L’effetto farfalla (2021)
- michemar

- 24 gen
- Tempo di lettura: 3 min

L’effetto farfalla
Marco effekten
Danimarca, Germania, Rep. Ceca, 2021 poliziesco 2h5’
Regia: Martin Zandvliet
Soggetto: Jussi Adler-Olsen (romanzo)
Sceneggiatura: Anders Frithiof August, Thomas Porsager, Martin Zandvliet
Fotografia: Aske Foss
Montaggio: Per K. Kirkegaard, Per Sandholt
Musiche: Sune Martin
Scenografia: Gitte Malling
Costumi: Sussie Bjørnvad
Ulrich Thomsen: Carl Mørck
Zaki Youssef: Assad
Sofie Torp: Rose
Lubos Oláh: Marco
Anders Matthesen: Teis Snap
Henrik Noél: Marcus Jacobsen
Thomas W. Gabrielsson: Hardy
Lisa Carlehed: Mona
Caspar Phillipson: Rene Eriksen
Louise Gammelgaard: Jeanne
Mads Reuther: Gordon
Zdenek Godla: Zola
TRAMA: Un giorno, il giovanissimo Marco scopre un uomo morto. Dopo aver appreso che potrebbe avere informazioni preziose e che sia in pericolo, il commissario Mørck è determinato a trovarlo e salvarlo.
VOTO 6

Quando il quattordicenne Marco, un senzatetto zingaro, viene arrestato alla frontiera danese per avere con sé il passaporto di un funzionario pubblico scomparso, l’ispettore di polizia Carl Mørck, ormai mitico personaggio nordico del cinema e della letteratura, e gli uomini del Dipartimento Q hanno il compito di capire quale connessione vi sia tra le cose.

Il caso presenta di fatto diversi elementi sospetti, tra cui il particolare che il funzionario era stato accusato di pedofilia poco prima di scomparire e le indagini precedenti sono state condotte in maniera molto veloce e sommaria. Chiuso nel silenzio, il traumatizzato Marco si rifiuta di parlare con gli inquirenti e non passa molto tempo prima che sia costretto a fuggire da coloro che intendono ucciderlo a causa di ciò che sa.

I romanzi polizieschi nordici hanno sempre goduto di grande popolarità e gli scandinavi riescono ancora a raccontare storie di crimini emozionanti, in cui la psicologia degli autori e degli investigatori non viene trascurata e che non rifugge dalla violenza ampiamente attuata. Basti ricordare la trilogia di Millennium di Stieg Larsson che è arrivata con successo sul piccolo e sul grande schermo.

Non fanno eccezione i romanzi polizieschi danesi di Jussi Adler-Olsen sul suo investigatore Carl Mørck che sono bestseller nel nord Europa. Stavolta è il turno di Martin Zandvliet che ha preparato il quinto adattamento dello scrittore dopo i bellissimi film Carl Mørck - 87 minuti per non morire, The Absent One - Battuta di caccia, A Conspiracy of Faith e Paziente 64 - Il giallo dell’isola dimenticata (tutti recensiti sul blog) con un nuovo cast. Non più Nikolaj Lie Kaas e Fares Fares, ma il ben noto Ulrich Thomsen.

Il Carl Mørck di questa volta (appunto Ulrich Thomsen) non è stato in grado di impedire il suicidio di un uomo ed è di conseguenza psicologicamente malconcio. Tuttavia, non vuole sapere nulla del suo congedo e chiede al suo superiore Jacobsen (Henrik Noèl) di riportarlo in servizio attivo prima del previsto. La trama tratta di un funzionario del ministero che è stato accusato di aver violentato una ragazza e di possedere foto pedopornografiche, ma l’uomo è scomparso senza lasciare traccia da anni. Ora un ragazzo rom è stato prelevato su un treno al confine danese, che aveva con sé parti della carta d’identità dell’uomo scomparso. L’interesse di Mørck viene destato, ma il ragazzo si rifiuta ostinatamente di dire una parola, e Jacobsen concede ai suoi ufficiali solo due giorni per far luce sulla questione.

Come ormai siamo abituati dai romanzi polizieschi scandinavi, è difficile riassumere la trama in poche frasi. Solo nel corso delle due ore di durata si dipana una vicenda contorta ed estremamente complessa, discretamente congegnata e costruita in modo sufficiente. Di certo, però, non siamo all’altezza degli altri film.






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