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A spasso con Bob (2016)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 4 feb 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 2 giu 2023


A spasso con Bob

(A Street Cat Named Bob) UK 2016 biografia 1h43’


Regia: Roger Spottiswoode

Soggetto: James Bowen (romanzo)

Sceneggiatura: Tim John, Maria Nation

Fotografia: Peter Wunstorf

Montaggio: Paul Tothill

Musiche: David Hirschfelder

Scenografia: Antonia Lowe, Charmian Adams

Costumi: Jo Thompson


Luke Treadaway: James Bowen

il gatto Bob: Bob

Ruta Gedmintas: Betty Robinson

Joanne Froggatt: Val

Anthony Head: Nigel Bowen

Beth Goddard: Hilary

Darren Evans: Baz

Caroline Goodall: Mary

Ruth Sheen: Elsie


TRAMA: James Bowen è un cantautore homeless, che vive e dorme per strada, mangiando quel che trova e cedendo al richiamo dell'eroina per scappare dalla disperazione. I suoi genitori si sono separati quando aveva undici anni, James ha seguito la madre in Australia, poi è tornato a Londra, ma non è mai riuscito a farsi riaccettare dal padre, che nel frattempo ha formato una nuova famiglia. L'incontro che cambierà la vita di Bob è quello con un gatto rosso, trovato a gironzolare nella sua casa popolare di Tottenham. Per curare Bob da una ferita, James trova la forza di alzarsi al mattino, ma la cura è reciproca.


Voto 7

Il titolo (sufficientemente simile all’originale, Un gatto di strada chiamato Bob) potrebbe anche trarre in inganno, dando l’idea di una facile favola buonista e animalista, ed invece ha risvolti retrostanti e un successo notevole a livello web e letterario. È necessario sapere, infatti, che Bob è il vero nome di un gatto che esiste nella realtà (a dir la verità non saprei se vive ancora) e che era diventato una star di YouTube e dell’editoria. Il romanzo autobiografico di James Bowen, il protagonista umano della vicenda, raccontava la sua esperienza non del tutto positiva avendo purtroppo problemi di tossicodipendenza. Egli era in pratica un artista di strada come ne vediamo tanti: chitarra a tracolla cercava di racimolare il minimo suonando sui marciapiedi, entrando e uscendo da terapie per salvare la vita ed il futuro. Quando un giorno trovò fuori della sua porta un gatto, randagio come lui, gli venne spontaneo accoglierlo e dargli quel calore umano che il felino cercava. Ricevendone in cambio affetto e fedeltà, nei limiti che ben conosciamo in un gatto, sempre indipendente e poco propenso ad ubbidire. Potrà sembrare moralistico e buonista, ma successe che una luce si accese nel giovane: James si accorse che si poteva diventare utile a “qualcuno” e che avrebbe potuto ricevere altrettanto da un altro essere terrestre. Scattò una molla.

Questo è grosso modo il contenuto del libro, di origine australiana, mentre il film lo ambienta in Gran Bretagna, con qualche piccola modifica, senza cambiare quindi la bella esperienza del giovanotto. Il passaggio della trama da incubo a fiaba per bambini diventa centrale e un regista esperto come Roger Spottiswoode sa come raccontarlo, con garbo e passione, regalando belle inquadrature a quel Bob che conquista immediatamente il cuore dello spettatore. Il regista alterna le vicende del nuovo rapporto nati tra i due e i travagli del protagonista, che comincia a guardare il mondo in maniera differente, come se gli si aprisse una strada che fino ad allora non aveva mai intravista.

Ma non sarà così facile per lui, non sempre andrà tutto liscio. Lo dimostra il fatto che questo film, apprezzatissimo, non fa sconti come si legge tra le righe del mitico Trainspotting, dove droga e alcol fanno compagnia ad una vita divertente, tutt’altro. Anzi i pericoli mortali della droga e della vita di strada di un homeless (suo malgrado, ovviamente) sono ben esplicati, il tutto con uno script interessante e dialoghi realistici e asciutti. La si nota la sofferenza da astinenza, è evidente la battaglia intima per vincere una guerra che in molti momenti sembra persa. A venirgli incontro è anche il contatto con una bella ragazza che non si tira indietro nell’aiutarlo, anche se, come spesso leggiamo o vediamo, queste persone bisognose d’aiuto scappano rifiutando il sostegno di chi è loro vicino.

Non è un film buonista, né si può etichettarlo come un’opera da semplici buoni propositi educativi: è una dura esperienza in cui un fattore esterno, come può essere un piccolo animale dalla forte personalità come Bob, può cambiare prospettiva alla vita. Tutto vero, tutto quasi commovente, ma soprattutto è un film irresistibilmente dolce che si potrebbe guardare meglio dal basso, all’altezza degli occhi di un rosso malpelo che strega il protagonista e lo spettatore. Poniamoci la domanda: se si è nei guai, ce la si può fare da soli? Oppure, se a far compagnia e dare affetto è un gatto la vita può offrire qualche speranza? può spingere una persona smarrita a rendersi conto che può essere ancora utile a sé e al gatto?

Film di speranza e riscatto. E felino.

Vediamo chi si innamora di Bob!

(Nota: il libro ha avuto un seguito, Il mondo secondo Bob)

Kate Middleton, duchessa di Cambridge, alla première del film



 
 
 

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