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Basta che funzioni (2009)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 4 giu 2022
  • Tempo di lettura: 4 min

Basta che funzioni

(Whatever Works) USA/Francia 2009 commedia 1h33’


Regia: Woody Allen

Sceneggiatura: Woody Allen

Fotografia: Harris Savides

Montaggio: Alisa Lepselter

Scenografia: Santo Loquasto

Costumi: Suzy Benzinger


Larry David: Boris Yellnikoff

Evan Rachel Wood: Melodie St. Ann Celestine

Patricia Clarkson: Marietta

Henry Cavill: Randy James

Ed Begley Jr.: John Celestine

Conleth Hill: Leo Brockman

Michael McKean: Joe

Christopher Evan Welch: Howard

John Gallagher Jr.: Perry

Jessica Hecht: Helena

Carolyn McCormick: Jessica

Olek Krupa: Morgenstern


TRAMA: Un uomo eccentrico, nevrotico e già in là con gli anni intreccia una serie di storie d'amore, ma finisce per legarsi a una giovane del Sud degli Stati Uniti, estremamente naïve.


Voto 8

Quasi l’intera filmografia del grande e unico Woody è una lunga seduta psicoanalitica, lo sappiamo bene, ma questo film è probabilmente la summa del suo pensiero esistenziale e forse anche il suo testamento, essendo una sceneggiatura fatta essenzialmente di dialoghi. O meglio, è un ininterrotto parlare del protagonista Boris Yellnikoff che altri non è se non Allen per interposta persona. Come sempre, ok, ma più delle altre volte. Di certo è alquanto anticipato (qui siamo nel 2009 ma lo script è degli anni ’70 e tenuto per tre decenni nel cassetto) ma ancora oggi lo si può considerare la sua filosofia personale nei riguardi della vita. Un testamento assolutamente assolutorio, in cui ammette le sue debolezze ma le giustifica tutte, perché, soprattutto, l’importante è che tutto quello che si fa nella vita serva a farla funzionare e a sentirsi meglio. Il sesso, l’amore, la religione, il danaro.

‎Tentando di impressionare quindi con le sue ideologie sulla religione, le relazioni e la casualità (e l'inutilità) dell'esistenza, il personaggio di Allen, residente a New York da una vita, si rivolge a tutti noi, parla a chiunque ascolti, incluso il pubblico. E non solo a chi ha voglia di stare a sentirlo, lui si rivolge a tutti, volenti e nolenti: ha le sue abitudini, anzi chiamiamole pure manie, ripete fino all’ossessione le frasi mantra che lo tengono dritto nella vita, non ammette repliche. E tira avanti. Fin quando accade l’imprevisto, ciò che un uomo solitario non si attenderebbe mai: l’arrivo prepotente e rivoluzionario di una ragazza che non conosce regole, all’opposto di lui.

È Melodie St. Ann Celestine (un nome che è tutto un programma!), ingenua (siamo sicuri?) e fuggitiva alla ricerca di non sa neanche lei di cosa. Potrebbe essere una buona ascoltatrice delle sue perifrasi, fosse anche insensibile. La meraviglia poi fa posto all’interesse anche personale e a questo punto riesce ad accettarla, nonostante tutto. Può essere una amicizia, o addirittura un amore inaspettato, chissà, tanto, come dice la regola principale che adesso gli viene comoda, l’importante è che questa situazione creatasi funzioni, anche perché egli nota che lei lo ascolta, è impressionabile, è addirittura plasmabile. Boris è così accecato che non bada neanche alla enorme differenza di età e la sposa!

Per quanto lo riguarda, il mondo intero fa schifo e lui, Boris, è il solo genio, chiaramente, incompreso. È, tra l’altro, come se non bastasse, narcisista, egoista, misantropo e pure superstizioso: l’unico metodo per uccidere i germi? Cantare 3 volte “Tanti auguri a te” mentre ci si lava le mani. Si è pure tolto il capriccio di volersi suicidare, provandoci ben tre volte, così. Si è creato uno scudo imbattibile con le difese psicologiche (psicopatiche?) basate su principi in fondo, per lui, semplici: invettive contro il vuoto mentale della modernità e misantropia come resistenza agli orrori della vita.

Ma qual è il significato di tutto? Niente! Zero! Nulla! Tutto finisce in niente, anche se non mancano gli idioti farfuglianti. Non parlo di me, io la visione ce l'ho, sto parlando di voi, dei vostri amici, dei vostri colleghi, dei vostri giornali, della tv. Tutti molto felici di fare chiacchiere, completamente disinformati. Morale, scienza, religione, politica, sport, amore, i vostri investimenti, i vostri figli, la salute... Cazzo, se devo mangiare nove porzioni di frutta e verdura al giorno per vivere... non voglio vivere! Io detesto la frutta e la verdura! E i vostri omega tre e il tapis roulant e l'elettrocardiogramma e la mammografia e la risonanza pelvica e, oh mio Dio, la colonscopia... e con tutto ciò arriva sempre il giorno in cui vi ficcano in una scatola e avanti con un'altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita e decideranno per voi quello che è appropriato. Mio padre si è suicidato perché i giornali del mattino lo deprimevano e lo potete biasimare? Con l'orrore, la corruzione e l'ignoranza e la povertà e i genocidi e l'AIDS e il riscaldamento globale e il terrorismo e quegli idioti dei valori della famiglia e quei maniaci delle armi. ‘L'orrore’ dice Kurtz alla fine di Apocalypse Now, ‘l'orrore’”.

Se poi il titolo lo volessimo riferire all’opera intera, questo film funziona davvero, anzi, per chi scrive, è il più sottovalutato tra i mille di Woody Allen: basterebbe ascoltare con pazienza e attenzione tutti i dialoghi e meglio ancora le asserzioni del protagonista per poter apprezzare in pieno il film e ridere di gusto per le tante provocazioni. E il film è anche bello perché gli interpreti sono magnifici. A parte l’eccellente immedesimazione dell’ottimo Larry David, c’è una Evan Rachel Wood semplicemente perfetta, mentre Patricia Clarkson e Ed Begley Jr. riescono ad entrare benissimo in sintonia con l’ambiente del film. E per far fare maggiormente la figura del vecchio insopportabile a Boris, ecco il belloccio di turno con le sembianze di Henry Cavill. Un cast che il grande ed unico (ci tengo a precisarlo) Woody dirige con la solita saggezza, realizzando così, ancora una volta, un’opera interessante e simpatica, che come le altre volte fare divertire e riflettere, almeno su quello che significa l’esistenza per lui.

“E non è l'idea della cristianità che biasimo o dell'ebraismo, o di qualsiasi altra religione. Sono i professionisti che l'hanno trasformata in un business! Lì c'è un mucchio di soldi nel racket di Dio, un mucchio di soldi! […] Gli insegnamenti di Gesù sono una meraviglia, così come lo sono in origine le intenzioni di Karl Marx. Ok? E come possono essere un male se tutti dividono equamente: non fate agli altri, democrazia, governo del popolo... Tutte grandi idee, sono tutte grandi idee ma... hanno tutte quante un fatale difetto. […] È questo: sono tutte basate sul falso concetto che l'uomo sia fondamentalmente buono e che se gli dai l'occasione di essere onesto l'afferra.”


 
 
 

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