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Caccia al ladro (1955)

  • Immagine del redattore: michemar
    michemar
  • 3 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Caccia al ladro

To Catch a Thief

USA 1955 thriller/commedia 1h56

 

Regia: Alfred Hitchcock

Soggetto: David Dodge (romanzo)

Sceneggiatura: John Michael Hayes

Fotografia: Robert Burks

Montaggio: George Tomasini

Musiche: Lyn Murray

Scenografia: Hal Pereira, Joseph McMillan Johnson

Sam Comer, Arthur Krams (arredamento)

Costumi: Edith Head

 

Cary Grant: John Robie, “Il Gatto”

Grace Kelly: Frances Stevens

Jessie Royce Landis: Jessie Stevens

John Williams: H.H. Hughson

Charles Vanel: Bertani

Brigitte Auber: Danielle Foussard

Jean Martinelli: Foussard

Georgette Anys: Germaine

René Blancard: commissario Lepic

 

TRAMA: Il Gatto, ex ladro d’alto bordo, vive tranquillo sulla Costa Azzurra, quando una serie di furti eseguiti con la sua tecnica insospettiscono la polizia. L’uomo cerca di scoprire chi sta tentando di metterlo nei guai. Contemporaneamente gli si mette alle costole una ricca e bella americana innamorata di lui, a sua volta convinta che questi nuovi furti siano proprio opera sua. La verità, legata al passato avventuroso del Gatto, verrà fuori nel corso di una lussuosa festa mascherata.

 

VOTO 7

 

 

Nel suo nuovo thriller romantico, Alfred Hitchcock parte dal vecchio adagio che dice che per catturare un ladro serve un ladro e lo trasforma in un gioco elegante di sospetti, seduzione e paesaggi mozzafiato. Cary Grant interpreta un ex scassinatore ritiratosi sulle colline sopra Cannes, costretto a rimettersi in gioco quando una serie di furti di gioielli minaccia di incastrarlo. Grace Kelly, nei panni di una giovane americana ricca e imperturbabile in viaggio con la madre, entra nella storia come presenza magnetica e ambigua: Hitchcock gioca con l’idea che possa essere più coinvolta nei furti di quanto lasci intendere, ma si diverte soprattutto a sfruttare la sua freddezza aristocratica e la sua capacità di dominare la scena con un semplice sguardo.

 

 

La storia si svolge, quindi, sulla Costa Azzurra, dove una serie di furti di gioielli riporta alla ribalta il nome di John Robie, detto “Il Gatto”, un ex ladro acrobata che ha abbandonato il crimine dopo aver combattuto nella Resistenza. Quando la polizia lo sospetta e tenta di arrestarlo, lui fugge e cerca rifugio presso vecchi compagni, che però lo accusano di averli rimessi nei guai. Deciso a provare la propria innocenza, Robie si rivolge a un agente assicurativo per ottenere la lista dei turisti più ricchi e potenziali bersagli del nuovo ladro. Tra questi incontra Jessie Stevens, vedova americana piena di soldi, e soprattutto sua figlia Frances, affascinante e imprevedibile, che intuisce subito la sua vera identità. Tra i due nasce un gioco di seduzione e sfida, mentre Robie tenta di prevedere la prossima mossa del misterioso imitatore.

 

 

Quando i gioielli di Jessie vengono rubati, Frances accusa Robie di averla usata come copertura, ma presto la verità si complica: un uomo muore durante un tentativo di agguato e la polizia crede di aver trovato il colpevole, mentre Robie capisce che il vero ladro è ancora libero. Con l’aiuto di Frances, organizza una trappola durante un ballo in maschera, convinto che il nuovo “Gatto” colpirà ancora. La notte si trasforma in un gioco di identità scambiate, pedinamenti e inseguimenti sui tetti, fino allo svelamento del vero responsabile. Una volta ristabilita la verità, Robie deve affrontare anche l’insistenza affettuosa di Frances, che immagina già un futuro insieme e una nuova vita nella sua villa sulla collina.

 

 

Il regista costruisce il film come un intrattenimento puro, sostenuto da un ritmo brillante, da dialoghi allusivi e da un uso spettacolare della Costa Azzurra, ripresa in colori vividi e in ampie inquadrature che trasformano la costa in un personaggio a sé. L’inseguimento automobilistico visto dall’alto, le ville affacciate sul mare, le feste in costume e i continui giochi di altezza e profondità mostrano un Hitchcock affascinato dal potenziale visivo del luogo, anche se la tecnologia dell’epoca è quella che era.

 

 

Accanto ai protagonisti, spiccano John Williams come impacciato emissario dei Lloyd’s e Jessie Royce Landis come madre ironica e terribilmente americana. Il risultato è un film che non pretende altro che offrire un’ora e mezza di piacere elegante e leggero e ci riesce pienamente.

 

 

Che dire? Presentato in concorso alla Mostra di Venezia 1955, è un amabile giallo del maestro che intrattiene e fa trattenere il fiato in alcune sequenze degne del termine poliziesco. Ma è anche una forma particolare di commedia perché Cary Grant si prende il compito di fare lo sciupafemmine però, come sempre fa lui, trattenuto, mentre l’incantevole Grace affascina solo a guardarla. Le sorprese, in fondo, non ci sono, è tutto prevedibile, tanto quanto il film è godibile.

Impareggiabile Hitch!

 

 

Riconoscimenti

Oscar 1956

Miglior fotografia

Candidatura miglior scenografia

Candidatura miglior costumi

 


 
 
 

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