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45 anni (2015)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 11 giu 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

45 anni

(45 Years) UK 2015, drammatico, 1h31'


Regia: Andrew Haigh

Soggetto: David Constantine (In Another Country)

Sceneggiatura: Andrew Haigh

Fotografia: Lol Crawley

Montaggio: Jonathan Alberts

Scenografia: Sarah Finlay

Costumi: Suzie Harman


Charlotte Rampling: Kate Mercer

Tom Courtenay: Geoff Mercer

Geraldine James: Lena

Dolly Wells: Sally

David Sibley: George

Sam Alexander: Chris il postino

Richard Cunningham: Mr. Watkins


TRAMA: Manca una sola settimana al 45° anniversario di nozze di Kate Mercer e i preparativi per la festa procedono al meglio quando arriva una lettera per suo marito. Nella missiva si annuncia che il cadavere della prima fidanzata dell'uomo è stato scoperto congelato e ben conservato tra i ghiacciai delle Alpi svizzere. A pochi giorni dall'anniversario, ogni cosa nelle loro vite viene rimessa in discussione.


Voto 7


Andrew Haigh è un regista britannico che a 42 anni firma un’opera che parla di una coppia matura riflettendo su quel duraturo rapporto di marito e moglie che lungo i 45 anni di matrimonio li ha portati sì dolcemente ma forse anche ciecamente a vivere una vita anestetizzata. 45 anni di tran-tran quotidiano ordinario e tranquillo, con gesti affettuosi e rituali meccanizzati dal sentimento che provano l’uno per l’altra. Ma sappiamo anche che spesso tutto fila liscio perché nulla succede: basta un niente che inceppi i meccanismi e salta fuori quello che non ti aspetti, la reazione assopita, il dubbio, il crollo delle certezze depositate nel e dal tempo.


Intanto fervono i preparativi dell’anniversario del matrimonio e una lettera scombussola non solo la festa ma addirittura il loro rapporto fin dalle fondamenta. Un vecchio amore letteralmente congelato apre gli squarci dell’anima e lo sguardo, prima complice, diventa sospettoso: era vero sentimento o fumo negli occhi, come suona ‘Smoke Gets in Your Eyes’? Come diceva più o meno Fanny Ardant nel film di Truffaut “le canzoni d'amore sono stupide, più sono stupide e più sono vere”. Questa è la vita, questo può succedere e tanti di noi sicuramente non hanno dimenticato il primo amore ma in diversi hanno nell’angolo più profondo del cuore l’immagine della persona che non avrebbero mai sostituito nella vita. Al buon Geoff è successo proprio questo? Di certo, ora Kate non è più sicura del significato dei suoi 45 anni trascorsi con lui. Perfino passati senza aver conservato alcuna fotografia. La superficie della loro esistenza che sembrava liscia come il marmo adesso appare ruvida ed incrinata.


Film bello e malinconico, che analizza drammaticamente ciò che è stato o ciò che è sembrato che fosse, che sgretola psicologicamente la stabilità e la solidità di un lungo matrimonio. E se il film colpisce e fa riflettere anche noi, il merito va anche attribuito alla pacata e solida recitazione di due attori di lungo corso che non sbagliano nulla. Charlotte Rampling e Tom Courtenay (entrambi premiati con l’Orso d’Argento a Berlino 2015) sfoderano tutta la loro bravura drammaturgica toccando i molti tasti della scala emotiva, trasmettendo allo spettatore il loro smarrimento.



 
 
 

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