mousquetaires: D’Artagnan

Francia Germania Spagna Belgio 2023 avventura 2h1’

 

Regia: Martin Bourboulon

Soggetto: Alexandre Dumas

Sceneggiatura: Matthieu Delaporte, Alexandre de La Patellière

Fotografia: Nicolas Bolduc

Montaggio: Célia Lafitedupont

Musiche: Guillaume Roussel

Scenografia: Stéphane Taillasson

Costumi: Thierry Delettre

 

François Civil: Charles D’Artagnan

Vincent Cassel: Athos

Romain Duris: Aramis

Pio Marmaï: Porthos

Eva Green: Milady de Winter

Louis Garrel: Luigi XIII

Alexis Michalik: Villeneuve de Radis (Rochefort)

Eric Ruf: Cardinale Richelieu

Vicky Krieps: Regina Anna d’Austria

Lyna Khoudri: Constance Bonacieux

Jacob Fortune-Lloyd: Duca di Buckingham

Marc Barbé: Capitano de Treville

Ivan Franek: Ardanza

Ralph Amoussou: Hannibal

François Girard: Jussac

Patrick Mille: Conte di Chalais

Julien Frison: Gastone d’Orléans

Dominique Valadié: Maria de’ Medici

Gabriel Almaer: Benjamin de la Fere

Raynaldo Houy Delattre: Rochefort

 

TRAMA: D’Artagnan, giovane e vivace guascone, viene dato per morto dopo aver cercato di salvare una ragazza da un rapimento. Quando arriva a Parigi, cerca in tutti i modi di scovare gli aggressori ma non sa che la ricerca lo condurrà nel cuore di una vera guerra che mette in gioco il futuro della Francia. Alleandosi con Athos, Porthos e Aramis, tre moschettieri del re, D’Artagnan affronterà le macchinazioni del cardinale Richielieu.

 

VOTO 6

 

 

Uno direbbe: ancora? Ancora un film sulla squadra dei mitici spadaccini?

Infatti, dopo tanti adattamenti cinematografici del celebre romanzo di Alexandre Dumas, sin dalla prima versione muta del 1921 (ci stiamo avvicinando ad una cinquantina di film!), dovremo ammettere che il capolavoro letterario dovrebbe essere lasciato in pace. E che forse sia meglio consigliarne solo la lettura, affascinante, divertente, sempre moderna sotto molti aspetti. E purtroppo non è la nuova versione di Martin Bourboulon, nonostante un cast a 5 stelle, che può cambiare qualcosa a questa constatazione.

 

 

E allora in cosa consiste questa ennesima versione? Semplice: un intrattenimento con molte sequenze che vanno dalla spettacolarità a tante altre di puro intrattenimento, purtroppo anche innocuo. E naturalmente molta fantasia, discostandosi qui e là dalle pagine del libro cercando di renderlo più moderno e al passo con il cinema di oggi. La produzione ha investito molto nella scenografia e nei costumi, cercando di ricreare fedelmente l’atmosfera del XVII secolo, nel contempo la fotografia e gli effetti visivi sono sicuramente apprezzabili per la qualità. Azione e duelli, realizzati all’insegna dello spettacolo, appartengono decisamente al cinema d’oggi.

 

 

D’Artagnan (François Civil), giovane e impetuoso guascone in viaggio verso Parigi per diventare moschettiere, viene quasi ucciso mentre tenta di impedire il rapimento di una giovane donna. Arrivato nella capitale, cerca i suoi aggressori e, nel farlo, provoca involontariamente tre uomini diversi: Athos (Vincent Cassel), Porthos (Pio Marmaï) e Aramis (Romain Duris), che lo sfidano a duello. L’arrivo delle guardie del cardinale Richelieu (Eric Ruf) interrompe gli scontri e trasforma i quattro in alleati. D’Artagnan si innamora di Constance Bonacieux (Lyna Khoudri), confidente della regina Anna d’Austria (Vicky Krieps), la quale intrattiene segretamente un rapporto affettuoso con il duca di Buckingham (Jacob Fortune-Lloyd). Richelieu complotta per smascherare la regina e destabilizzare il regno, già segnato da tensioni religiose e politiche.

 

 

Athos viene accusato ingiustamente dell’omicidio di una giovane donna: D’Artagnan capisce che si tratta della stessa che aveva tentato di salvare. Indagando, incontra Milady de Winter (Eva Green), agente del cardinale, che tenta di ucciderlo. Intanto la regina ha donato a Buckingham dei diamanti che il re pretende di vedere al matrimonio del fratello: Constance manda D’Artagnan in Inghilterra per recuperarli. Milady li ruba, ma D’Artagnan riesce a riprenderli. Athos viene liberato dal fratello Benjamin, alleato dei ribelli protestanti. Durante il matrimonio reale, una cospirazione tenta di assassinare il re, ma i moschettieri sventano il complotto. D’Artagnan viene nominato luogotenente dei moschettieri. Poco dopo, mentre cerca di salvare Constance da un rapimento, viene aggredito e perde i sensi. Nella scena dopo i titoli, Milady, sopravvissuta, riferisce a Richelieu i problemi causati dai moschettieri

 

 

Ovvio che il richiamo venga pochissimo dalla regia ma piuttosto dal cast che annovera attrici e attori tra i più noti in Francia (e non solo, vista la presenza anche di Vicky Krieps). Loro son bravi e si vede anche che si divertono e oltre ai quattro campioni emerge il personaggio della Milady, a cui verrà intitolato il sequel. Mentre a Louis Garrel spetta il ruolo di Luigi XIII. La sceneggiatura è opera di un duo che è sempre garanzia di brillantezza: Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière, i mitici autori di Cena tra amici, Il meglio deve ancora venire, l’ultima versione di Il conte di Montecristo.

 

 

Buon divertimento, soprattutto a chi ama questa rappresentazione, sperando che nonostante l’impronta più da fiction che da film non guasti la visione, che comunque è apprezzabile nel lato tecnico, specialmente per costumi e scenografia.

 

 

Riconoscimenti

César 2024

Migliore scenografia

Candidatura per la migliore musica

Candidatura per il miglior sonoro

Candidatura per la migliore fotografia

Candidatura per i migliori costumi

Candidatura per i migliori effetti visivi

 


 
 
 

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