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The Equalizer - Il vendicatore (2014)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 8 apr 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 2 gen

The Equalizer - Il vendicatore

(The Equalizer) USA 2014 thriller 2h12’


Regia: Antoine Fuqua

Soggetto: Michael Sloan, Richard Lindheim (serie televisiva)

Sceneggiatura: Richard Wenk

Fotografia: Mauro Fiore

Montaggio: John Refoua

Musiche: Harry Gregson-Williams

Scenografia: Naomi Shohan

Costumi: David C. Robinson


Denzel Washington: Robert McCall

Marton Csokas: TeddyRensen / NicolaiItchenko

Chloë Grace Moretz: Alina "Teri"

Vladimir Kulich: Vladimir Pushkin

Melissa Leo: Susan Plummer

Bill Pullman: Brian Plummer

Haley Bennett: Mandy

Matt Lasky: Marat

Vitaliy Shtabnoy: Andri

Johnny Skourtis: Ralphie

Robert Wahlberg: det. Harris

David Meunier: Slavi

Alex Veadov: Tevi

David Harbour: Masters


TRAMA: Robert McCall, un veterano agente segreto in cerca di redenzione per le sue oscure e cattive azioni, è da anni ormai lontano dal mondo del crimine, vivendo un'esistenza appartata e lavorando in un negozio di fai da te. Il suo aiuto nei confronti della giovane prostituta Teri, incontrata una sera per caso, finirà però con il metterlo nei guai con la mafia russa.


Voto 6



Lo schema è risaputo e sfruttato molto volte dal cinema. In tante occasioni si parte dal personaggio classico dell’ex agente o militare che ha avuto una vita che vuole dimenticare e per farlo cambia città, abitudini, si mimetizza nella gente comune. Si fa dimenticare, insomma. Robert McCall è stato un agente della CIA e ora è in pensione e per far sparire le sue tracce ha simulato addirittura la sua morte. Adesso vive a Boston e fa un lavoro comune e invisibile, il commesso in un negozio. Era un uomo vivo, oggi è un dormiente, uno che si fa scivolare addosso la vita in un’esistenza tranquilla: lavoro e cena ogni sera alla solita tavola calda, dove i mantiene a distanza dagli altri. Non frequenta nessuno e da nessuno si fa avvicinare. Mangia e se ne torna a casa.



Il suo occhio è sempre vigile e non può fare a meno di notare una ragazza molto giovane che frequenta il locale. Troppo vistosa anche per gli altri, figuriamoci per lui. È Alina, ma diventa "Teri" per i clienti che la frequentano, schiavizzata dalla mafia russa. Robert potrebbe far finta di nulla ma non tollera la situazione e in lui si risveglia l’uomo d’azione non sopportando quel grumo di dolore dipinto sul volto troppo giovane della ragazza. Che sia infelice, sola e impossibilitata a liberarsi è lampante. Deve fare qualcosa.




Il momento arriva quando la ragazza, picchiata dal suo protettore, finisce in ospedale: è come se il destino abbia risvegliato nell’ex agente la sensibilità all’intervento e il demolitore che è sempre in lui si desta dal sonno degli ultimi anni. Le sue doti lo mettono in moto: si avvicina ad Alina per capire meglio e prendere la decisione improcrastinabile.



Sono passati molti anni da quando Denzel Washington aveva vinto l’Oscar con il film di Antoine Fuqua (Training Day) e l’accoppiata non era più rinviabile: rieccoli ancora assieme ma in un ambiente totalmente differente. Stavolta l’attore è un antieroe che controvoglia deve entrare in azione per aiutare qualcuno e saranno dolori per gli avversari, anche se questi hanno un aggancio nell’ambito della polizia locale e hanno ramificazioni anche in patria.





Il finale è scontato, ma fino ad un certo punto, perché in Robert qualcosa è cambiato, avendo intuito che può essere ancora utile agli altri, pur nella nuova vita. Gli basta pubblicare anonimamente sulla rete i suoi servizi come persona desiderosa di aiutare coloro che sono in difficoltà e riceverà non poche richieste d'aiuto. Per lui non è ancora giunto il momento di ritirarsi.



 
 
 

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Il Cinema secondo me,

michemar

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