Tra le nuvole (2009)
- michemar

- 11 gen
- Tempo di lettura: 5 min

Tra le nuvole
Up in the Air
USA 2009 commedia 1h49’
Regia: Jason Reitman
Soggetto: Walter Kirn (romanzo)
Sceneggiatura: Jason Reitman, Sheldon Turner
Fotografia: Eric Steelberg
Montaggio: Dana E. Glauberman
Musiche: Rolfe Kent
Scenografia: Steve Saklad
Costumi: Danny Glicker
George Clooney: Ryan Bingham
Vera Farmiga: Alex Goran
Anna Kendrick: Natalie Keener
Jason Bateman: Craig Gregory
Amy Morton: Kara Bingham
Melanie Lynskey: Julie Bingham
J.K. Simmons: Bob
Sam Elliott: Maynard Finch
Danny McBride: Jim Miller
Zach Galifianakis: Steve
Chris Lowell: Kevin
Steve Eastin: Samuels
TRAMA: Ryan Bingham è un professionista specializzato in risorse umane. Il suo lavoro lo porta a viaggiare in continuazione in aereo e con una fissa: continua a macinare voli (mentre i suoi capi vorrebbero che passasse più tempo a terra), con il progetto di accumulare i punti necessari per diventare “passeggero dell’anno”. Ovviamente troverà la donna dei suoi sogni proprio su un aereo. E non andrà tutto liscio.
VOTO 6,5

“Tagliatore di teste”: un terribile neologismo che ricorda tempi medievali e che invece riguarda un’attività molto moderna, dal momento che le aziende provvedono in questa maniera a mettere mani nella riorganizzazione del lavoro e del personale. Licenziamenti, trasferimenti, delocalizzazione e via dicendo. Il “tagliatore” è un mestiere attuale e lo svolge un certo tipo di persone che evidentemente deve essere dotato di insensibilità, per non avere rimorsi e ripensamenti e deve comportarsi cinicamente: l’importante è il risultato e il compito affidatogli.

E la domanda è: può sembrare più sopportabile se il funzionario che ti licenzia è un bell’uomo? Jason Reitman rigira la situazione e la pone come commedia, vi aggiunge una spruzzata di romanticismo mentre la dose abbondante di solitudine del protagonista la rende alquanto seriosa.

Allora, vediamola questa faccia di bronzo! Ryan Bingham (George Clooney) è un manager specializzato nel licenziare dipendenti per conto di grandi aziende. Vive quasi sempre in viaggio, tra aeroporti e hotel, evitando legami affettivi e coltivando l’obiettivo di raggiungere dieci milioni di miglia aeree. La sua routine viene scossa dall’arrivo di Natalie (Anna Kendrick), giovane collega che propone di effettuare i licenziamenti via web, riducendo la necessità di viaggiare. Ryan viene incaricato di affiancarla per mostrarle il lavoro sul campo. Durante i continui spostamenti, l’uomo conosce Alex (Vera Farmiga), donna indipendente e brillante che condivide il suo stile di vita nomade. La relazione con lei incrina le sue certezze sulla solitudine come scelta. Intanto Natalie vive una crisi personale dopo essere stata lasciata dal fidanzato e mette in discussione la propria visione del lavoro.

Ryan porta Alex al matrimonio della nipote, scoprendo un inatteso senso di appartenenza. Spinto da questo cambiamento, decide di raggiungerla a Chicago per dichiararsi, ma scopre che lei ha una famiglia e considera la loro relazione solo un diversivo. Sconvolto, Ryan torna al lavoro proprio mentre l’azienda sospende il progetto dei licenziamenti digitali. Intanto, Natalie si dimette e trova un nuovo impiego grazie a una lettera di raccomandazione di Ryan. Lui riprende a viaggiare, ma con una nuova consapevolezza: la sua vita “tra le nuvole” non è più un rifugio, bensì una domanda aperta sul futuro.

Il karma? Beh, quasi sicuramente. Il protagonista è un uomo che licenzia, pur se su incarico, ma ritenendo tutto semplice perché non è mai lui a soffrirne, quando crede di poter affondare il colpo in amore viene a cogliere la delusione. Non è che venga proprio licenziato, ma è paragonabile ed incassa il colpo non proprio sportivamente: ci resta male. Ma siccome è abituato ad essere single, ha imparato la lezione e se ne torna alla sua vita lavorativa, ma, stavolta, deve stare attento anche lui alla lama della ghigliottina, poiché il sistema proposto dalla inesperta Natalie potrebbe appiedarlo. È la modernità, bellezza!

La faccia per esprimere tutto ciò che capita a quest’uomo un po’ “farfallino” è quella di George Clooney, perfetta. Cioè davvero perfetta: sempre a cavallo tra il serio e il faceto, è perennemente una felice faccia triste. Sorride, pensa di poter padroneggiare qualsiasi situazione, si meraviglia quando i suoi sistemi non funzionano. Ondeggia la testa (è ormai un brevetto personale), si guarda in giro, fa finta di essere vincitore comunque e si avvia. Magari con un trolley verso il gate dell’imbarco: l’importante è viaggiare e controllare a quanti punti è arrivato. Praticamente lui è un nulla che vola. Tra le nuvole è giusto lui, con la testa e la mente.

Aiuta immensamente il fatto che la coppia femminile di supporto di Clooney sia in grande forma. Una è la bellissima Vera Farmiga, affascinante dallo sguardo magnetico: una trappola per un vanesio come Ryan (ma non è il nome di una compagnia low cost?) mentre la pivella, con l’espressione di sperduta che ha bisogno di aiuto ed il sorriso candido è l’eterna fragile Anna Kendrick. Attrice che cresce artisticamente ma che sembra sempre la fanciulla del primo film.

Jason Reitman porta in questo film la stessa miscela di comicità e dramma che ha portato in Juno. Qui c'è del materiale divertente che fa sorridere, anche amaramente, e i personaggi e le loro situazioni sono ben sviluppati, ma nessuno dei tre protagonisti si avvicina mai alla caricatura e Clooney è particolarmente convincente nel ruolo principale. Interpretando un ruolo completamente opposto a quello che interpreta in L’uomo che fissa le capre, l’attore ci ricorda perché è tra gli attori più coerenti e affidabili della sua generazione. Il film può dare l’impressione che sia sentimentale ma è una sensazione illusoria, perché parla di ben altro e di più serio, come quando Alex e Natalie descrivono le loro aspettative molto diverse sul partner ideale. Film scritto bene, per questo è gradevole.
Tempi duri quelli della crisi, specialmente dove (come in America) non esiste il posto fisso e sono tutti precari.
Una commedia agrodolce sull’era della mobilità infinita. Tra aeroporti, licenziamenti e identità sospese, Jason Reitman firma uno dei ritratti più lucidi del nostro tempo.

Riconoscimenti
Oscar 2010
Candidatura per il miglior film
Candidatura per la migliore regia
Candidatura per il miglior attore protagonista a George Clooney
Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Vera Farmiga
Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Anna Kendrick
Candidatura per la migliore sceneggiatura non originale
Golden Globe 2010
Migliore sceneggiatura
Candidatura per il miglior film drammatico
Candidatura per la migliore regia
Candidatura per il miglior attore in un film drammatico a George Clooney
Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Anna Kendrick
Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Vera Farmiga
BAFTA 2010
Migliore sceneggiatura non originale
Candidatura per il miglior film
Candidatura per il miglior attore protagonista a George Clooney
Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Anna Kendrick
Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Vera Farmiga
Candidatura per il miglior montaggio






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