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Mai dire mai (1983)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 3 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Mai dire mai

(Never Say Never Again) UK, USA, Germania, Francia, Bahamas 1983 spionaggio 2h14’

 

Regia: Irvin Kershner

Soggetto: Ian Flemin

Sceneggiatura: Lorenzo Semple Jr.

Fotografia: Douglas Slocombe

Montaggio: Ian Crafford

Musiche: Michel Legrand

Scenografia: Stephen B. Grimes, Philip Harrison

Costumi: Charles Knode

 

Sean Connery: James Bond

Max von Sydow: Ernst Stavro Blofeld / Numero 1 della SPECTRE

Edward Fox: M

Alec McCowen: Q

Pamela Salem: Miss Moneypenny

Klaus Maria Brandauer: Maximilian Largo

Barbara Carrera: Fatima Blush

Kim Basinger: Domino Petachi (in italiano Petrescu)

Bernie Casey: Felix Leiter

Rowan Atkinson: Nigel Small-Fawcett

Prunella Gee: Patricia Fearing

Gavan O’Herlihy: Jack Petachi (in italiano Petrescu)

Saskia Cohen Tanugi: Nicole

 

TRAMA: Grazie a un piano molto sofisticato, la Spectre è riuscita a impossessarsi di due missili a testata nucleare e minaccia di far saltare mezzo mondo. Usa e Gran Bretagna possono risolvere la crisi solo pagando. All’agente segreto inglese James Bond viene affidato l’incarico di rintracciare il nascondiglio dell’organizzazione criminale.

 

VOTO 6



James Bond, ormai considerato fuori forma, viene rimandato in azione quando l’organizzazione criminale SPECTRE ruba due testate nucleari con l’obiettivo di ricattare la NATO. Seguendo le tracce del complotto, Bond scopre il coinvolgimento di Jack Petrescu (in originale Petachi), pilota manipolato da SPECTRE, e incontra la sorella Domino (Kim Basinger), legata al miliardario e agente SPECTRE Maximillian Largo (Klaus Maria Brandauer). Tra Bahamas, Francia e Nord Africa, Bond affronta l’assassina Fatima Blush (Barbara Carrera), si allea con Felix Leiter e smaschera i piani di Largo. Dopo inseguimenti, rapimenti e una battaglia finale nelle “Lacrime di Allah”, Bond impedisce l’esplosione della seconda testata. Domino uccide Largo per vendicare il fratello, e Bond si ritira (forse) definitivamente dall’MI6.



Che numero è questo film nell’ambito della serie? In verità non è numerato perché, nonostante la presenza di Sean Connery, questo non è un film ufficiale della saga di 007 poiché non fa parte della serie dei film di Bond prodotta dalla EON Productions di Albert R. Broccoli e dalla United Artists. Questa spy-story, remake di Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono), vede Sean Connery nuovamente nei panni del famoso agente segreto britannico James Bond a 12 anni di distanza dalla sua ultima interpretazione in Agente 007 - Una cascata di diamanti.



Quando quest’ultimo film uscì nel 1971, Sean Connery dichiarò che non avrebbe mai più interpretato James Bond. I produttori virarono su Roger Moore e la saga proseguì. Dodici anni dopo, però, Connery cambiò idea (il cachet da cinque milioni di dollari?) e tornò a vestire i panni dell’agente segreto più famoso del cinema. I fans esultarono ma, a dirla tutta, non si ebbero i risultati sperati e il ritorno di Connery fu l’unico vero motivo d’interesse. L’umorismo è sopra le righe, la regia piatta, il ritmo incerto. Senza il carisma dell’attore, è difficilmente sostenibile.



Le sequenze d’azione, marchio di fabbrica della serie, qui latitano e non si vedono cose memorabili come nell’originale. Il cast offre risultati altalenanti: Brandauer è un Largo efficace, Max von Sydow un Blofeld sorprendentemente credibile, Barbara Carrera una Fatima Blush sensuale e sopra le righe. Kim Basinger, invece, risulta impacciata. Il trio londinese M, Q e Moneypenny appare come una versione sbiadita degli originali, e vedere qualcuno diverso da Desmond Llewelyn alle prese con i gadget crea un effetto straniante.

Connery non sarà più Bond.



Largo: Perde con la stessa classe con cui vince?

James Bond: Non saprei, non ho mai perso.



Riconoscimenti

Golden Globe 1984

Candidatura miglior attrice non protagonista Barbara Carrera

 


 
 
 

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