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L’intervallo (2012)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 19 ago 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

L’intervallo

Italia/Svizzera/Germania 2012, drammatico, 1h30’


Regia: Leonardo Di Costanzo

Sceneggiatura: Mariangela Barbanente, Maurizio Braucci, Leonardo di Costanzo

Fotografia: Luca Bigazzi

Montaggio: Carlotta Cristiani

Musiche: Marco Cappelli

Scenografia: Luca Servino

Costumi: Kay Nigg-Devanthey


Salvatore Ruocco: Mimmo

Francesca Riso: Veronica

Alessio Gallo: Salvatore

Carmine Paternoster: Bernardino

Antonio Buíl: padre di Salvatore

Jean-Yves Morard: lo slavo


TRAMA: Per colpa di uno sgarro al boss camorrista del suo quartiere, la sedicenne Veronica viene presa in ostaggio e trattenuta all'interno di un ospedale abbandonato all'estrema periferia di Napoli, in attesa di essere punita. A sorvegliarla, seppur controvoglia, c'è Salvatore, un coetaneo timido e goffo con cui nelle ore di attesa Veronica instaura un rapporto di complicità e affetto, grazie al grado di fiducia raggiunto tramite lunghe chiacchierate in cui entrambi confidano i loro sogni e le loro paure.


Voto 7


“Napule è mille culure”, è mille sfaccettature, mille storie solo apparentemente uguali. Napoli è una città che affascina, piena di storia e di storie, ma questo lo sa tutto il mondo e dal cinema viene dipinta in “mille” maniere. Solo una persona che la conosce a fondo può farne un ritratto preciso, o anche fantasioso, se vuole. Leonardo Di Costanzo, ischitano di nascita, è uno di questi e dopo qualche documentario molto apprezzato si cimenta dietro la camera da presa con una storia esemplare e forse atipica.


Scavando tra le vicissitudini quotidiane della periferia della città, fatta anche di scorribande di piccoli, medi e grossi clan malavitosi, ci illustra una giornata davvero anomala di due giovani adolescenti che mai avrebbero immaginato di incontrarsi e scambiarsi le proprie esperienze e così di conoscersi. Ma solo per il tempo di una giornata. Una piccola storia affogata nelle viscere periferiche di una Napoli sconosciuta, un ospedale abbandonato e contemporaneamente pieno di vicende dimenticate e cancellate dal tempo, tra muri scrostati, relitti di letti, foto ingiallite. Una storia minuscola ma piena di umanità, dove Salvatore, giovane adolescente che lavora duramente con il padre vendendo limonate per strada, viene costretto da un boss locale a fare da carceriere a Veronica, una ragazzina punita per un amore vietato, irrispettoso.


È una giornata così strana e diversa che per loro due rappresenta un vero “intervallo” nella vita di tutti i giorni, ma è anche l’occasione inaspettata per raccontarsi e aprirsi, mostrando altresì una sorprendente precoce maturità. Quante volte gli adolescenti ci hanno sorpreso con le loro consapevoli riflessioni? Tante!


Purtroppo, quell’intervallo però avrà la durata solo di quelle poche ore, perché dopo tutto tornerà ai ritmi accantonati, al solito tran-tran. E anche noi forse dimenticheremo il loro incontro forzato e le emozioni che ci hanno suscitato. Il ritmo è lento, la giornata è lunga, l’ospedale è grande, il futuro è grigio. E Napoli è lì fuori, piena di colori e sfumature, come solo Luca Bigazzi sa fotografare.



 
 
 

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