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'71 (2014)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 19 mag 2019
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 1 ott 2024

'71 UK 2014, guerra/drammatico, 1h39'


Regia: Yann Demange Sceneggiatura: Gregory Burke Fotografia: Tat Radcliffe Montaggio: Chris Wyatt Musiche: David Holmes Scenografia: Chris Oddy, Kat Hale, Nigel Pollock, Kate Guyan Costumi: Jane Petrie


Jack O'Connell: Gary Hook Sean Harris: cap. Sandy Browning Sam Reid: ten. Armitage Paul Anderson: serg. Leslie Lewis Charlie Murphy: Brigid David Wilmot: Boyle Richard Dormer: Eamon Martin McCann: Paul Haggerty Jack Lowden: Thompson ("Thommo") Valene Kane: Orla

Barry Keoghan: Sean Bannon


TRAMA: 1971. La recluta Gary Hook viene inviato in Irlanda del Nord. La situazione sarebbe apparentemente semplice (i Protestanti 'amici' da una parte e i Cattolici 'nemici' dall'altra) se non fosse che all'interno dell'IRA ci sono due fazioni in lotta tra loro. L'accoglienza non è ovviamente delle migliori ma le cose si aggravano per il soldato quando scopre casualmente che alcuni ufficiali dell'esercito sono coinvolti nella fabbricazione di ordigni per gli attentati.


Voto: 7

Da Jim Sheridan a Ken Loach è lunga la lista dei registi importanti che hanno affrontato la spinosa questione della guerra fratricida irlandese. Questa volta se ne occupa il regista parigino Yann Demange il quale, senza disdegnare le sequenze di azione, anzi girandone alcune di pregevole fattezza, rivolge la giusta attenzione invece al ruolo assegnato a giovani, ragazzi e perfino bambini in qualsiasi conflitto e ancor più in quelli che lacerano al proprio interno una nazione. La cosiddetta guerra “civile” non fa sconti a nessuno e i non militari hanno spesso il triste ruolo di vittime, soccombendo in attentati sia in fase attiva che passiva, aiutando gente in fuga o che cerca un riparo momentaneo. Siamo alla vigilia del terribile Bloody Sunday di Derry e nell’aria non si respira aria buona.


La prima parte del film è palpitante e claustrofobica: il soldato inglese Gary Hook è solo, perso, ferito e prima di tutto braccato. Le stradine sono un dedalo di pericoli, le porte sono chiuse, i nemici sono dappertutto. Gli altri (i repubblicani dell’IRA, che tra l’altro è spaccata all’interno) annusano la preda vicina e lui, giovane recluta inesperta, deve trovare una soluzione di sopravvivenza in quella notte di Belfast (in verità ricostruita a Liverpool).



La seconda parte è meno d’azione, perché entrano in gioco i servizi segreti, le trame studiate negli uffici e nelle case di quelle strade usate come rifugi mentre nei retrobottega dei pub ci sono riunioni frenetiche. Ma ciò che sorprende di più è la doppiezza di alcuni personaggi. Non pochi di loro sono capaci di crearci dubbi sulla loro fedeltà e affidabilità e sino al termine è imprevedibile come possa finire, mentre il premio in palio resta il giovane Gary, come un trofeo.


Figura centrale resta quindi recluta la recluta Gary Hook, interpretato da quel giovane e sempre più promettente Jack O'Connell, che, dopo l'affermazione dell’interessante Il ribelle - Starred Up, in seguito abbiamo ancora visto al fianco di George Clooney e Julia Roberts. Film di buonissimo livello, ben girato da un regista che non si perde in virtuosismi e orpelli, e poi ben recitato, con una prova davvero convincente del giovane attore che, credo, vedremo sicuramente sempre più in alto nel cinema mondiale. Intorno a lui una serie di attori comprimari la cui faccia non promette mai nulla di buono, ad iniziare da quella sempre opportunamente sfruttata di Sean Harris.



Riconoscimenti

Orso d’Oro – Berlino 2014

Candidatura miglior film

Candidatura miglior regista esordiente

Premio Giuria Ecumenica

BAFTA 2015

Candidatura miglior regista esordiente

Candidatura miglior film

BAFTA Scozia 2015

Miglior sceneggiatura



 
 
 

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