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Addio mia regina (2012)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 12 apr 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 2 giu 2023


Addio mia regina

(Les adieux à la reine) Francia/Spagna 2012 storico 1h40’


Regia: Benoît Jacquot

Soggetto: Chantal Thomas (romanzo omonimo)

Sceneggiatura: Benoît Jacquot, Gilles Taurand

Fotografia: Romain Winding

Montaggio: Luc Barnier, Nelly Ollivault

Musiche: Bruno Coulais

Scenografia: Katia Wyszkop

Costumi: Christian Gasc, Valérie Ranchoux


Diane Kruger: Maria Antonietta

Léa Seydoux: Sidonie Laborde

Virginie Ledoyen: madame de Polignac

Xavier Beauvois: Luigi XVI

Vladimir Consigny: René detto Paolo

Julie-Marie Parmentier: Honorine Aubert

Noémie Lvovsky: madame Campan

Michel Robin: Jacob-Nicolas Moreau

Lolita Chammah: domestica Louison

Grégory Gadebois: Conte di Provenza

Francis Leplay: Conte d'Artois

Pierre Rochefort: il valletto Antonin


TRAMA: Versailles, luglio 1789. Alla corte di Luigi XVI cresce il malcontento e il popolo francese è in fermento. Dietro l'apparente calma dei palazzi reali, ognuno sta organizzando in gran segreto la propria fuga e anche la regina Maria Antonietta ha radunato il suo entourage per lasciar la residenza e mettersi in salvo prima che la situazione degeneri. Tra sue dame di compagnia vi è anche Sidonie Laborde che, da compagna di letture e amica intima della regina, si ritrova a vivere con grande stupore le prime ore di una rivoluzione destinata a cambiare il corso della storia.


Voto 6

Maria Antonietta (Vienna, 2 novembre 1755 – Parigi, 16 ottobre 1793)

Di letture e riletture sulla fine di un periodo storico come quello di Maria Antonia Giuseppa Giovanna d'Asburgo-Lorena nota semplicemente come Maria Antonietta sono tante e in tante salse e l’impresa del regista Benoît Jacquot, già dedito ad opere in costume, è abbastanza originale, da un punto di vista cioè particolare. La stessa regina viene dipinta tra l’altro in maniera non solita e quasi addolcita mentre l’autore ce la mostra nel periodo più tumultuoso, cioè alla vigilia del crollo del suo regno e l’arrivo inarrestabile della Rivoluzione Francese.

Un film soprattutto al femminile con al centro ovviamente la figura frivola, elegante, sfarzosa di Maria Antonietta e le donne che la circondavano devote, a cominciare da una delle sue lettrici che pian piano diventa la protagonista del racconto: Sidonie Laborde. Tra loro nasce un rapporto fin troppo complice, dai risvolti perfino audaci, con un leggero e poco frenato accenno affettivo – almeno da parte di quest’ultima, perché i favori della regina sono solo verso la sua amica intima madame de Polignac – che travalica i confini della devozione servile.

Benoît Jacquot ci sa condurre bene tra gli infiniti corridoi della sontuosa reggia di Versailles dove avviene di tutto, tra le luci di mille candele e le porte segrete, tra preparativi affrettati e travestimenti. Noi seguiremo ogni momento e ogni palpitazione sul viso e negli occhi di Sidonie.


L’accoppiata della bella Diane Kruger e della sempre conturbante Léa Seydoux è indovinata e su quei visi il regista lavora, mentre ci racconta gli ultimi febbrili momenti di corte e gli espedienti per salvare il possibile.

Riconoscimenti

2013 - Premio César

Migliore fotografia

Migliore scenografia

Migliori costumi

Candidatura miglior film

Candidatura miglior regista

Candidatura migliore attrice protagonista a Léa Seydoux

Candidatura migliore adattamento

Candidatura miglior montaggio

Candidatura migliore colonna sonora

Candidatura miglior sonoro


 
 
 

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