Cliffhanger - L’ultima sfida (1993)
- michemar

- 21 gen
- Tempo di lettura: 3 min

Cliffhanger - L’ultima sfida
Cliffhanger
Francia Italia Giappone USA 1993 thriller 1h53’
Regia: Renny Harlin
Sceneggiatura: Michael France, Sylvester Stallone
Fotografia: Alex Thomson
Montaggio: Frank J. Urioste
Musiche: Trevor Jones
Scenografia: John Vallone
Costumi: Ellen Mirojnick
Sylvester Stallone: Gabriel “Gabe” Walker
John Lithgow: Eric Qualen
Michael Rooker: Hal Tucker
Janine Turner: Jessie Deighan
Rex Linn: Richard Travers
Caroline Goodall: Kristel
Leon Robinson: Kynette
Craig Fairbrass: Delmar
Gregory Scott Cummins: Ryan
Denis Forest: Heldon
Michelle Joyner: Sarah
Max Perlich: Evan
Paul Winfield: Walter Wright
Zach Grenier: Davis
Ralph Waite: Frank
Bruce McGill: agente del tesoro
TRAMA: Un’operazione di soccorso in montagna si trasforma in una caccia ad un malloppo di denaro rubato che vede coinvolti un ex membro del soccorso e un gruppo di criminali.
VOTO 6,5

Traumatizzato da un incidente nel quale non è riuscito a salvare la vita a una ragazza, Gabe Walker (Sylvester Stallone) decide di farla finita con la montagna. Quando però un aereo precipita in mezzo ai monti e lui è da quelle parti, non resiste e accetta di partire alla ricerca dei superstiti. Li ritrova subito ma scopre allo stesso tempo che sono dei malviventi. Essi lo prendono infatti in ostaggio, insieme con un’altra guida, per recuperare tre valigette zeppe di dollari che, in seguito all’incidente, sono finite sulle pareti rocciose e sui ghiacciai della zona.

Thriller d’azione che vede al centro della scena il muscoloso e nuovo personaggio di Sylvester Stallone, il quale stavolta si chiama Gabe ma prende molto da uomini del calibro dei suoi Rocky e Rambo. E se vogliamo c’è anche un po’ di John McClane, dato che il regista Renny Harlin è lo stesso di 58 minuti per morire - Die Harder. Quindi non è che sia proprio un personaggio originale o interessante, dimostrando cosa può succedere quando un attore si identifica troppo facilmente con uno (o più) dei ruoli con cui è diventato celebre. Qui lui si supera, affrontando a torso nudo la montagna ed il gelo, un eroe che soffre e vince anche con i muscoli.
Siamo ancora una volta nel quadro classico tanto sfruttato del cattivone (nel caso è il personaggio di John Lithgow, gli tocca spesso) che agisce con scopi personali e criminali e il buono che se ne stava per conto suo ma sente il dovere di intervenire per salvare persone nei guai o addirittura in pericolo, peggio ancora se sotto la minaccia. S’è visto spesso ma fa sempre effetto e funziona e, se ben girato e architettato, il film tiene la tensione alta ed il pubblico appassionato, che sa come deve andare a finire ma non sa in quale maniera. Poi, se il salvatore è un beniamino meglio ancora. Mancherebbe il “brutto” per completare il trio contemplato da Sergio Leone, e spesso c’è anche quello, di solito gli scagnozzi del killer.
Cliffhanger può significare anche “appeso allo scoglio” ma nel film indica precisamente (ed è entrato nel lessico critico) il momento di suspense che chiude una scena o un episodio, lasciando lo spettatore “appeso” in attesa di sapere cosa succederà nel prosieguo. E tutt’oggi i critici lo usano proprio per indicare situazioni simili. Sebbene il film non sia parte di una serie, la tensione continua e i colpi di scena lo rendono un perfetto esempio di narrazione da cliffhanger, in entrambi i significati. Il titolo aggiuntivo italiano, difatti, dice che è “l’ultima sfida” ma chi lo sa?
Il gradimento del film ha fatto scaturire anche alcuni videogame.
Riconoscimenti
Oscar 1994
Candidatura al miglior sonoro
Candidatura al miglior montaggio sonoro
Candidatura ai migliori effetti speciali

















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