L’isola dell’ingiustizia - Alcatraz (1995)


L’isola dell’ingiustizia - Alcatraz
Murder in the First
USA Francia 1995 dramma 2h2’
Regia: Marc Rocco
Sceneggiatura: Dan Gordan
Fotografia: Fred Murphy
Montaggio: Russel Livingstone
Musiche: Christopher Young
Scenografia: Kirk M. Petruccelli
Costumi: Sylvia Vega Vasquez
Kevin Bacon: Henri Young
Christian Slater: avvocato James Stamphill
Gary Oldman: condirettore Milton Glenn
Embeth Davidtz: Mary McCasslin
William H. Macy: avvocato William McNeil
Stephen Tobolowsky: Mr. Henkin
Brad Dourif: Byron Stamphill
Charles Boswell: Derek Simpson
R. Lee Ermey: giudice Clawson
Mia Kirshner: Rosetta Young Dial
Stefan Gierasch: direttore James Humson
Ben Slack: Jerry Hoolihan
Kyra Sedgwick: Blanche
TRAMA: Ripreso dopo un tentativo di evasione da Alcatraz, Henry Young, che era finito in carcere per un reato di poco conto, passa anni nelle spaventose segrete della famosa prigione e poi uccide l’uomo che lo aveva tradito. Ora rischia la sedia elettrica, ma il suo giovane legale d’ufficio trasforma il processo in un’accusa della disumanità di Alcatraz, del sadismo del direttore, delle colpe delle autorità.
VOTO 6,5

Alcatraz. Un nome, un mito. Un suono di pronuncia che mette timore, che fa venire in mente storie durissime e di carceri al limite dell’umano, di uomini che non hanno nulla da perdere. Quanti film ha ispirato la prigione dell’isola? Fughe impossibili, punizioni in isolamento, agenti penitenziari che picchiano prima di parlare. Se a questi scenari aggiungiamo uomini sadici e una direzione che ha come compito quello di piegare la personalità dei carcerati allora si precipita nel terrore. È il luogo ideale per i drammi carcerari del cinema.

Per dare maggiore incisività al dramma carcerario e alla denuncia sociale, il film è solo ispirato ad un vero caso accaduto intorno agli anni ‘40, quello del detenuto Henri Young e siccome il regista lo utilizza ai fini di spettacolo, il film diventa un’opera più di intrattenimento che di denuncia ma l’argomento resta sempre molto serio. Per cui anche i tre personaggi principali (il carcerato interpretato da Kevin Bacon, l’avvocato di Christian Slater e il feroce direttore della prigione di Gary Oldman) possono risultare un po’ artefatti alla necessità narrativa.

Henri Young (Kevin Bacon), un diciassettenne orfano e senza mezzi, tenta di rubare pochi dollari in un negozio per sopravvivere insieme alla sorellina. Il furto, commesso in un locale che ospita anche un ufficio postale, viene classificato come reato federale: Henri viene arrestato e spedito nel penitenziario di Leavenworth, per poi essere trasferito ad Alcatraz. Nella prigione sull’isola subisce l’autorità brutale del vicedirettore Milton Glenn (Gary Oldman), che lo sottopone a punizioni sempre più dure. Henri partecipa a un tentativo di fuga con altri detenuti, ma il piano fallisce e le conseguenze per lui sono devastanti: viene rinchiuso in isolamento totale, dove la sua salute mentale si deteriora rapidamente.

Quando finalmente torna tra la popolazione carceraria, è un uomo profondamente segnato. Un episodio improvviso e violento lo porta davanti alla giustizia, accusato di omicidio di primo grado. Il caso viene affidato a James Stamphill (Christian Slater), giovane avvocato idealista appena uscito da Harvard. Scavando nel passato di Henri e nelle condizioni disumane di Alcatraz, Stamphill capisce che il processo non riguarda solo il suo assistito, ma l’intero sistema penitenziario dell’isola. La vicenda giudiziaria si trasforma così in una battaglia morale e politica, in cui il destino di Henri diventa il simbolo di un’istituzione che potrebbe essere messa in discussione per la prima volta.
Tutti e tre gli attori menzionati sono artefici della riuscita del film e del coinvolgimento che provoca nello spettatore: Kevin Bacon fa impressione per come si trasforma in una persona che sta perdendo umanità, quasi un animale; l’avvocato di Christian Slater cerca in ogni modo di allievare le pene del prigioniero e si fa in quattro per aiutarlo. Il peggiore di tutti è il direttore Gary Oldman che, se la mattina saluta affettuosamente moglie e figli, si trasforma in un crudele aguzzino che ha una sua personale teoria di “rieducazione”. Chiaro che questo attore va a nozze con tali personaggi (chi può dimenticare il poliziotto di Leon?).
È dopo il lungo processo, l’angosciante decisione della giuria e le rivelazioni sulla crudeltà ad Alcatraz che ci si rende conto della terribile verità.






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