Match Point (2005)

Aggiornamento: 10 ago

Match Point UK Russia Irlanda Lussemburgo USA 2005 thriller 2h4'
Regia: Woody Allen Sceneggiatura: Woody Allen Fotografia: Remi Adefarasin Montaggio: Alisa Lepselter Scenografia: Jim Clay Costumi: Caroline Smith
Jonathan Rhys-Meyers: Chris Wilton Scarlett Johansson: Nola Rice Emily Mortimer: Chloe Hewett Wilton Matthew Goode: Tom Hewett Brian Cox: Alec Hewett Penelope Wilton: Eleanor Hewett James Nesbitt: det. Banner Ewen Bremner: isp. Dowd
TRAMA: Chris è un giovane irlandese, bello e sicuro di sé. Insegnante di tennis, ha la possibilità di dare lezioni ai membri della famiglia Hewitt, nobili e ricchi, che sin da subito lo accolgono nel loro giro di amici, tanto che la loro figlia Chloe se ne innamora e lo sposa. Per Chris il più sembra fatto, dal momento che la vita che sognava è diventata realtà. Ma un giorno ritorna nella sua vita Nola. La passione tra i due prende il sopravvento e Nola rimane incinta, ma Chris non sembra pronto a rifiutare una vita da benestante per l'amore.
Voto 8

"A volte, in una partita, la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po' di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde."
Woody Allen mette in scena un noir che per lui è solo un pretesto perché in realtà lui vuole solo parlarci della casualità e del fato, e poi anche delle scelte che l’uomo deve fare nella vita, scelte che molto spesso vengono adottate solo sulla spinta della necessità personale ed egoistica o dalla situazione contingente, ma sempre per convenienza personale. Traspare ancora una volta il suo pessimismo di fondo che lui ama rappresentare normalmente con l’acido umorismo che ha caratterizzato la sua vasta filmografia, anche se molto meno presente in questo film: ispirandosi chiaramente a Delitto e castigo - che è stata la medesima spinta per il suo precedente film, Crimini e misfatti - la trama ci mostra un personaggio solo in apparenza tranquillo che non esita, pur di rimanere nello stato sociale che si è conquistato anche con un po’ di fortuna, a compiere un doppio delitto senza mai arrivare ad un vero pentimento.
Il suo Chris ha solo un piccolo sbandamento a causa della tenacia e dell’intuito di due caparbi poliziotti che vanno vicino a capire lo svolgimento dei fatti, ma, ecco ancora, è la casualità che viene in aiuto all’assassino e quando l’anello lanciato nella scena finale rimbalza sul bordo superiore della recinzione del Tamigi e ricade indietro e viene trovato per caso da un tossicodipendente (il destino sta prendendo una piega sfavorevole? ma no, è solo un suo scherzo!) spariscono ravvedimento e colpevolezza. Il castigo non ci sarà più e Chris torna alla sua vita agiata mettendo la parola fine ai suoi tormenti.

Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers), ex tennista irlandese di origini modeste, arriva a Londra per reinventarsi come istruttore in un club esclusivo. Qui conosce Tom Hewett (Matthew Goode), rampollo di una famiglia altoborghese che lo introduce nel proprio mondo fatto di teatri, mostre e rituali sociali. Chris conquista la fiducia degli Hewett e soprattutto l’affetto di Chloe (Emily Mortimer), che lo immagina già come marito e dirigente nelle imprese del padre. Ma l’ingresso in questo universo privilegiato è incrinato dall’incontro con Nola Rice (Scarlett Johansson), attrice americana dal fascino inquieto e fidanzata di Tom. Tra Chris e Nola nasce un’attrazione immediata, un gioco di seduzione che esplode in una relazione clandestina, mentre Chris continua a costruire la sua vita perfetta con Chloe. La tensione cresce quando Nola, fragile e ambiziosa, viene respinta dalla famiglia Hewett e trova in Chris l’unico appiglio emotivo. Il matrimonio con Chloe sembra consolidare l’ascesa sociale del protagonista, ma il ritorno improvviso di Nola a Londra riapre una passione che diventa ossessione. Chris si ritrova così diviso tra il benessere garantito dalla famiglia Hewett e il desiderio bruciante per Nola, che lo trascina in un vortice di menzogne e incontri segreti.

Quando Nola rimane incinta e pretende che Chris lasci Chloe, il protagonista precipita nel panico: teme di perdere la posizione sociale conquistata e di vedere crollare la sua nuova identità. Pressato dalle richieste dell’amante e dai sospetti della moglie, Chris elabora un piano disperato. Recupera un fucile dalla villa degli Hewett, inscena una rapina e uccide prima la vicina di Nola, poi Nola stessa, costruendo una messinscena che dovrebbe confondere le indagini. La polizia, infatti, attribuisce il duplice omicidio a un tossicodipendente, mentre Chris, freddo e calcolatore, riesce a sostenere gli interrogatori negando ogni coinvolgimento. Un dettaglio fortuito, un anello che rimbalza sulla balaustra e finisce nelle tasche del presunto colpevole, diventa la metafora della “fortuna” che Chris aveva teorizzato sin dall’inizio. Salvato dal caso, torna alla vita con Chloe, che finalmente aspetta un figlio, ma il suo sguardo finale, vuoto e inquieto, rivela che nessuna impunità può cancellare il peso morale del delitto. La sua esistenza, apparentemente intatta, è ormai segnata da un silenzioso abisso interiore.

Approfondiamo le tematiche del film.
Quando il caso diventa destino. C’è un momento, nel tennis, in cui la palla tocca il nastro e resta sospesa per un istante che sembra infinito. È lì che il film costruisce la sua idea di destino: non come forza superiore, ma come un dettaglio minuscolo che decide tutto. Allen, nel suo film più britannico e più crudele, mette in scena un mondo dove la fortuna è l’unico vero arbitro morale.
Un protagonista che scivola tra le linee. Chris Wilton è un uomo che vive di equilibri: l’ambizione sociale da una parte, il desiderio dall’altra. Non è un villain, non è un eroe. È qualcuno che si lascia attraversare dagli eventi, convinto che la vita sia una partita che si può vincere con eleganza. Ma quando entra in scena Nola Rice, la sua geometria interiore si spezza.

Nola: la crepa che diventa voragine. Nola non è solo una tentazione. È la personificazione di tutto ciò che Chris teme: la passione che non controlli, la verità che non puoi nascondere, la vita che non segue le regole del club londinese in cui lui cerca di mimetizzarsi. La loro relazione è un campo magnetico: li avvicina, li respinge, li consuma.
Il delitto come ultima scorciatoia. Allen costruisce un thriller morale senza compiacimenti. Il delitto non nasce dalla malvagità, ma dalla paura. Chris non vuole perdere ciò che ha conquistato, non vuole che il caso (ancora lui!) gli rovini la partita. E così sceglie la via più brutale, convinto che la fortuna lo proteggerà anche stavolta.

L’eleganza come maschera. La fotografia, le case perfette, i salotti ovattati: tutto è costruito per nascondere il caos. È un film che parla con le superfici, che usa la compostezza britannica come una scatola di cristallo. Dentro, però, c’è un uomo che corre senza fiato, inseguito dalle sue stesse scelte.
Il punto che decide tutto. Alla fine, non è un film sul crimine. È un film sul margine. Su quel frammento di secondo in cui la palla può cadere da una parte o dall’altra. Su quanto siamo disposti a credere che la fortuna sia un merito, e non un accidente. È un’opera che ci ricorda che la vita, come il tennis, non sempre premia il più bravo. A volte premia chi ha avuto il rimbalzo giusto.
Il messaggio di Allen è tremendo: non si trova redenzione, né tramite una punizione, né tramite Dio, né tramite l'amore. Contrapponendo alla drammaticità delle scene la voce di Enrico Caruso che canta le arie famose di Verdi, Bizet, Rossini e Donizetti, Woody ci porta nei gironi dell’inferno dell’animo umano come un Dostoevskij della Settima Arte.

Jonathan Rhys-Meyers è l'attore adatto a rappresentare le intenzioni dell'autore: il suo viso così equivoco, le espressioni sempre così ambigue, sono la fotografia della trama e siccome la tentazione doveva partire da una donna attraente, chi meglio di Scarlett Johansson poteva incarnarsi nella seduzione più provocante? Talmente attraente che il grande Woody l'ha subito richiamata nel film successivo, Scoop, e poi nell'altro ancora Vicky Cristina Barcelona.

Riconoscimenti (tra 12 premi e 32 candidature)
Oscar 2006
Candidatura per la miglior sceneggiatura originale
Golden Globe 2006
Candidatura per il miglior film drammatico
Candidatura per la miglior regia
Candidatura per la migliore attrice non protagonista a Scarlett Johansson
Candidatura per la migliore sceneggiatura
David di Donatello 2006
Miglior film dell'Unione Europea
Goya 2006
Miglior film europeo





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