Ladykillers (2004)
- michemar

- 1 apr
- Tempo di lettura: 4 min

Ladykillers
The Ladykillers
USA 2004 commedia/thriller 1h44’
Regia: Joel e Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Roderick Jaynes (Joel e Ethan Coen)
Musiche: Carter Burwell
Scenografia: Dennis Gassner
Costumi: Mary Zophres
Tom Hanks: professor G.H. Dorr
Irma P. Hall: Marva Munson
Marlon Wayans: Gawain MacSam
J.K. Simmons: Garth Pancake
Tzi Ma: generale
Ryan Hurst: Lump Hudson
Diane Delano: ragazza di Pancake
George Wallace: sceriffo Wyner
John McConnell: vice sceriffo
Jason Weaver: Weemack Funthes
Stephen Root: Fernand Gudge
Baadja-Lyne Odums: Rosalie Funthes
Walter K. Jordan: Elron
George Anthony Bell: predicatore
Greg Grunberg: regista
Blake Clark: allenatore di football
Robert Baker: giocatore
TRAMA: Il professor G.H. Dorr mette insieme un manipolo di delinquenti per rapinare un casinò. Per arrivare al caveau, i malviventi affittano la cantina della vecchia signora Munson spacciandosi per musicisti bisognosi di un posto per provare. La donna scopre però il loro piano: l’unica soluzione è ucciderla, ma l’impresa si rivela più difficile del previsto.
VOTO 6,5

Se è una commedia nera veste i panni dei fratelli Joel e Ethan Coen, che, contrariamente al solito, si cimentano in un remake che aveva riscosso successo e giudizi positivi della critica: in Italia lo conosciamo col titolo La signora omicidi, del 1955, diretto da Alexander Mackendrick e interpretato da una coppia nobilissima come Alec Guinness e Peter Sellers ma anche magistralmente da Katie Johnson. Rifare un tale film era una scommessa difficile da vincere ma sappiamo quale coraggio incosciente ha animato il duo che nel frattempo stava rinnovando la commedia americana. Scommessa in parte persa perché il miracolo non si è ripetuto ma non per questo il film è da condannare definitivamente. Diciamo giudizio sufficiente, e con mezzo voto in più perché, in fondo, ci si diverte ugualmente, soprattutto per la simpatia e la bravura del cast. Tom Hanks su tutti per come si è espresso al meglio in una commedia.
Allontanandosi non molto dal film originale, la trama racconta, in una cittadina del Mississippi, della tranquilla routine quotidiana di Mrs. Marva Munson (Irma P. Hall), un’anziana vedova profondamente religiosa, che viene interrotta dall’arrivo di un eccentrico e affabile professore, Goldthwaite Higginson Dorr (Tom Hanks). L’uomo affitta una stanza nella sua casa dichiarando di voler utilizzare il seminterrato per le prove di un ensemble di musica classica. Con modi forbiti e un’aria da gentiluomo d’altri tempi, conquista subito la fiducia della donna. Ben presto, però, si scopre che il professore non è affatto ciò che sembra. Il suo gruppo musicale è in realtà una banda di criminali assortiti: un ex giocatore di football dalla forza bruta, un tecnico degli effetti speciali pieno di idee bizzarre, un giovane addetto alle pulizie dal carattere impulsivo e un taciturno generale esperto in scavi. Il loro vero obiettivo è ambizioso: raggiungere il caveau di un vicino casinò attraverso un tunnel clandestino che parte proprio dal seminterrato della signora Munson.
Il piano, sulla carta ingegnoso, si rivela più complicato del previsto. Le personalità dei membri del gruppo cozzano tra loro, gli imprevisti si moltiplicano e la presenza vigile, e moralmente inflessibile, della padrona di casa rende ogni passo più rischioso. Mentre i criminali cercano di mantenere la copertura delle prove musicali, la signora osserva, commenta, prega e, senza volerlo, mette continuamente alla prova la loro fragile organizzazione. Tra equivoci, tensioni e un umorismo nero tipico dei fratelli Coen, la situazione precipita in una serie di eventi sempre più assurdi. Il gruppo dovrà affrontare non solo le difficoltà del colpo, ma anche la forza inattesa di una donna che, pur senza rendersene conto, rappresenta il loro ostacolo più grande.
Non è, nonostante la non entusiasmante riuscita, l’atmosfera coeniana che ha conquistato tutti? Non è un soggetto che rientra alla perfezione nei diabolici piani di lavoro della coppia che ha rivoltato tutti i generi cinematografici di questo universo meraviglioso? Lo spunto era buono e loro ci si sono tuffati senza esitare. Però, e questo va precisato, non siamo ai livelli dei migliori film dei fratelli. Tuttavia, il film resta superiore alla media delle produzioni hollywoodiane del periodo e la sua forza principale è il cast: gli attori sembrano divertirsi e i personaggi, volutamente caricaturali, risultano molto comici.
Tom Hanks spicca come il professor Dorr, con accento marcato e risatine irritanti, lontano dai ruoli più seri che aveva interpretato negli anni precedenti. Anche J.K. Simmons è da lodare per la sua interpretazione sopra le righe dell’esperto di esplosivi Garth Pancake. Irma P. Hall, nei panni della signora Munson, rischia a tratti di risultare irritante (volutamente), ma mantiene una certa simpatia e sarà Premio della Giuria a Cannes 2004. Gli altri membri della sgangherata gang funzionano bene, anche se Marlon Wayans è penalizzato da un personaggio troppo stereotipato. La comicità è bizzarra, con un tocco di humour nero che potrebbe non piacere a tutti, ma il cast e l’atmosfera leggera compensano. Nel complesso, come commedia nera, il film è da considerarsi riuscito abbastanza e divertente.
In conclusione direi che è un Coen minore, ma non da scartare. Ok, il film rinuncia alle ambizioni più raffinate della coppia d’autori per abbracciare una comicità volutamente grottesca, fatta di personaggi esagerati, accenti improbabili (chi lo vede in originale può capire la mia osservazione) e situazioni al limite dell’assurdo, ma è un gioco dichiarato, e funziona soprattutto grazie a un cast che visibilmente si diverte per davvero.


























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