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Le mele di Adamo (2005)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 11 feb 2019
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 11 giu 2019


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Le mele di Adamo (Adams æbler) Danimarca/Germania 2005, commedia, 1h34'


Regia: Anders Thomas Jensen Sceneggiatura: Anders Thomas Jensen Fotografia: Sebastian Blenkov Montaggio: Anders Villadsen Musiche: Jeppe Kaas Scenografia: Mia Stensgaard Costumi: Jane Whittaker


Ulrich Thomsen: Adam Pedersen Mads Mikkelsen: Ivan Nicolas Bro: Gunnar Paprika Steen: Sarah Svendsen Ali Kazim: Khalid Ole Thestrup: Dr. Kolberg Nikolaj Lie Kaas: Holger


TRAMA: Adam è un neonazista che, appena uscito di prigione, viene mandato presso una comunità di recupero in un vicariato di campagna, sotto la tutela di padre Ivan, un pastore protestante. Ivan pensa che Adam debba darsi uno scopo nei mesi che deve trascorrere "sotto sorveglianza" e Adam, per irriderlo, sceglie come obiettivo di preparare una torta con le mele dell' albero più bello del giardino. La natura, però, si accanisce sul progetto: l'albero viene prima attaccato dagli uccelli, poi dai vermi e, infine, dai fulmini. Per Ivan c'è lo zampino del diavolo, per Adam invece le forze del bene non sono poi così forti.


Voto 7


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L’albero di mele del pastore protestante Ivan non è quello biblico che causò il peccato originale, anzi. Anzi il peccatore, se così lo si vuol considerare, è (guarda caso!) Adam, un neo-nazi che deve scontare una pena comminatagli dal giudice: un periodo di servizi sociali nella chiesa di padre Ivan. Ancora una dura storia del cinema danese, problematica, complicata sul piano mentale, cervellotica, magari girata secondo il famigerato Dogma? Ma figuriamoci! Già dalla prima sequenza si intuisce che c’è qualcosa di strano.


Infatti, vedere la faccia più ingrugnita del solito del ferreo Ulrich Thomsen (Adam) che arriva nel prato della chiesa di padre Ivan che è interpretato sorprendentemente dal Mads Mikkelse più straniato che si sia mai visto, si intuisce che siamo di fronte ad una storia un tantino anomala. Ciò vuol dire che questa pellicola esce dall’usuale schema del cinema danese: dialoghi al limite del grottesco, cazzotti che partono all’improvviso dalle mani dell’incazzoso nazi, quasi sempre diretti sul viso di padre Ivan, un melo bello e rigoglioso proprio nel giardino che circonda il tempio, un esiguo gruppo di persone che vivono negli appartamenti del pastore, nessuno dei quali esente da tic e manie. E se non bastasse c’è il naso di padre Ivan, continuamente preso di mira dalle arrabbiate reazioni di Adam alla provocazioni intenzionalmente educative, che assume di scena in scena una deformazione sempre più accentuata, fino ad arrivare alla fine della trama con una faccia così alterata che vien da ridere a prescindere da quello che si dicono i personaggi.


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Perché proprio le mele nel titolo? Semplicemente perché appena arrivato sul luogo per scontare la pena, Adam sceglie come progetto del suo soggiorno, su suggerimento del religioso, quello di preparare una bella torta di mele appena queste sono pronte da cogliere mature. Le mele quindi diventano, tra una discussione e un litigio tra Adam e gli altri sbalestrati che lì vivono, lo scopo della sua temporanea presenza presso la chiesa. Ma si sa, la vita riserva molte sorprese, anche poco piacevoli. Per cui, oggi arrivano gli uccelli a beccare i frutti dell’albero, domani tocca ai vermi attaccarli, insomma la torta comincia ad essere un sogno difficile da realizzare. E intanto il naso di padre Ivan continua a subire cazzottoni.


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Oltre alla piacevole sceneggiatura, punteggiata da dialoghi a tratti perfino surreali, la storia è così simpatica che si ride di gusto e tutto ciò contribuisce a sorprendere non poco lo spettatore abituato ad un cinema danese di tutt’altro tenore e contenuti. Ulrich Thomsen è perfetto nei panni del neo-nazi perennemente nervoso e irascibile, ma Mads Mikkelsen fuori dai suoi rinomati registri è uno spettacolo che non si dimentica. Il regista Anders Thomas Jensen, più noto come sceneggiatore di molti film tra cui La duchessa e Brothers, dirige con mano sicura questo piccolo film che meriterebbe più attenzione.



 
 
 

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