Il processo di Norimberga (2000)
- michemar

- 14 giu
- Tempo di lettura: 2 min

Il processo di Norimberga
Nuremberg
Canada USA 2000 storico 1h30’
Regia: Yves Simoneau
Soggetto: Joseph E. Persico (Nuremberg: Infamy on Trial)
Sceneggiatura: David W. Rintels
Fotografia: Alain Dostie
Montaggio: Yves Langlois
Musiche: Richard Grégoire
Scenografia: Guy Lalande
Costumi: Mario Davignon
Alec Baldwin: Robert Houghwout Jackson
Brian Cox: Hermann Göring
Christopher Plummer: Sir David Maxwell Fyfe
Jill Hennessy: Elsie Douglas
Michael Ironside: col. Burton C. Andrus
Matt Craven: capitano Gustav Gilbert
Len Cariou: Francis Biddle
Herbert Knaup: Albert Speer
Charlotte Gainsbourg: Marie Claude Vaillant-Couturier
Colm Feore: Rudolf Höss
Robert Joy: Anton Pachelogg
Christopher Heyerdahl: Ernst Kaltenbrunner
Max von Sydow: Samuel Rosenman
TRAMA: 1945. Dopo la Seconda guerra mondiale, gli Alleati decidono di concedere un giusto processo a 21 gerarchi nazisti, come esempio di giustizia, e allo stesso tempo intolleranza, nei confronti delle atrocità perpetrate durante il conflitto.
VOTO 6,5

Nel dopoguerra, i principali esponenti del regime nazista vengono portati a processo per crimini contro l'umanità in una corte internazionale a Norimberga. Mentre i procuratori cercano giustizia per le atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, i difensori cercano di smontare le accuse e di salvare la vita degli imputati.

Alla fine della Seconda guerra mondiale, Hermann Göring (Brian Cox) si arrende agli americani e viene trasferito con altri gerarchi nazisti nel carcere di Bad Mondorf. Su ordine del presidente Truman, il giudice della Corte Suprema Robert H. Jackson (Alec Baldwin) viene incaricato di organizzare un processo internazionale per i crimini del regime. Jackson, affiancato dall’assistente Elsie Douglas (Jill Hennessy), vola in Germania per coordinare l’accusa con britannici, sovietici e francesi, scegliendo Norimberga come sede del tribunale. Intanto lo psicologo Gustav Gilbert (Matt Craven) inizia a seguire i prigionieri, osservando le loro dinamiche e i primi segni di cedimento.

Il processo si apre con tutti gli imputati che si dichiarano non colpevoli, mentre Jackson pronuncia un discorso d’apertura destinato a segnare la storia. Le prove dei campi di concentramento sconvolgono la corte e incrinano persino la sicurezza di Göring. Nella seconda parte, Göring tenta di trasformare il banco dei testimoni in un palcoscenico politico, ma Jackson riesce a ribattere con documenti e testimonianze decisive. Speer (Herbert Knaup), più ambiguo e riflessivo, accetta una responsabilità collettiva del regime. Le deposizioni di Rudolf Höss (Colm Feore) rivelano con freddezza gli orrori di Auschwitz. Concluso il dibattimento, molti imputati vengono condannati a morte, altri a lunghe pene detentive. Göring si suicida poche ore prima dell’esecuzione, mentre le impiccagioni vengono eseguite sotto la supervisione del colonnello Andrus.
Il film esplora le tensioni morali e legali di un evento storico cruciale, evidenziando il difficile percorso verso la giustizia e la verità. In realtà è una miniserie ridotta a film per la TV, che si chiude con Jackson e Douglas che lasciano una Norimberga devastata, sperando che quel processo diventi un fondamento per un futuro più giusto.









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