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Black Rain - Pioggia sporca (1989)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 16 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

Black Rain - Pioggia sporca

Black Rain

USA 1989 thriller 2h5’

 

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: Craig Bolotin, Warren Lewis

Fotografia: Jan de Bont

Montaggio: Tom Rolf

Musiche: Hans Zimmer

Scenografia: Norris Spencer

Costumi: Ellen Mirojnick

 

Michael Douglas: Nick Conklin

Andy García: Charlie Vincent

Ken Takakura: Masahiro Matsumoto

Kate Capshaw: Joyce

Yūsaku Matsuda: Sato

Shigeru Kôyama: sovrintendente Ohashi

John Spencer: cap. Oliver

Luis Guzmán: Frankie

Stephen Root: Berg

Tomisaburō Wakayama: Sugai

 

TRAMA: Nick, arcigno agente di polizia newyorkese, viene coinvolto insieme al giovane collega Charlie in un caso più grande di lui. Infatti assiste a un omicidio plurimo in un ristorante e riesce a catturare l’assassino, un giapponese che deve però essere riconsegnato alle autorità del suo paese. Dagli States l’azione si sposta in Giappone ad Osaka, per indagare sulla mafia locale nota come Yakuza. Ma Osaka non è New York.

 

VOTO 7

 

 

Ridley Scott ci ha abituati nella sua lunga e nutrita filmografia ad avere alti e bassi, film di livello altissimo e diventati cult ed altri che evidentemente lo divertono girare o, semplicemente, servono a fare capitale. È il caso di questo ottimo poliziesco un po’ dimenticato, pieno di azione e tensione, con evidenti autocitazioni soprattutto per ciò che riguarda l’ambientazione, dove la città giapponese di Osaka ricorda parecchio la Los Angeles buia, piovigginosa e pericolosa del suo immortale Blade Runner. Come anche le luci, i neon e la figura del protagonista Nick che ricorda alla lontana Harrison Ford.

 

 

Partire in missione dalla solita New York come sempre viene fotografata, caotica ma luminosa, per l’agente Nick Conklin sarà uno shock fisico trovarsi come in un altro mondo, dove le abitudini sono tanto diverse e quando il gioco si farà duro non si sentirà a suo agio. Ma tant’è, bisogna adeguarsi e guardarsi le spalle più di prima.

 

 

Nick Conklin (Michael Douglas) è un poliziotto di New York dal carattere duro, con problemi economici e un’indagine interna che lo mette sotto pressione. Durante un pranzo con il collega Charlie Vincent (Andy García), i due assistono a un violento regolamento di conti tra gangster giapponesi e intervengono arrestando l’autore dell’omicidio, un giovane affiliato alla Yakuza di nome Sato. Per ragioni diplomatiche, Nick e Charlie ricevono l’ordine di scortare il prigioniero fino a Osaka, dove dovrà essere consegnato alle autorità locali. Ma appena atterrati, i due vengono ingannati da falsi poliziotti che si portano via Sato, lasciandoli in una posizione imbarazzante davanti alla vera polizia giapponese.

 

 

Costretti a collaborare come semplici osservatori, Nick e Charlie vengono affiancati dal mite ispettore Matsumoto, che cerca di contenerne i metodi impulsivi. La caccia a Sato li introduce in un mondo criminale rigidissimo, fatto di codici d’onore, gerarchie e tensioni interne alla Yakuza. Nick, insofferente alle regole locali, si muove in modo sempre più autonomo, entrando in contatto con Joyce (Kate Capshaw), un’americana che lavora nei locali notturni frequentati dalla malavita. Intanto emergono i contrasti tra Sato e il potente boss Sugai, che vede nel giovane un elemento ribelle e pericoloso. La situazione precipita quando un’azione di Sato colpisce direttamente Nick, spingendolo a un coinvolgimento personale nella caccia. Da quel momento, la missione non è più solo un incarico: diventa un confronto tra culture, modi opposti di intendere la giustizia e un percorso di responsabilità che costringe Nick a misurarsi con i propri limiti.

 

 

Tra inseguimenti, alleanze inattese e un Giappone che non perdona leggerezze, Nick e Matsumoto si trovano a fronteggiare una spirale criminale che mette alla prova la loro fiducia reciproca e il loro senso del dovere.

 

 

Il poliziotto di Michael Douglas, in pienissima forma per l’occasione, non è proprio uno stinco di santo, di irregolarità ne commette, ma lo sappiamo bene: la strada è una giungla e per sopravvivere ogni tanto bisogna arrangiarsi e cogliere le occasioni. Il Giappone è un’altra trappola e con il collega Charlie (un altrettanto bravo Andy Garcia) deve sfangarla in qualsiasi maniera, per giunta stando attenti a non essere ostacolati o, peggio, maltrattati dalla polizia locale. Ma i pericoli maggiori possono arrivare solo dalla Yakuza, la temuta e potente mafia giapponese.

 

 

A collaborare con Ridley Scott è per la prima volta il musicista Hans Zimmer, poi sempre più affermato (Oscar per Il re leone, poi, nel 2022, per Dune), il quale riesce a dare un contributo non indifferente con un commento musicale di primordine.

 

 

Riconoscimenti

Oscar 1990

Candidatura miglior sonoro

Candidatura miglior montaggio sonoro

 


 
 
 

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cinefilo da bambino

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