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007 - Vendetta privata (1989)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 24 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

007 - Vendetta privata

Licence to Kill

UK USA Messico 1989 spionaggio 2h13’

 

Regia: John Glen

Soggetto: Ian Fleming

Sceneggiatura: Michael G. Wilson, Richard Maibaum

Fotografia: Alec Mills

Montaggio: John Grover

Musiche: Michael Kamen

Scenografia: Peter Lamont

Costumi: Jodie Tillen

 

Timothy Dalton: James Bond

Robert Davi: Franz Sanchez

Carey Lowell: Pam Bouvier

Talisa Soto: Lupe Lamora

Anthony Zerbe: Milton Krest

Everett McGill: Ed Killifer

Frank McRae: Sharkey

Desmond Llewelyn: Q

Robert Brown: M

Caroline Bliss: Miss Moneypenny

Anthony Starke: Truman-Lodge

Grand L. Bush: Hawkins

Benicio del Toro: Dario

Alejandro Bracho: Perez

Guy De Saint Cyr: Braun

David Hedison: Felix Leiter

Don Stroud: colonnello Heller

Priscilla Barnes: Della Churchill

Cary-Hiroyuki Tagawa: Kwang

Pedro Armendáriz Jr.: Presidente Hector Lopez

Wayne Newton: professor Joe Butcher

Diane Hsu: Loti

Christopher Neame: Fallon

Eddie Edenfield: Clive

 

TRAMA: Un boss di primo piano del narcotraffico ha fatto violentare la moglie di un amico di Bond. Anche il marito è rimasto gravemente ferito. Bond decide di agire in proprio, visto che gli è stata tolta la licenza di uccidere e che il caso è di pertinenza della Cia.

 

VOTO 6

 

 

La pellicola è il 16º film della serie di film di James Bond e il quinto e ultimo film della saga diretto dal britannico John Glen. Nel ruolo del protagonista per la seconda e ultima volta Timothy Dalton.

 

 

James Bond si trova ai Caraibi per partecipare al matrimonio dell’amico Felix Leiter (David Hedison), ora agente DEA. Durante il tragitto, i due catturano il potente narcotrafficante Franz Sanchez (Robert Davi), che però, poco dopo, corrompe un agente e fugge, organizzando una brutale vendetta: Della (Priscilla Barnes), la moglie di Felix, viene uccisa e il marito stesso viene torturato e dato in pasto a uno squalo. Sconvolto, Bond decide di vendicarlo, ma M (Robert Brown) gli ordina di partire per una nuova missione. Bond rifiuta, viene sospeso e perde la “licenza di uccidere”. Da quel momento agisce come agente ribelle. Con l’aiuto di Q (Desmond Llewelyn) e della pilota Pam Bouvier (Carey Lowell), si infiltra nell’organizzazione di Sanchez fingendosi un killer mercenario.

 

 

Manipolando rivalità interne, Bond fa credere a Sanchez che il suo uomo Krest (Anthony Zerbe) lo abbia tradito, provocandone la morte. Entrato nel cerchio ristretto del cartello, poi scopre che Sanchez traffica cocaina disciolta nella benzina e gestisce un impero criminale mascherato da setta religiosa. Quando viene scoperto, l’agente incendia il laboratorio e fugge. Insegue Sanchez nel deserto, distruggendo i camion carichi di droga. Lo scontro finale avviene su un’autocisterna in fiamme: Bond usa l’accendino regalatogli da Felix e Della per bruciare Sanchez, completando la sua vendetta. Alla fine, Bond viene riaccolto dall’MI6 e si concede un momento di pace con Pam.

 

 

Nel 1989 c’erano concorrenti di James Bond sugli schermi, tipo Batman, nuovi beniamini del pubblico e il pubblico sembrò stanco del personaggio. Il film, secondo e ultimo di Timothy Dalton, segnò un netto allontanamento dalla formula classica: niente missioni per Sua Maestà, pochissimi gadget, un tono cupo e una trama sorprendentemente plausibile. Il nemico non è un folle megalomane, ma un potente narcotrafficante, Sanchez, responsabile dell’aggressione brutale a Felix Leiter e a sua moglie. Bond, furioso, abbandona l’MI6 e intraprende una vendetta personale, mentre il governo tenta di fermarlo.

 

 

Dalton interpreta un 007 freddo, determinato, quasi spietato, più vicino al Bond di Connery che a quello ironico degli anni successivi. Meno carismatico ma più intenso, guida un racconto che privilegia la costruzione narrativa rispetto all’azione, anche se non mancano due sequenze spettacolari: una lotta subacquea che si sposta in aria e un inseguimento mozzafiato con autocisterne in montagna.

 

 

Accanto a Bond compaiono due Bond girl: Lupe (Talisa Soto), la compagna sottomessa di Sanchez, e Pam Bouvier, agente americana dal carattere forte. Q ha un ruolo insolitamente ampio, mentre M e Moneypenny (Caroline Bliss) fanno la loro ultima apparizione in questa fase della saga.

 

 

Il film, pur solido e teso, fu accolto freddamente: troppo diverso dal Bond tradizionale, troppo serio per un pubblico abituato al mix di azione, glamour e ironia. Dopo una lunga pausa, la serie tornò nel 1995 con GoldenEye e un nuovo protagonista, Pierce Brosnan, riportando il franchise verso toni più leggeri e spettacolari.

 


 
 
 

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