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Il delinquente del rock and roll (1957)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 8 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Il delinquente del rock and roll

(Jailhouse Rock) USA 1957 musicale 1h36ì

 

Regia: Richard Thorpe

Sceneggiatura: Guy Trosper

Fotografia: Robert J. Bronner

Montaggio: Ralph E. Winters

Musiche: Jeff Alexander

Scenografia: Randall Duell, William A. Horning

 

Elvis Presley: Vince Everett

Judy Tyler: Peggy Van Alden

Mickey Shaughnessy: Hunk Houghton

Vaughn Taylor: Shores

Jennifer Holden: Sherry Wilson

Dean Jones: Teddy Talbot

Anne Neyland: Laury Jackson

Peter Adams: Geneva Records

Mike Stoller: pianista

 

TRAMA: Dopo aver scontato una pena per omicidio colposo, il giovane Vince Everett diventa una rock star adolescente.

 

VOTO 6,5



Vince Everett (Elvis Presley), giovane impulsivo, uccide accidentalmente un uomo durante una rissa e finisce in carcere. Lì conosce Hank Houghton (Mickey Shaughnessy), un cantante country in declino che riconosce il suo talento e gli insegna a cantare e suonare la chitarra. Durante uno show televisivo organizzato nel carcere, Vince conquista il pubblico con uno stile nuovo, mentre Hank viene ignorato e, per invidia, gli censura la posta delle fan. Uscito di prigione, Vince tenta di entrare nel mondo della musica, ma viene sfruttato da persone senza scrupoli. Incontra però Peggy Van Alden (Judy Tyler), giovane talent scout che crede in lui, lo aiuta a emergere e si innamora di lui. Hank, una volta libero, si unisce a loro e contribuisce alla sua ascesa. Il successo arriva rapidamente, ma Vince si lascia accecare dalla fama e diventa ingrato verso chi lo ha sostenuto. Durante un litigio, Hank lo colpisce alla gola, danneggiandogli temporaneamente le corde vocali. In ospedale Vince comprende i propri errori e tenta di ricucire i rapporti con chi lo aveva aiutato a diventare una star.



Piccolo cult del primo rock cinematografico, mette in scena l’ansia adulta di fronte a una gioventù che scopre nuovi ritmi, nuovi linguaggi e un’energia sociale difficile da contenere. La trama è semplice, quasi archetipica: un ragazzo ribelle, la musica come detonatore identitario, l’ordine costituito che osserva con sospetto. Ma è proprio in questa semplicità che il film trova la sua forza.



Il racconto procede con un misto di ingenuità e vitalità, fotografando un momento storico in cui il rock non è ancora mito, ma promessa. Le performance musicali, oggi inevitabilmente datate, conservano un fascino da documentario, mentre il protagonista incarna quel tipo di “ribellione controllata” che il cinema dell’epoca poteva permettersi.



Non è un film rivoluzionario, ma è un tassello prezioso per capire come il rock abbia iniziato a contaminare l’immaginario popolare, trasformando il “delinquente” Elvis Presley (alla sua terza esperienza cinematografica in qualità di attore) in un’icona culturale più che in una minaccia.



[da Wikipedia: Il brano Jailhouse Rock, cantando e danzando insieme agli altri galeotti, all’interno di un set televisivo che richiama visivamente la struttura di un carcere. Tale sequenza, caratterizzata da una coreografia di notevole effetto, viene considerata dai critici del settore e dai fan del cantante la miglior scena musicale fra tutte quelle da lui interpretate, ed è anche considerata da alcuni critici musicali il primo prototipo dei video musicali odierni. La stessa sequenza è stata anche riprodotta e omaggiata dalla cantante Britney Spears, durante la sua esibizione agli MTV Video Music Awards, che si è svolta nel 2007.]

 


 
 
 

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