Octopussy - Operazione piovra (1983)
- michemar

- 27 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Octopussy - Operazione piovra
(Octopussy) UK, USA 1983 spionaggio 2h11’
Regia: John Glen
Soggetto: Ian Fleming (Di proprietà di una signora)
Sceneggiatura: George MacDonald Fraser, Richard Maibaum, Michael G. Wilson
Fotografia: Alan Hume
Montaggio: Peter Davies, Henry Richardson
Musiche: John Barry
Scenografia: Peter Lamont
Costumi: Emma Porteous
Roger Moore: James Bond
Maud Adams: Octopussy
Louis Jourdan: Kamal Khan
Kristina Wayborn: Magda
Kabir Bedi: Gobinda
Steven Berkoff: generale Orlov
David Meyer: Mischka
Anthony Meyer: Grischka
Paul Hardwick: presidente sovietico
Douglas Wilmer: Fanning
Robert Brown: M
Walter Gotell: generale Gogol
Desmond Llewelyn: Q
Geoffrey Keen: Fredrick Gray
Albert Moses: Saddrudin
Lois Maxwell: Miss Moneypenny
Michaela Clavell: Penelope Smallbone
Vijay Amritraj: Vijay
TRAMA: Un uovo Fabergé falso e la morte di un collega portano James Bond a scoprire un’operazione di contrabbando di gioielli a carattere internazionale, utilizzata per camuffare un attacco nucleare alle forze NATO, condotta dalla misteriosa Octopussy.
VOTO 6

James Bond scopre che in un misterioso traffico di gioielli falsi provenienti dall’Urss sono invischiati un principe indiano, un generale sovietico e un’affascinante quanto misteriosa donna che si fa chiamare Octopussy, proprietaria di un circo che serve come copertura per il traffico dei preziosi. Ma il vero scopo dell’organizzazione criminale è quello di introdurre in Germania un ordigno nucleare.

È uno dei capitoli più dichiaratamente esagerati dell’era Roger Moore: un Bond che abbraccia senza pudore il tono avventuroso, quasi da fumetto, mescolando esotismo, humour e azioni spettacolari. La regia di John Glen (regista per la seconda volta, presente nel 12º, 13º, 14º, 15º e 16º film della serie.) punta su ritmo e varietà, alternando inseguimenti circensi, intrighi da Guerra Fredda e un immaginario visivo che sfrutta l’India come palcoscenico vibrante, anche se filtrato attraverso un gusto occidentale molto anni ‘80.

Moore gioca con il personaggio con la consueta ironia, mentre il film trova in Octopussy una figura femminile più autonoma e carismatica rispetto allo standard della serie, pur restando dentro i limiti dell’estetica bondiana dell’epoca. L’intreccio è volutamente improbabile, ma la sua forza sta proprio nella capacità di trasformare l’eccesso in intrattenimento puro.

È il tredicesimo film della saga di James Bond, il sesto e penultimo interpretato da Roger Moore.






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