L’infiltrata (2024)
- michemar

- 1 giorno fa
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L’infiltrata
La infiltrada
Spagna 2024 thriller biografico 1h58’
Regia: Arantxa Echevarría
Sceneggiatura: Arantxa Echevarría, Amèlia Mora
Fotografia: Javier G. Salmones
Montaggio: Victoria Lammers
Musiche: Fernando Velázquez
Scenografia: Edou Hydallgo
Costumi: Teresa Mora
Carolina Yuste: Mónica Marín / Arantxa Berradre
Luis Tosar: Ángel “Inumano” Salcedo
Víctor Clavijo: “Teruel”
Nausicaa Bonnín: Andrea
Íñigo Gastesi: Kepa Etxebarria
Diego Anido: Sergio Polo Cabases
Pepe Ocio: Bodhi
Jorge Rueda: Mario
Carlos Troya: Zoido
Asier Hernández: Joseba
Yune Nogueiras: Nagore
Pedro Casablanc: comandante della polizia
TRAMA: Un’agente della polizia nazionale spagnola si infiltra, appena ventenne, tra i ranghi dei separatisti baschi dell’ETA e per otto anni vive nei panni dell’estremista Arantxa Berradre.
VOTO 7,5

Di film che narrano le peripezie degli infiltrati e delle talpe in organizzazioni terroristiche o malavitose, o ancora in ambienti chiusi da parte di agenti di polizia o spie, beh sono sicuramente tantissimi, ma la quasi totalità sono frutto di finzione e narrativa letteraria. Solo per fare qualche esempio, Cruising, Donnie Brasco, The Departed. A differenza degli esempi citati, però, è tutta vera la vicenda di questo lungometraggio di Arantxa Echevarría, regista per nulla conosciuta da noi ma esperta autrice anche di serie in patria. Ed è sorprendente quello che ha saputo realizzare per la dose di tensione, ritmo e suspence che ha saputo immettere in un film che è, appunto, la storia vera di una giovane poliziotta, Mónica Marín (Carolina Yuste), quando negli anni ’90, periodo molto difficile per la società spagnola, imperversava la pericolosa organizzazione terroristica indipendentista dell’ETA, che lascò una lunga scia di attentati e di morti.

La tragica parabola di questa associazione che ricorse alla lotta armata e al terrorismo, sia al tempo del regime franchista (da rivedere Ogro di Gillo Pontecorvo) sia dopo, vede il sacrificio davvero difficoltoso della giovane donna, che aveva solo 20 anni e ne trascorse ben 8 dentro l’organizzazione come, appunto, infiltrata. E, come le spiega a priori spietatamente il suo capo e punto di riferimento, Ángel (Luis Tosar) soprannominato l’Inumano, lei, una volta iniziata la missione, non è più protetta, non è un’agente sotto copertura, non avrà garanzie in caso di insuccesso e neanche in caso di missione riuscita, nessuna promozione, nessuna ricompensa: lei, se porta a termine l’operazione, tornerà nei ranghi come nulla fosse successo e nessuno saprà della storia. Lei accetta per spirito di corpo e per passione al lavoro, attraversando ovviamente momenti di difficoltà e di ripensamenti, ma indietro non potrà mai tornare.

Mónica Marín è una giovane agente della polizia nazionale spagnola che accetta una missione tanto cruciale quanto devastante: infiltrarsi nei circoli della sinistra nazionalista basca per avvicinarsi all’ETA. Per farlo deve rinunciare alla propria identità, costruire una nuova biografia credibile e imparare a muoversi in un ambiente dove ogni parola, ogni gesto, ogni esitazione può tradirla. La sua vita diventa un esercizio di disciplina e silenzio, un continuo bilanciamento tra ciò che è e ciò che deve sembrare. L’ingresso nel gruppo militante la costringe a convivere con la tensione costante di essere scoperta, mentre la solitudine cresce e la distanza dalla sua vita precedente si fa irreversibile. In questo mondo chiuso e diffidente, deve imparare a leggere le persone, a prevedere le loro reazioni, a mimetizzarsi fino quasi a scomparire.

La missione la porta a stringere legami che non aveva previsto, relazioni che diventano parte della sua copertura ma che, inevitabilmente, la toccano più di quanto vorrebbe. Ogni passo avanti nell’organizzazione richiede un sacrificio emotivo: Mónica deve mantenere la lucidità mentre il confine tra ruolo e identità si assottiglia. Il suo unico contatto con la realtà è il superiore che la segue nell’ombra, ma anche quel filo si fa sempre più fragile. Intorno a lei cresce un clima di sospetto, di rituali e regole non scritte che deve imparare a rispettare senza sbagliare. Il film racconta la sua resistenza psicologica, la capacità di restare centrata mentre tutto la spinge verso la dissoluzione. È la storia di una donna che vive in equilibrio su una linea sottilissima, consapevole che ogni errore potrebbe cancellare tutto ciò che ha sacrificato.

Con la bravura della regista e la lodevole sceneggiatura se ne ricava un film che aumenta il tasso di suspence che cresce di minuto in minuto fino ad un finale al cardiopalma, in cui, come da schema classico, tutto pare stia precipitando, per giunta a discapito della notevole ragazza, ma l’esperienza del responsabile dell’operazione, il durissimo Ángel, e la prontezza degli uomini della sua squadra riescono a concludere l’intervento all’ultimo momento, mentre la volitiva Mónica / Arantxa tira un sospiro di sollievo uscendo dalla terribile avventura logorata ma consapevole di aver compiuto quasi un atto eroico per lo stato di diritto della società spagnola.

Il film dura quasi due ore eppure volano via, tra alti e bassi riferiti ai pericoli corsi dalla giovane agente e gli sferzanti incitamenti del suo capo. Per far sì che il film si possa considerare riuscito è necessario anche il lavoro preciso ed efficace degli interpreti. Ebbene, Carolina Yuste è formidabile e trasmette allo spettatore le ansie e i timori suoi, ma anche la determinazione con cui lavora facendo la spola tra terroristi e polizia. Davvero brava. Di fronte a lei c’è l’attore spagnolo che più di tanti altri è presente nei film più importati del cinema spagnolo di questi anni: Luis Tosar. Tosto come sempre, sa rappresentare la figura del capo che non molla mai e tiene in pugno sempre la situazione, un po’ ufficiale un po’ sponda paterna, che deve combattere anche contro i “piani alti” della polizia e della politica che cercarono di bloccare la missione. Se tutto andò bene il merito fu di queste due persone e di questi due attori.
Un film che mi ha sorpreso positivamente.

Riconoscimenti
Goya 2025
Miglior film
Migliore attrice protagonista a Carolina Yuste
Candidatura miglior attore non protagonista Luis Tosar
Candidatura miglior attrice non protagonista Nausicaa Bonnín
Candidatura miglior fotografia
Candidatura miglior montaggio
Candidatura miglior colonna sonora
Candidatura miglior sonoro
Candidatura miglior regia
Candidatura miglior trucco e acconciature
Candidatura miglior sceneggiatura
Candidatura miglior effetti speciali
Candidatura miglior produzione






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